La Svizzera rischia di finire nella lista nera europea dei paradisi fiscali. Il Commissario Ue alla fiscalità, Algirdas Semeta, in alcune dichiarazioni rilasciate a quotidiani elvetici lancia un ultimatum a Berna: sono sei i mesi di tempo che il Paese ha per fare “progressi” nello scambio delle informazioni bancarie. ”Il mio messaggio è chiaro – ha avvertito Semeta – gli stati membri hanno forti attese nei confronti della Svizzera per arrivare a risultati entro i prossimi sei mesi” e solo se questi ci saranno “potrà evitare di essere messa sulla lista nera”.

Semeta ha anche annunciato che se non verranno trovate soluzioni da qui alla fine della presidenza irlandese, a giugno 2013, alcuni paesi dell’Unione europea potrebbero adottare misure difensive. Il commissario europeo ha invocato in particolare lo scambio automatico di informazioni, al quale la Svizzera per il momento si è opposta. A dicembre, Berna ha siglato un accordo con gli Stati Uniti per l’applicazione della legge americana, che obbligherà le banche svizzere a comunicare al fisco tutti i conti attivati dai clienti americani. A questo proposito, Semeta ha aggiunto: “La Svizzera, che è nel cuore dell’Europa, approfitta largamente del proprio accesso al mercato unico. E’ evidente che deve assicurare ai Paesi europei lo stesso trattamento assicurato agli altri, Stati Uniti compresi. E’ una questione di principio”.

Per quanto riguarda i rapporti tra Svizzera e Italia, per tutto il 2012 era stata prospettata un’intesa che prevedeva un accordo fiscale che avrebbe consentito al nostro paese di tassare i capitali esportati. Intesa che, nonostante le promesse dello scorso autunno di arrivare ad un accordo entro Natale, non si è ancora realizzata. Eppure gli annunci non cessano di arrivare. ”Sono fiducioso in un accordo a breve” per quanto riguarda le questioni fiscali tra Italia e Svizzera e “auspico che il dialogo tra le parti prosegua anche durante la campagna elettorale italiana”, ha detto per esempio oggi il ministro degli Esteri svizzero Didier Burkhalter in occasione del primo foro di dialogo italo-svizzero a Roma. Tra i temi sul tavolo anche lo status fiscale di Campione d’Italia.