”La parola Olocausto non può essere usata per i gay. Per un semplice motivo: la parola Olocausto può essere usata solo ed esclusivamente per quel progetto criminale di cancellare dalla faccia della terra milioni e milioni di persone, sulla base soltanto del fatto che fossero ebrei. Che poi i nazisti abbiano perseguitato gli zingari, gli handicappati, gli omosessuali, ma attenzione, solo una fattispecie di omosessuali, perché ormai è dimostrato che una buona parte della dirigenza nazista e della SA erano omosessuali, compreso Hesse, facevano una differenziazione fra i comportamenti, gli atteggiamenti. Che siano stati perseguitati gli omosessuali, assolutamente sì, come purtroppo il nazismo perseguitò, gli zingari, le minoranze, gli handicappati, i subumani come li chiamavano loro”. Alla vigilia della Giornata della Memoria, Carlo Giovanardi, deputato Pdl, candidato per l’ennesima volta dopo 20 anni di presenza in parlamento, interviene cosi’ sul tema delle persecuzioni razziali a KlausCondicio, il programma di Klaus Davi in onda su YouTube. 

Giovanardi ha puntualizzato: ”Io mi sono appena opposto, assieme ad altri colleghi, in commissione al Senato, ad un progetto di legge, che abbiamo bloccato, il quale prevedeva fosse penalmente perseguibile chi faceva revisionismo storico, ma non solo sull’Olocausto, bensì in generale. Allora io, che sono un liberale, ho detto che quella era una roba proprio da regime totalitario, una roba che può fare Stalin, Hitler, e ho fatto un esempio: ma scusate un attimo, quando c’e’ stato Sebrenica e le vicende dolorosissime della guerra civile fra musulmani, croati, serbi, l’assedio di Sarajevo, uno storico non puo’ andare a indagare e verificare la percentuale di responsabilità che possono avere avuto i serbi, che possono avere avuto i musulmani, che possono avere avuto i croati, o c’e’ una verità rivelata per cui i massacratori sono i serbi e chi dice il contrario deve andare in galera, i massacratori sono i musulmani o chi dice il contrario? Mi sembra una cosa surreale”.

Non è la prima volta, infatti, che Giovanardi si concentra sulla vita e sulla storia di gay e lesbiche. Ogni volta con uno strascico di reazioni polemiche. L’ultimo capitolo del Giovanardi pensiero risale a quest’estate, quando, ai microfoni de La zanzara, propose stanze separate per i militari omosessuali. “È una questione di buonsenso – spiegò – se avessi due o tre persone che non solo sono gay ma vogliono praticare in maniera attiva la loro omosessualità, avrei qualche imbarazzo a essere in una camerata con loro. Le camerate separate sarebbero una cosa assolutamente normale”.

Un anno e mezzo prima, sempre a Radio 24, arrivò a dire “che ci sono organi costruiti per ricevere e organi costruiti per espellere”, e che quindi “nel momento dell’educazione sessuale nelle scuole, è normale, corretto e fisiologico dare un modello: gli organi dell’uomo e della donna sono stati creati per certe determinate funzioni. E non è altrettanto naturale il rapporto tra due uomini o due donne”. E alla domanda della conduttrice, “ma a lei, onorevole, che effetto farebbero due ragazze che si baciano alla stazione?” il parlamentare modenese rispose: “A lei che effetto fa se uno fa pipì? Se lo fa in bagno va bene, ma se uno fa la pipì per strada davanti a lei, può darle fastidio”.

Quasi una fissazione quella dell’onorevole pidiellino, che non perde occasione per ergersi a difensore delle coppie eterosessuali e della tradizione cattolica. Dentro e fuori dall’aula di Palazzo Madama, ha ribadito più volte come “la famiglia sia una sola, ossia quella fondata sul matrimonio tra uomo e donna”. Mentre meno di un anno fa, volle dire la sua versione anche sulla vicenda legata alla mancata eredità di Lucio Dalla a favore del compagno, Marco Alemanno. “Se Dalla non ha fatto il testamento in favore di Marco Alemanno vuol dire che non lo voleva fare. Non voleva lasciargli nulla. Se avesse voluto, avrebbe avuto tutti gli strumenti per farlo”. Puntando poi il dito sui media. “Per i funerali di Lucio Dalla sono stati tirati in ballo a sproposito la Chiesa e i cattolici, perché Dalla era religioso e cattolico e voleva vivere la sua vita senza che nessuno lo obbligasse a fare cose che non voleva fare.

È successa la stessa cosa con Vasco Rossi: i commentatori hanno detto: ‘Vasco Rossi ha detto che è costretto a sposarsi perché in questo Paese le coppie di fatto non sono tutelate’, dando colpa ai cattolici e alla Chiesa”.