“Ti ricordi di noi solo in campagna elettorale”. Il pomeriggio dell’ex premier, ora candidato presidente del consiglio, Mario Monti nelle zone terremotate dell’Emilia, inizia con urla e lanci di uova. Una contestazione cominciata a Concordia sul Secchia e poi continuata a Mirandola. 

“Vergogna”, “Buffone”, “Cosa sei venuto a vedere? La ricostruzione che abbiamo fatto noi senza il tuo aiuto?”. Queste le parole che hanno accolto l’ex premier al suo arrivo a Concordia a metà pomeriggio. Circa 200 persone hanno bersagliato Monti di insulti e fischi arrivando a lanciare uova che però hanno colpito ad un occhio il sindaco di Camposanto, Antonella Baldini. Il sindaco accompagnava il premier con una delegazione di amministratori delle zone terremotate. La donna è stata poi medicata. Nel comune terremotato del modenese si erano assiepate dietro le transenne circa duecento persone. All’arrivo del premier uno sparuto gruppetto è stato protagonista di urla, fischi e frasi offensive contro il capo del governo: 

Dopo Concordia, il premier Mario Monti è stato contestato anche a Mirandola, dove era atteso per un’iniziativa elettorale al palazzetto dello sport. Fuori dalla struttura c’erano due gruppi di contestatori, uno formato da esponenti del comitato Sisma.12, l’altro da consiglieri comunali Pdl, presenti con le bandiere del partito. Monti non ha incontrato i contestatori, perchè è entrato da un ingresso laterale. I gruppi di contestatori hanno tentato di inseguirlo, ma sono stati bloccati dalle forze dell’ordine.

In mattinata Monti aveva poi fatto il pieno di strette di mano andando a visitare il museo e monumento al deportato a Carpi ed il campo di concentramento di Fossoli in occasione della Giornata della memoria. Prima di visitare il museo, davanti al monumento al deportato, nel centro di Carpi, il premier uscente ha incontrato alcuni ragazzi del liceo Fanti. Ad accompagnare Monti anche il sottosegretario Antonio Catricalà.

Errani e Sabattini prendono le distanze dai contestatori. “Lo stato d’animo dei cittadini colpiti dal terremoto è comprensibile, ma è inaccettabile che la protesta si esprima attraverso forme e gesti violenti”, spiega il presidente della Provincia di Modena, Emilio Sabattini, “Il dissenso non può esprimersi attraverso forme violente, soprattutto in un giorno dal particolare valore simbolico qual’è la giornata della memoria”.

Anche il presidente della Regione Emilia Romagna, Vasco Errani è intervenuto sull’accaduto: “Nell’Emilia colpita dal terremoto, non c’è bisogno di simili dimostrazioni, atti che portano solo dolore lì dove c’è già tanta sofferenza. La via giusta è solo quella del dialogo e del confronto. Diciamo no a gesti assurdi che oggi, peraltro, hanno colpito un sindaco, Antonella Baldini, che dal 20 maggio scorso si batte ogni giorno per la ricostruzione e per riportare i suoi concittadini a condizioni di normalità”.

Il comizio al Palasport dopo la contestazione. “Ho voluto che il mio primo incontro pubblico con i cittadini in campagna elettorale fosse qui nell’Emilia ferita dal terremoto”, ha dribblato le contestazioni l’oramai ex premier italiano iniziando l’incontro al Palasport in serata, “Campagna elettorale… mi vengono i brividi ad usare questo termine…”. Poi va subito al sodo, rassicurando un cittadino che chiedeva al governo di non dare soldi al Monte Paschi di Siena ma di devolvere risorse alle zone del terremoto: “Alla banca lo Stato regalerà euro zero, e per ora ha prestato euro zero. Questo è un tema al quale deve guardare con assoluta serenità. Ci sono sei miliardi a disposizione dell’Emilia Romagna per la ricostruzione e zero euro a disposizione del Monte Paschi di Siena“.  Sulle tasse il presidente del Consiglio dice: “Non è stato possibile posticipare il pagamento delle tasse. Non c’era la copertura finanziaria. Mi dispiace, abbiamo fatto tutto il possibile viste le limitatissime risorse dello Stato che stava per fallire”.

Ma la serata modenese dà la possibilità a Monti di fare un vero e proprio comizio politico per la sua lista elettorale: “Quando il mio predecessore (Silvio Berlusconi, n.d.r.) che ha dovuto gettare la spugna o compiere grande atto di responsabilità verso il paese, come dice lui, dice che aveva lasciato l’economia in buona condizione. Mi dispiace ascoltare questo, perché so che non è vero”.

“Le gestioni scellerate delle precedenti emergenze terremoto che hanno dato vita a truffe e corruzione hanno causato accuse gravissime contro l’Italia in sede dell’Unione europea”, ha spiegato Monti rispetto al sisma in Abruzzo, “gli scandali emersi dall’inchiesta seguita al terremoto de l’Aquila sono noti a Bruxelles”, per questo “abbiamo dovuto risalire una brutta china”.

“In alcune occasioni mi è stato fatto capire – ha proseguito Monti – che con leggere pressioni l’Italia avrebbe dovuto chiedere prestiti di salvataggio alle istituzioni europee o al Fondo monetario internazionale. Sarebbe stato molto rassicurante dire di sì. E non avremmo corso il rischio di un possibile fallimento del Paese. Ma io mi sono chiesto ‘voglio che gli italiani si demoralizzino?'”. Come è successo per la Grecia, governata “da una troika”. “Queste istituzioni – ha sottolineato il premier uscente riferendosi alla cosiddetta troika – le stimo, ma stiano al loro posto. Non devono governare l’Italia”.

Difendendo, quindi, le decisioni prese nel suo anno di legislatura, Monti ha rivendicato: “noi italiani ce l’abbiamo fatta con le nostre forze.  Questo grande sacrificio collettivo non l’ho chiesto per sadismo. E’ stata una prova di maturità” e non ci sono state manifestazioni “che hanno sconvolto” altri Paesi del Mediterraneo.