Un assessore della Regione Lombardia in manette, e questa volta l’accusa è di avere preso i voti della ‘ndrangheta, alle elezioni del 2010. All’alba i carabinieri hanno arrestato Domenico Zambetti, 60 anni, Pdl, con delega alla Casa, nell’ambito di un’inchiesta che ha portato in carcere una ventina di persone. In manette anche Ambrogio Crespi, fratello di Luigi, il celebre ex sondaggista di Silvio Berlusconi, che per la Dda di Milano si sarebbe incaricato personalmente di raccogliere i voti nelle periferie milanesi, in accordo con i clan. L’assessore avrebbe pagato 50 euro a voto i “pacchetti” di preferenze offerti dalla criminalità organizzata calabrese nella regione del Nord. Alle ultime elezioni, Zambetti aveva conquistato oltre 11mila consensi, risultando così tra i più votati.  Ma per ottenere il risultato si sarebbe rivolto a ‘portavoce’ dei clan calabresi, pagandogli in varie rate circa 200mila euro.

Ma sono tanti i nomi di peso coinvolti. Di 3-400 voti della ‘ndrangheta avrebbe beneficiato la giovanissima Sara Giudice, uscita dal Pdl anche in polemica con il caso Minetti. Il contatto con gli emissari della criminalità sarebbe avvenuto attraverso il padre Vincenzo, già presidente del consiglio comunale di Milano per il Pdl, che è indagato. Dalle carte emerge anche il nome del chirurgo Marco Scalambra, vicino al sindaco di Sedriano, Alfredo Celeste, finito agli arresti domiciliari.

L’assessore Zambetti è accusato di voto di scambio, concorso esterno in associazione mafiosa (contestato dal 2009) e corruzione. In dettaglio è accusato di aver comprato 4.000 preferenze, in vista delle elezioni del 2010, da cui il “conto” da 200.000 euro, da due esponenti della ‘ndrangheta. Legati, a quanto si apprende, ai clan Mancuso di Limbadi e Morabito-Palamara di Africo Nuovo, entrambi saldamente radicati in Lombardia. I presunti referenti individuati dagli investigatori sono Giuseppe D’Agostino, gestore di locali notturni, già condannato negli anni scorsi per traffico di droga, per i Morabito-Bruzzaniti, e l’imprenditore Eugenio Costantino per i Mancuso (leggi le intercettazioni dall’ordinanza di custodia cautelare)

A carico dell’assessore vi sarebbero intercettazioni telefoniche che documentano le fasi del pagamento. L’arresto è stato chiesto dal pm della Dda Giuseppe D’Amico ed è stato disposto dal gip Alessandro Santangelo. Le persone finite in carcere sono 18, 2 ai domiciliari e altre 2 con l’obbligo di dimora.

Nella nota firmata dal procuratore capo di Milano Edmondo Bruti Liberati si spiegano nel dettaglio i reati contestati. A Giuseppe D’Agostino, Sabatino Di Grillo, Vincenzo Evolo, Eugenio Costantino, Ciro Simonte, Alessandro Gugliotta, Salvatore Etzi e Giampiero Guerrisi viene contestata l’associazione mafiosa a partire dal 2009. A Costantino e a D’Agostino anche la detenzione di armi. All’assessore Zambetti lo “scambio elettorale politico mafioso”, che avrebbe commesso a Milano “in epoca antecedente e prossima al 18/19 marzo 2010, e successivamente sino al 15 marzo 2011”. Per lui anche l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa “dal 2009 sino ad oggi”.

Zambetti risponde poi assieme a Costantino e D’Agostino di corruzione in concorso aggravata a partire “dal 18/19 marzo 2010 e sino al 18 settembre 2011”. Anche Marco Silvio Scalambra è accusato di corruzione in concorso con Costantino. Per Ambrogio Crespi, fratello di Luigi il sondaggista, l’accusa è di “associazione mafiosa” dal mese di marzo 2010 e fino ad oggi. Poi nel dettaglio vengono indicati anche i nomi di tutti gli altri arrestati accusati a vario titolo di tentata estorsione aggravata, estorsione aggravata (episodi commessi tra Crema, Settimo Milanese, Assago e Cuggiono). Poi altri episodi di detenzioni di armi e anche un sequestro di persona a scopo di estorsione che sarebbe avvenuto nel milanese. Più alcuni fatti di ricettazione, riciclaggio e falso.