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Meloni: “Sospeso il rinnovo automatico dell’accordo di difesa con Israele”. La lettera di Crosetto a Katz

Dopo anni di sostegno a Tel Aviv, per la prima volta la premier mette un freno al memorandum d’intesa sulla cooperazione nel settore della difesa tra Italia e Israele
Meloni: “Sospeso il rinnovo automatico dell’accordo di difesa con Israele”. La lettera di Crosetto a Katz
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“In considerazione della situazione attuale, il governo ha deciso di sospendere il rinnovo automatico dell’accordo di Difesa con Israele“. Poche parole della presidente del Consiglio, dal Vinitaly di Verona, che segnano un cambio di passo del governo italiano. Dopo anni di sostegno a Tel Aviv e a Benjamin Netanyahu, per la prima volta Giorgia Meloni mette un freno al memorandum d’intesa sulla cooperazione nel settore della difesa tra Italia e Israele. Fino a oggi, nonostante le continue violazioni del diritto internazionale da parte di Israele, la premier si era limitata a condannare gli attacchi israeliani alle chiese o ai militari italiani della missione Unifil in Libano, ma il memorandum era stato sempre difeso dal governo. A ufficializzare la decisione di sospendere l’accordo è stato il ministro della Difesa Guido Crosetto in una lettera indirizzata al suo omologo israeliano Israel Katz. Una missiva che sarebbe frutto di una decisione presa di concerto tra Meloni, i vicepremier Tajani e Salvini e il ministro della Difesa. Fonti israeliane hanno affermato a Ynet che questa decisione “non ha alcuna ripercussione pratica“: “Non si tratta di un accordo di difesa, ma di un memorandum d’intesa privo di contenuto reale”, hanno aggiunto.

Nelle scorse ore si parlava di una riflessione in corso nel governo, con una “fitta discussione”. Si tratta di un’intesa, da tempo molto criticata anche dai partiti del campo progressista, che stabilisce una sorta di cornice per la cooperazione nel settore della difesa riguardo allo scambio di materiali militari e la ricerca tecnologica nell’ambito delle forze armate. Il nuovo check per un tacito accordo sul prosieguo dell’intesta – previsto come da protocollo ogni cinque anni fin dalla sua nascita il 13 aprile del 2016 – scattava proprio in queste ore in un momento in cui i rapporti tra Italia e Israele sono tra i più bassi degli ultimi tempi, anche alla luce del contesto internazionale di crisi in Medio Oriente.

Ieri l’ambasciatore italiano a Tel Aviv, Luca Ferrari, è stato convocato per protesta dal ministero degli Esteri di Gerusalemme, dopo il post del vicepremier Antonio Tajani, che in visita a Beirut ha condannato i raid dell’Idf che dal 2 marzo scorso hanno causato migliaia di vittime nel Paese dei Cedri. Pochi giorni fa, l’8 aprile, era avvenuto lo stesso a parti invertite, quando era stato Tajani a convocare l’ambasciatore israeliano dopo l’episodio avvenuto nel sud del Libano, dove i soldati dell’Idf avevano esploso colpi di avvertimento contro i caschi blu italiani di Unifil: un proiettile era finito a un metro da uno di loro.

Da tempo i partiti di opposizione chiedevano lo stop al memorandum: una sospensione che “arriva con grave, colpevole ritardo.”, sottolinea Giuseppe Conte sui social. “Dopo oltre 70mila palestinesi uccisi. Ma è sicuramente una buona notizia. Dopo la batosta presa dagli elettori il Governo Meloni sempre più in difficoltà è costretto a fare marcia indietro rispetto all’ottuso No con cui aveva bloccato le nostre richieste di interrompere quegli accordi con Israele. Dobbiamo continuare a incalzarli: a quando le sanzioni?”, conclude il leader del Movimento 5 stelle. “Ci voleva così tanto?”, chiede la segretaria del Pd Elly Schlein: “Lo chiedevamo da tempo insieme ad altre forze progressiste, perché la dignità di questo paese si misura anche sul rispetto del diritto internazionale“, sottolinea. “Ora – aggiunge Schlein – serve coerenza: l’Italia smetta di fare ostruzionismo sulla sospensione dell’accordo di associazione Ue-Israele, su cui cresce il consenso tra gli Stati membri. Servono atti concreti per fermare i bombardamenti indiscriminati, l’occupazione illegale e lo smantellamento dello stato di diritto”. Per il vicepresidente di Alleanza Verdi-Sinistra alla Camera Marco Grimaldi questa è “una vittoria delle milioni di persone scese in piazza per la Palestina che noi ringraziamo con tutto il cuore”.

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