Ovvero liberi dal porno come vogliono essere gli islandesi in seguito a “una consultazione nazionale che ha dato un responso largamente positivo – come rileva Enrico Franceschini su la Repubblica di ieri.

Da quando il porno sta dilagando sul web – il 25% delle ricerche su Google hanno a che fare con la pornografia, sesso è la parola più cliccata on line, il 20 % dei siti sono pornografici – molti rapporti rivelano una crescente dipendenza dal porno soprattutto a carico degli adolescenti.

“Se un dodicenne clicca su porno Google – riporta fedel/mente il re/pubblicano Franceschini – non trova immagini di donne nude di Playboy, bensì filmati hard in grado di traumatizzarlo nell’età della pubertà”.

E in effetti, persino chi non ha avuti figli è possibile si sia chiesto come avrebbe reagito nei panni di padre o di madre, nei confronti del proliferare della pornografia dilagata oltre l’accettabile.

Il governo di Reykjavik – retto dalla premier lesbica Jóhanna Sigurðardóttir –  dopo aver rimembrato i fondamentali islandesi – ” Siamo una società liberale e progressista in materia di nudità e di rapporti sessuali” – precisa: “Il nostro approccio al problema non è anti-sesso, bensì anti-violenza. Non è questione di libertà di parola, bensì di danni all’infanzia. Le statistiche indicano che in media un bambino vede pornografia su internet a 11 anni e questo ci preoccupa, come ci preoccupa la natura sempre più degradante e brutale di quello cui siamo esposti”.

I critici all’approccio-iniziativa islandese sostengono che un bando della pornografia sarebbe ir/realizzabile. Alcuni di questi detrattori, come cotal Smari McCharthy, presidente dell’International Modern Media Initiative, giudicano l’idea fascista & folle.

E’ curioso, si fa per dire, che ogni progetto di drastico cambiamento dell’esistente per altro alla deriva, sia regolarmente etichettato come fascista, folle & magari populista, come giustizialista viene bollata quella mentalità che vorrebbe vedere incarcerati conclamati autori di bancarotte fraudolente, falsi in bilancio e truffe finanziarie che continuano a scaraventare sul lastrico – Truffa Continua–milioni di disgraziate & disgraziati.

Comunque sia governo & popolo di un minuscolo paese come l’Islanda con mezzo milione di abitanti, non desistono: “Siamo progressisti, siamo democratici, crediamo nell’uguaglianza tra i sessi, e siamo pronti a essere più radicali degli altri”.

Ed è proprio a questo radicalismo cui ci si richiama persino in questo ex bel paesino che di dosi di radicalismo estremo, non necessariamente estremista secondo la puntualizzazione di Pannella, avrà bisogno a partire dalle imminenti elezioni & via discorrendo & chi più ne ha più a lor signori lo metta!