Questo il quesito messo online dal quotidiano Il Mattino: contro il pericolo di un ritorno dell’emergenza rifiuti a Napoli e in Campania, meglio costruire nuovi inceneritori o continuare a esportare la spazzatura all’estero? Così, domanda secca. Senza alternative, ad esempio, rivolte alla realizzazione di impianti di altro tipo, a cominciare da quelli per il trattamento dell’umido di cui Napoli è sprovvista e avrebbe un disperato bisogno. In ogni caso, il sondaggio lanciato dalla versione web del più prestigioso giornale campano si è rivelato un plebiscito a favore di nuovi termovalorizzatori. Che andrebbero ad aggiungersi a quello in funzione ad Acerra, che brucia 2000 tonnellate di rifiuti urbani del napoletano e delle altre province campane.

Ma criteri e modalità dell’iniziativa de Il Mattino hanno dato la stura a un fiume di polemiche che culmineranno sabato mattina alle 10 in un sit in di pacifica protesta di comitati civici e associazioni anti-termovalorizzatori sotto la sede del giornale in via Chiatamone a Napoli. Nel mirino, gli interessi nemmeno tanto occulti nel settore dell’editore del giornale (e del quotidiano romano Il Messaggero), l’imprenditore romano Francesco Gaetano Caltagirone. “Il gruppo Caltagirone, con il suo 16%, risulta essere tra i soci maggioritari di Acea (leader nella costruzione degli ecomostri)” ricordano gli esponenti del Movimento 5 Stelle di Napoli in un comunicato col quale invitano i simpatizzanti del movimento e tutti i cittadini a partecipare al sit in.

“Si vuole ricordare al Mattino – scrivono i grillini – che tale metodologia di smaltimento è antiquata e fortemente inquinante, perché emette nell’aria nanoparticelle che nessun filtro può catturare e produce ceneri tossiche che vanno comunque smaltite in discariche autorizzate. Ma nessun allarme vale contro quello che è a tutti gli effetti un investimento per privati proficuo e garantito grazie al sovvenzionamento statale Cip6, creato per le energie alternative e irregolarmente concesso in Italia agli inceneritori”. L’epidemiologo Antonio Marfella, dell’Isde (l’associazione internazionale dei medici per l’ambiente), annuncia la partecipazione al sit in, si dichiara “favorevole all’esportazione dei rifiuti all’estero e contrarissimo a nuovi inceneritori”, precisa che “con il Mattino cerchiamo solo un confronto sereno sulla problematica” e spiega così la sua posizione: “Con l’esportazione in Olanda dei rifiuti solidi urbani si è registrato un risparmio di circa un milione di euro, sottratto al ciclo di quelle aziende che illegalmente sovrappongono i rifiuti tossici industriali a quelli urbani. La verità – prosegue – è che i nuovi inceneritori potrebbero servire a qualcuno per smaltire un milione di tonnellate annue di rifiuti tossici industriali attualmente prodotti ed eliminati clandestinamente e in regime di evasione fiscale nella sola Campania, attraverso quegli stessi tir che già ora impongono sul nostro territorio il sovrapprezzo di 30 euro a tonnellata per il trasporto sul territorio nazionale. Un problema, quello dei rifiuti industriali campani, di cui nessuno parla”.

Il sondaggio è nato in un periodo di sofferenza per gli impianti Stir campani (per la tritovagliatura dei rifiuti), con conseguente riemergere per le strade di Napoli e della provincia di piccoli e medi cumuli di sacchetti neri. L’emergenza è lontana, ma i sintomi della malattia che cova ci sono tutti.