Le elezioni presidenziali si svolgono nei 50 Stati ogni 4 anni il primo martedì dopo il primo lunedì di novembre e dal 1951 per un massimo di due mandati. Il prossimo sarà il 45esimo presidente degli Stati Uniti. Per candidarsi alla Casa Bianca è necessario avere almeno 35 anni, essere cittadino americano per nascita e risiedere negli Usa da almeno 14 anni. Per votare bisogna avere 18 anni ed essere iscritti alle “liste elettorali”.

CITTADINI AL VOTO – Saranno circa 100 milioni. Nel 2008 furono 130 milioni. 30 milioni di elettori hanno già espresso la propria preferenza col sistema di “early voting”. In Florida, ad esempio, si sono già espressi 3,5 milioni di elettori, in Ohio 1,6 milioni. 

GRANDI ELETTORI – L’elezione del presidente non è diretta: in ogni stato i cittadini esprimono la preferenza per un ticket (presidente+vice) ma il loro voto va al collegio elettorale dei ‘grandi elettori’ a loro associati. I grandi elettori sono in tutto 538, numero dato dalla somma dei deputati della Camera dei Rappresentanti (435) più il numero dei Senatori (100) a cui si aggiungono tre delegati del Distretto di Columbia (Washington D.C.). I grandi elettori sono distribuiti nei 50 Stati su base demografica. Per questo, visto che l’ultimo censimento è stato realizzato nel 2010, ci sono variazioni coi numeri dei grandi elettori del 2008. Nella maggior parte degli Stati, vince chi ottiene la maggioranza relativa dei voti. Diventa Presidente degli Stati Uniti chi conquista 270 voti elettorali. I seggi per la Camera dei rappresentanti sono distribuiti su base demografica mentre a ciascuno Stato spettano due seggi al Senato.  In questa tornata elettorale verrà rinnovata la Camera dei rappresentanti e un terzo del Senato. In caso di parità 269-269, sarà la Camera dei rappresentanti – a maggioranza repubblicana – a eleggere il Presidente e il Senato – a maggioranza democratica – provvederà al vicepresidente. Col paradosso di un ticket ‘purple’ (ad es. Romney presidente e Biden vice).

I Grandi elettori si riuniscono il lunedì dopo il secondo mercoledì di dicembre per esprimere la preferenza sul ticket e procedere così alla elezione del Presidente e del suo vice. I risultati verranno inviati a Washington e il 6 gennaio il Congresso procede allo scrutinio dei voti. I risultati dell’Election Day di stanotte determinano il nome del presidente degli Stati Uniti anche se i grandi elettori esprimeranno in un momento successivo i loro voti. Tuttavia, essendo collegati a un preciso candidato, si suppone che votino per il ticket a loro associato. La scelta del grande elettore di non votare il candidato o di preferire l’avversario è punita in 24 stati.

SWING STATES  – L’attenzione è concentrata intorno agli Stati chiavein cui nessuno dei candidati si è assicurato un numero di sufficiente di voti elettorali. Sono detti anche battleground states o purple states, colore dato dall’incrocio di blu (democratici) e rosso (repubblicani). In questa tornata elettorale, gli Stati in bilico sono: Ohio,  Florida, North Carolina, Virginia, Wisconsin, Colorado, Iowa, Nevada e New Hampshire

NUMERO DI GRANDI ELETTORI PER STATO – In ordine decrescente (in neretto gli stati in bilico): California (55), Texas (38), Florida (29), New York (29), Illinois (20), Pennsylvania (20), Ohio (18), Georgia (16), Michigan (16), North Carolina (15), New Jersey (14), Virginia (13), Washington (12), Arizona (11), Indiana (11), Massachusetts (11), Tennessee (11), Maryland (10), Minnesota (10), Missouri (10), Wisconsin (10), Alabama (9), Colorado (9), South Carolina (9), Kentucky (8), Louisiana (8), Connecticut (7), Oklahoma (7), Oregon (7), Arkansas (6), Iowa (6), Kansas (6), Mississippi (6), Nevada (6), Utah (6), Nebraska (5), New Mexico (5), West Virginia (5), Hawaii (4), Idaho (4), Maine (4), New Hampshire (4), Rhode Island (4), Alaska (3), Delaware (3), District of Columbia (3), Montana (3), North Dakota (3), South Dakota (3), Vermont (3), Wyoming (3).

STATI GIA’ CERTI – L’esito sarà a favore di Obama negli Stati di New York, Illinois, Oregon, California. Mentre andranno a Romney, come da tradizione, Texas, Arizona, Nebraska, Arkansas.

ORARI – Importanti dunque gli orari di chiusura dei seggi negli swing states, dove occorreranno diverse ore per il conteggio delle schede. Ecco gli orari di chiusura negli Stati in bilico (ora italiana):

– Virginia: 1 a.m.
– Ohio e North Carolina: 1.30 a.m.
– FloridaNew Hampshire: 2 a.m.
– Colorado e Wisconsin: 3 a.m.
– Iowa e Nevada: 4 a.m.

Gli esiti del voto per email inizieranno ad essere diffusi a partire da domani mattina alle 5 (ora italiana). Se i risultati negli Stati in bilico non determineranno con chiarezza un vincitore, è possibile che gli scrutini proseguano anche nei prossimi giorni.