In attesa di vedere applicate le direttive volute da Michel Platini sui bilanci, che minacciano di colpire tra gli altri anche il Manchester City di Mancini e Balotelli, l’Uefa ha inflitto una sanzione esemplare al Malaga. La squadra spagnola è stata esclusa dalle coppe europee per un stagione, da qui ai prossimi quattro anni. In sostanza: se gli andalusi dovessero qualificarsi a Champions o Europa League in una delle prossime quattro stagioni (2013/14, 2014/15, 2015/16 e 2016/17) non potranno parteciparvi.

Sempre che entro il 31 marzo prossimo la società riesca a risolvere le pendenze economiche con giocatori e staff: in caso contrario, la sanzione sarà estesa a un’ulteriore stagione, impedendo alla squadra di partecipare alla coppe per due anni. L’Uefa ha comminato alla squadra andalusa anche una multa di 300mila euro. Il Malaga in questa stagione si è qualificato per gli ottavi di finale della Champions League, chiudendo il proprio girone al primo posto davanti al Milan. A febbraio la squadra allenata dal cileno Manuel Pellegrini affronterà il Porto, in un incontro sulla carta molto equilibrato.

Il Malaga non è stata l’unica squadra ad essere punita. Da Nyon sono arrivate sanzioni per altre sette squadre: i croati dell’Hajduk Spalato e dell’Osijek, i romeni del Rapid e della Dinamo Bucarest, i serbi del Partizan Belgrado, recenti avversari dell’Inter in Europa League. I club dovranno chiarire la propria posizione finanziaria entro fine marzo, altrimenti anche per loro arriverà la squalifica di un anno dalle coppe europee. Tutte le società sono state multate di 100mila euro, tranne l’Hajduk, costretto a pagarne 80mila. Più lieve la sanzione per i serbi del Vojvodina e per gli ucraini dell’Arsenal Kiev, costretti dall’Uefa a pagare una multa rispettivamente di 10mila e 75mila euro. Assolti, invece, i polacchi del Lech Poznan.

La vicenda è l’ultimo capitolo di un’indagine avviata dall’Uefa mesi orsono e che, nel settembre scorso, aveva portato l’organizzazione continentale a sospendere i premi a 23 squadre per pagamenti insoluti: tra le formazioni sanzionate c’erano anche Atletico Madrid, Fenerbahce e Rubin Kazan, che in questi mesi sono riuscite a regolarizzare la propria posizione, al pari di altre 12 squadre. Così non è stato per Malaga, Hajduk, Osijek, Rapid, Dinamo, Partizan e Vojvodina, alle quali si erano nel frattempo aggiunti Arsenal Kiev e Lech Poznan.