Corruzione, turbativa d’asta. E’ il mondo della Compagnia delle Opere che è finito nel mirino della Procura di Milano che ha chiesto e ottenuto sedici arresti (sette in carcere e nove agli arresti domiciliari) dal gip di Milano Giuseppe Gennari per una serie di appalti pubblici per un valore di 10 milioni di euro. I Carabinieri hanno arrestato, tra gli altri, la responsabile degli appalti pubblici dell’Aler, l’azienda che gestisce l’edilizia popolare in Lombardia. Cuore dell’inchiesta, partita alcuni mesi fa, la società Kaleidos srl di Saronno (Varese) legata alla Compagnia delle opere.

Gip: “Appartenza al sistema al cui vertice c’è il presidente della Lombardia”. Nell’inchiesta compare anche il nome del presidente uscente della Lombardia, Roberto Formigoni che però non è indagato. In una telefonata intercettata, del 20 marzo scorso tra Oreste Ceriani e un “uomo”, l’ad della società al centro dell’inchiesta dice: “Vogliono far cadere Formigoni e faranno di tutto”. E l’interlocutore gli risponde: “sì… ma adesso noi intanto non possiamo, noi dobbiamo fare, scusami, non possiamo puntellare l’impero romano in decadimento, nel senso.. non mi fraintendere… non è che possiamo salvare il mondo! Pensa alla tua azienda!”. “Nelle parole dei due interlocutori – scrive il gip Giuseppe Gennari – che commentano da un lato alcune vicende giudiziarie che hanno riguardato appalti pubblici dell’Aler, dall’altro un articolo di giornale che ha raccolto indiscrezioni proprio circa la presente attività d’indagine, traspare con assoluta evidenza la consapevolezza dell’appartenenza ad un sistema che vede il suo vertice politico-istituzionale nel Presidente della Regione Lombardia e che rappresenta da anni lo strumento delle ingerenze nell’attività dell’Azienda Lombarda Edilizia Residenziale”. E’ proprio per questo, prosegue il giudice, “che, ora che questo ‘mondo’ pare essere sotto attacco, a Ceriani è detto di cercare di salvare innanzitutto le sorti della propria azienda”.

“Connivenze tra amministratori e amministratori enti pubblici”. Tra gli arrestati nell’inchiesta ci sono anche Monica Goi, “responsabile dei Servizi generali di Direzione dell’Aler”, che è finita in carcere, Giancarlo Bortolotti (domiciliari), “già direttore del dipartimento tecnico amministrativo dell’Azienda Ospedaliera Istituti Clinici di Perfezionamento di Milano” e Cristina Clementi (domiciliari), “già responsabile Gestione degli approvvigionamenti dell’Azienda Ospadaliera di Desio e Vimercate”. Questi ultimi due manager, secondo investigatori e inquirenti, sono ritenuti vicini alla Compagnia delle Opere. Secondo il pm Paolo Filippini e l’aggiunto Alfredo Robledo la società avrebbero garantito ai ciellini condizioni vantaggiose per il noleggio di autovettura. Su questi appalti attraverso provvigioni pagate regolarmente ma anche con pagamenti in somme in nero, la società ricompensava chi la favoriva. I militari dell’Arma stanno eseguendo una serie di perquisizioni nella sede dell’Aler, ma nell’inchiesta sarebbero finiti anche appalti di altri enti come Ferrovie Nord e MM. Le gare d’appalto per aggiudicarsi il noleggio di auto venivano vinte sempre dalle stesse due società, una delle quali era appunto la Kaleidos Srl. “L’indagine -spiegano gli investigatori – ha consentito di evidenziare le connivenze esistenti tra imprenditori operanti nel campo del noleggio a lungo termine di automezzi e amministratori di diversi enti pubblici lombardi (Aler, Metropolitana Milanese, Ferrovie Nord Milano), grazie alle quali è stata “pilotata” – tra il 2006 e il 2012 – l’aggiudicazione di molteplici gare d’appalto bandite per l’approvvigionamento del parco automezzi degli enti e per la sua gestione”. L’operazione ha visto impegnati oltre cento uomini in varie province del nord Italia e l’effettuazione di diverse perquisizioni e sequestri”. Tra gli arrestati ci sono due persone inserite nel direttivo della Compagnia delle Opere di Saronno, Massimo Vanzulli e Oreste Ceriani, responsabili della società Kaleidos. “Le mazzette – ha spiegato ha spiegato il procuratore aggiunto di Milano, Alfredo Robledo: – venivano caricate sul prezzo degli appalti e quindi sulla collettività”.

