Ilda Boccassini ha deciso di non presentarsi davanti alla Commissione antimafia del Consiglio comunale di Milano. L’invito partito sette mesi fa aveva trovato un’apparente disponibilità da parte della coordinatrice della Direzione distrettuale antimafia del capoluogo lombardo, notoriamente allergica ai giornalisti e parca di apparizioni pubbliche.  La data dell’audizione è stata più volte modificata in base ai tanti impegni del magistrato, che tra l’altro è pubblico ministero nel processo “Ruby” contro Silvio Berlusconi. Ma nei giorni scorsi è arrivato il gran rifiuto. Ilda Boccassini ha fatto sapere di giudicare “poco opportuno” un suo intervento davanti ai membri della Commissione, presieduta da David Gentili del Pd.

Boccassini è stata la protagonista dell’ultima stagione di grandi inchieste contro la ‘ndrangheta in Lombardia. Prima fra tutte la celebre operazione Crimine-Infinito, in collaborazione con la Procura di Reggio Calabria, ma anche quella che ha portato all‘arresto dell’assessore regionale Domenico Zambetti, accusato di aver comprato pacchi di voti da emissari dei boss calabresi. La sua audizione sarebbe stata un contributo importante ai lavori della Commissione, ma soprattutto avrebbe riacceso l’attenzione dell’opinione pubblica in una città dove le denunce contro il pizzo e l’usura sono prossime allo zero, come ha più volte denunciato la stessa Boccassini.

La preoccupazione sulla riservatezza è stata, a quanto si sa, uno dei motivi forti che hanno spinto il magistrato a declinare l’invito. Salvo rari casi, le sedute della Commissione sono pubbliche, anche perché non toccano indagini in corso né informazioni coperte da segreto investigativo.

La Commissione antimafia del Consiglio comunale di Milano è stato istituita dalla maggioranza di centrosinistra un anno fa, dopo che il centrodestra di Letizia Moratti, nella precedente legislatura, l’aveva prima accettata controvoglia  e poi soffocata nella culla.