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Beppe Giulietti
Portavoce di Articolo 21

Mario Monti e la tecnica del troncare, sopire, silenziare…

“Sopire, troncare, padre molto reverendo: troncare, sopire…” così parlava il conte zio nei Promessi Sposi di Alessandro Manzoni. Parole quasi simili ha pronunciato, dagli schermi di Ra1, il presidente Mario Monti, novello conte zio di questa stagione.
Il padre provinciale in questione ha oggi le sembianze di Pier Luigi Bersani, al quale il conte Monti ‘consiglia’ di ‘silenziare’ i nipoti troppo esuberanti: Cgil, Fiom e, ancora e sempre, Fassina e Vendola che, nell’immaginario del nobile conservatore hanno ormai assunto le demoniache sembianze degli estremisti.

Il tutto si potrebbe liquidare con una battuta ed una alzata di spalle, ma sarebbe un gravissimo errore politico e mediatico. Monti sta giocando la carta della paura ed indica agli italiani i presunti nemici del risanamento e delle riforme che, ovviamente, e secondo i vangeli del pensiero unico, si possono fare solo e soltanto dentro le coordinate da Lui dettate. Da qui l’invito a “silenziare” chi non concorda. La scelta del verbo è tuttavia la chiave di interpretazione del breviario montiano. Il presidente uscente ha ovviamente tutto il diritto di tirare bordate contro i suoi avversari, ma l’invito a ‘silenziare’ è qualcosa di diverso, assomiglia al Marchionne che vuole silenziare chi non firma e non si adegua.

Quel verbo si può anche sostituire con espressioni quali: ridurre al silenzio, mettere il bavaglio a chi non ubbidisce, stilare la lista di coloro che non saranno graditi in caso di una futura alleanza; comunque la si giri si tratta di una espressione sgraziata, infelice e ‘berlusconiana’ nei modi e nei toni.

Dal momento che Monti vuole ‘silenziare questo e quello’, sarebbe interessante sapere dalle Autorità di garanzia sotto quale voce saranno catalogate le sue ripetute esibizioni mediatiche, in particolare dai microfoni della Rai. Saranno classificate come attività di propaganda governativa o saranno inserite sotto la voce riservata alla propaganda elettorale?

Non essendo Monti candidato e non essendosi presentato alle scorse elezioni come saranno conteggiati i tempi a sua disposizione? Per quale ragione dovrebbero essere superiori a quelli riservati alla Lega, a Ingroia, a Grillo, alla destra, che pure sono forze e movimenti diversi e che, in vario modo, hanno partecipato alle ultime competizioni o di tipo politico o di tipo amministrativo?
Non vorremmo che, alla fine dei conti, l’Illuminato Monti riuscisse a ‘silenziare’, nel senso letterale del termine, tutti gli altri.


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