Quasi 200 curricula ‘eccellenti’ di donne impegnate nel mondo del lavoro, inviati ai partiti come autocandidature per le prossime elezioni politiche. E’ la nuova iniziativa targata Fondazione Bellisario che ha proposto il suo ‘Manifesto delle donne‘ in una conferenza stampa alla Camera con Lella Golfo, presidente della Fondazione, deputata del Pdl e promotrice con Alessia Mosca (Pd) della legge sulle quote rosa negli organi sociali delle aziende quotate e pubbliche entrata in vigore l’estate scorsa. Presente anche il ministro del Lavoro, Elsa Fornero che, ad agosto aveva salutato con favore la nuova legge auspicando una presa di coscienza da parte della politica. Il traguardo è “quota 400” ovvero puntare ad avere 400 donne sedute nei banchi dei due rami del Parlamento. 

“La vita politica è molto dura e per una donna lo è sicuramente di più. Le cattiverie sono tante, ma il mondo è bello, anche quello della politica”, ha detto Elsa Fornero intervenendo alla conferenza stampa alla Camera. Secondo il ministro, per le donne è più dura perché “le donne sono meno abituate ai giochi di potere che hanno regole, linguaggi, convenzioni e rituali. E se non li conosci, rischi molto di più di sbagliare”. “Le donne invece – ha proseguito – usano un linguaggio più franco e diretto: nel mio caso spesso è stato descritto come fonte di gaffe“. A questo proposito ha aggiunto: “Io rimanevo sempre stupita. Le mie sono sempre considerate ‘gaffe’, quelle dei maschi mai. E’ dura – ha concluso Fornero – ma ne vale la pena. Nel mio caso, ne è valsa la pena”.

Ma chi sono le donne del Manifesto? “Sono professioniste, donne eccellenti – ha detto la presidente Lella Golfo – che, con slancio e generosità, si vogliono impegnare in questa competizione elettorale: più donne in politica cambiano la politica”. Ma i partiti ai quali sono stati inviati i curricula delle donne – Pd, Pdl, Lista Monti, Italia futura, Udc, Fratelli d’Italia, Fermare il declino di Oscar Giannino – ancora non hanno dato risposte. Alcune professioniste della Fondazione Bellisario comunque sono già in lista: Maria Chiara Carrozza è con il Pd e Susanna Magnabosco con il movimento di Oscar Giannino. Per Lella Golfo, in realtà, “questo era il momento giusto per un partito delle donne, ma il treno è perso perché non abbiamo le risorse e i mezzi necessari. Ma sono comunque ottimista – ha aggiunto – vediamo cosa succede nelle liste”.  Il ministro Elsa Fornero ha sponsorizzato l’iniziativa e l’ha definita “intelligente e utile, al servizio del Paese. Un’iniziativa trasversale – ha sottolineato – che va sui problemi e non sulle appartenenze o sulle militanze”

Il ‘Manifesto delle donne‘ ha tre priorità. La prima: le politiche integrate del lavoro e del welfare che risolvano il dramma dell’esclusione e dell’abbandono del posto di lavoro da parte delle donne, in particolar modo al sud. Tra gli strumenti da attivare sono previsti incentivi alle imprese per l’assunzione delle donne o la detassazione selettiva dei redditi di lavoro femminili; o ancora incentivi all’imprenditorialità femminile e canali di microcredito privilegiati con particolare attenzione per i settori delle nuove tecnologie, dei servizi e del turismo e l’eliminazione delle sperequazioni retributive di carriera. Seconda priorità: la costituzione del ‘tribunale delle donne’ contro i crimini specifici perpetrati nei confronti della popolazione femminile; sviluppo di strutture di accoglienza per le donne vittime di violenza; politiche di educazione scolastica e campagne di informazione e prevenzione contro la violenza alle donne e iniziative per incentivare la denuncia dei maltrattamenti; adozione di strumenti di monitoraggio e sanzione dell’uso strumentale del corpo femminile nella comunicazione. Terza priorità: politiche di ’empowerment’ femminile con l’attivazione di strumenti di monitoraggio dei ruoli apicali della pubblica amministrazione, delle istituzioni, di enti pubblici nazionali e locali per garantire l’applicazione delle pari opportunità per l’accesso ai vertici.

Secondo il ministro Fornero, le donne “hanno una maggiore lungimiranza, sono meno concentrate sul presente, forse è una questione legata al fatto di avere figli. Anche gli uomini – ha aggiunto – hanno i figli, ma l’affanno delle cose quotidiane spesso gli fa perdere il senso strategico delle cose che si fanno..”. E poi, ha proseguito, “le donne hanno più pazienza e minore consuetudine con il potere, meno sovrastrutture ideologiche. Insomma, sono più pragmatiche e meno interessate a mere affermazioni di principi che poi magari vengono calpestati nei fatti. A noi interessano i principi ma poi anche la declinazione di questi principi nella realtà quotidiana”. “Forse posso essere rimproverata di avere fatto troppo poco per le pari opportunità – ha osservato – ma credo di no”. Anche perché, ha ricordato, “questo governo ha sentito in misura maggiore, prepotente e drammatica i vincoli finanziari ed è tanto facile oggi dimenticarsene”. “Nel primo mese di governo erano vincoli veramente drammatici, che ora spero siano definitivamente superati. Ma oltre ai vincoli finanziari, ce ne sono anche sociali, personali, di regole. Le donne – ha concluso – devono cercare l’equilibrio delle soluzioni, perché le soluzioni ottimali non esistono mai”.