La crescita economica dell’Eurozona continuerà a essere “debole” nella prima parte del 2013, ma  poi dovrebbe “recuperare gradualmente“. Lo ha annunciato la Banca centrale europea nel bollettino di febbraio, sottolineando che la ripresa sarà sostenuta da una politica monetaria accomodante della Bce, dal miglioramento del clima di fiducia nei mercati e dalla loro minore frammentazione.

“Tra gennaio e inizio febbraio i rendimenti dei titoli di Stato di alcuni Paesi europei in difficoltà hanno mostrato andamenti contrastanti”, ha avvertito l’Eurotower, precisando che nel periodo sono saliti quelli sui titoli di Italia e Spagna, mentre sono scesi in Grecia, Irlanda e Portogallo. Secondo la Bce, ciò è stato dovuto a un peggioramento del clima di mercato e, fra l’altro, a “notizie di misure adottate da alcuni governi per il salvataggio di determinate banche private”.

L’Istat, nel frattempo, ha però comunicato che nel 2012 il prodotto interno lordo italiano è diminuito del 2,2% rispetto all’anno precedente. Nel quarto trimestre dell’anno scorso, invece, il Pil è sceso dello 0,9% rispetto al trimestre precedente, deludendo gli analisti di Bloomberg che si aspettavano -0,6%, e del 2,7% rispetto agli ultimi tre mesi del 2011. L’ultimo trimestre del 2012 è il sesto consecutivo in cui si registra un calo del Pil. Nella Nota di aggiornamento al Def del governo, diffusa a settembre 2012, la stima del Pil era a -2,4%. Il dato diffuso oggi dall’Istat non è tuttavia comparabile direttamente con tale stima perché è un dato “corretto”.

La crisi finanziaria e l’indebolimento delle esportazioni pesa anche sulla Germania, che ha registrato un calo del Pil pari allo 0,6% nel quarto trimestre rispetto ai tre mesi precedenti, quando aveva segnato un +0,2%, deludendo il mercato che si attendeva un calo dello 0,5%. Male anche il risultato su base annua, dove la Germania ha registrato un rialzo dello 0,7%, contro il +3% messo a segno nel 2011.