La rete di contatti della Compagnia delle Opere. “E’ del tutto evidente come l’appartenenza alla rete di contatti di Compagnia delle Opere (e quindi di Comunione e Liberazione) abbia rappresentato, per la Kaleidos, un’efficiente modalità per l’individuazione di nuove opportunità commerciali –  osserva il gip -. Ciò che appare essere accaduto è che i funzionari della società d’intermediazione saronnese abbiano mutuato tali modalità di business dai rapporti commerciali privati alla gestione dei contatti relativi agli appalti pubblici. A tale riguardo deve necessariamente essere evidenziato come più d’uno tra i referenti delle stazioni appaltanti che hanno colluso con la Kaleidos (o, più in generale, tra i vertici degli stessi enti) sono risultati inseriti negli stessi ambienti di Comunione e Liberazione/Compagnia delle Opere”. 

L’inchiesta ha portato alla luce una “rete di contatti di Compagnia delle Opere (e quindi di Comunione e Liberazione)”. Lo scrive il gip di Milano, Giuseppe Gennari, nell’ordinanza di custodia cautelare nella quale chiarisce che l’appartenenza a questa “rete” ha “rappresentato, per la Kaleidos (società legata alla Cdo, ndr), un’efficiente modalità per l’individuazione di nuove opportunità commerciali”. Di questa “rete”, secondo il gip, farebbe parte anche “Marco Piuri, Amministratore Delegato di Ferrovie Nord Milano Esercizio SpA (stazione appaltante) e firmatario delle lettere d’invito alla gara del 2006” che “è membro (al pari del Vanzulli e del Ceriani) del direttivo e dell’esecutivo della Compagnia delle Opere di Saronno”. Anche Piuri non risulta indagato. “Deve necessariamente essere evidenziato – spiega il gip – come più d’uno tra i referenti delle stazioni appaltanti che hanno colluso con la Kaleidos (o, più in generale, tra i vertici degli stessi enti) sono risultati inseriti negli stessi ambienti di Comunione e Liberazione/Compagnia delle Opere”. Secondo il giudice poi, non si può “dubitare del fatto che l’attività delittuosa sia ancora attiva e in essere. Non deve trarre in inganno – precisa – il fatto che la più gran parte degli episodi risalgono al 2008-2009. Infatti, quando la documentazione sequestrata è stata analizzata e si sono ‘attaccati’ i telefoni, è emerso che nulla, proprio nulla era cambiato”. L’ultimo reato contestato, si legge ancora, “risale alla fine 2012 e le conversazioni captate nei mesi precedenti fotografano una situazione immutata rispetto al passato. Sono almeno cinque anni – conclude il gip – che Kaleidos manipola e trucca gare in giro per la regione Lombardia”. 

“Corruzione per appartenenza più pericolosa”. “L’idea, che andrà approfondita in maniera attenta – osserva il gip – è che proprio questa appartenenza sorregga atteggiamenti di mutuo sostegno che, se nell’ambito dei rapporti tra operatori commerciali privati possono essere leciti, quando si parla di società pubbliche si traducono in comportamenti che costituiscono reati”. In un passaggio finale dell’ordinanza con cui ha disposto 16 arresti per presunti appalti truccati, il gip chiosa così la “comune adesione-condivisione ideologica al gruppo di Cl” di alcune persone coinvolte nell’inchiesta. Il giudice ‘censura’ i loro comportamenti “che fanno dimenticare l’interesse pubblico al quale il singolo funzionario deve essere solo preposto, in favore dell’interesse privato del compagno di cordata. Comportamenti ben più  pericolosi – commenta – della banale corruzione per denaro perché radicati su un comune sentire che non ha prezzo”.