Dopo quella che ha definito vittoria in trasferta a Servizio Pubblico, ora Silvio Berlusconi, galvanizzatissimo, vuole scegliersi anche gli avversari per le prossime sfide televisive. In particolare solo Pierluigi Bersani che però ha già risposto che non ci pensa nemmeno.

“Tutti mi chiedono di andare in tv a incrociare la spada con altri leader politici che sono tanti – spiega in un’intervista il Cavaliere a Studio Aperto – Non credo si possa andare in troppi, il nostro avversario è il Pd e quindi sarei felicissimo di poter andare in tv con Bersani per far conoscere i nostri programmi in modo che gli italiani possano scegliere”. Quindi fuori non solo Antonio Ingroia e Beppe Grillo, ma anche e soprattutto Mario Monti. Il Cavaliere, d’altronde, ha ricevuto un’iniezione di fiducia dalla serata nella “tana del leone” a battersi contro Michele Santoro e Marco Travaglio. “Mi aspettavo un boom di ascolto – ha aggiunto l’ex presidente del Consiglio – Non sa quante persone mi hanno sconsigliato di andare nella tana del leone… L’ascolto è stato al di là delle aspettative”. Tanto che tutte le tv, dice, lo vogliono. Ma, appunto, Berlusconi si dice contrario ai dibattiti alla presenza di troppi candidati alla corsa per palazzo Chigi. “Il nostro avversario da battere è quello del Pd. Sarei felice di confrontarmi con Bersani”. Dall’altra parte c’è un Berlusconi scatenato e galvanizzato dopo la partecipazione a Servizio Pubblico: secondo il Cavaliere infatti il suo partito ha guadagnato tre punti, secondo il sondaggista Nicola Piepoli avrebbe guadagnato un solo punto, ma è comunque innegabile che andare da Santoro gli abbia giovato. E intanto dal Pdl accusano: “Bersani fugge perché ha paura“. “Se davvero Bersani scapperà dal dibattito con Berlusconi – assicura il portavoce del Pdl Daniele Capezzone – sarà una prova evidente di paura. Certo, se il Pd è già in queste condizioni quando la campagna è appena iniziata, questo non depone a favore della leadership bersaniana”. 

Ma il Partito democratico non sembra cadere nelle provocazioni e risponde picche: “Berlusconi è il candidato premier del centrodestra? Lui o Maroni ce lo facciano sapere perché Bersani farà il confronto tv solo con i candidati premier”. Una risposta ironica che allude al fatto che nel centrodestra non è ancora chiaro chi sarà il candidato a palazzo Chigi: Berlusconi ha già ripetuto più volte che il vero potere può esercitarlo solo da ministro dell’Economia, indicando Angelino Alfano come suo possibile successore a capo del governo, mentre il segretario della Lega Nord vedrebbe bene Giulio Tremonti. Nel frattempo, però, il Pd perde qualche pezzo: dopo Pietro Ichino infatti aumentano ogni giorno gli ex del Partito democratico che preferiscono confluire nella Lista Monti. 

E d’altra parte non è solo Monti, appunto, che sarebbe escluso dal confronto televisivo. Nel dibattito si inserisce, infatti, anche Luigi De Magistris, che col suo “movimento arancione” appoggia la Rivoluzione Civile di Ingroia. Il sindaco di Napoli auspica che tutti i candidati possano godere della stessa visibilità. “Trovo grave – commenta – se in una campagna elettorale brevissima, e con una par condicio incombente, non vengano garantite pari possibilità a tutti. Ho sempre difeso il pluralismo e l’indipendenza dell’informazione, mi auguro che l’informazione garantisca a tutti di partecipare ai confronti elettorali, da Ingroia a Grillo”. “Non devono decidere i leader – ha concluso De Magistris – con chi confrontarsi, ma l’informazione nella sua autonomia e nella sua indipendenza”.