Quella che segue è una breve sintesi del mio intervento alla terza conferenza internazionale sulla decrescita si è tenuta a Venezia dal 10 al 23 Settembre del 2012.

Buongiorno a tutti: immagino che oggi siete qui a sentirmi perché volete sapere qualcosa a proposito del famoso “picco del petrolio”. Bene; vi posso dire che lo abbiamo passato. E’ un evento che si sta svolgendo su un arco di diversi anni, quindi non vediamo ancora il picco con chiarezza, ma credo che si possa dire che è stato nel 2008, circa.

Per convincervi di quello che vi sto dicendo potrei farvi vedere dei dati, ma credo che la cosa migliore sia invitarvi a riflettere su quanto si parla oggi dei sostituti del petrolio: biocombustibili, sabbie bituminose, olio da scisti e cose del genere. Avrete anche sentito parlare della ‘nuova era del petrolio’ e vi hanno detto che è una cosa buona. Ma le ‘nuove’ risorse non lo sono affatto, sono note perlomeno da decenni. E sono inefficienti e costose; anche di questo ve ne sarete accorti, se non altro dai prezzi della benzina. Siamo costretti a usarle solo perché abbiamo passato il picco; ci servono per mascherare il declino. Abbiamo fatto come una persona che cerca di mascherare la sua età tingendosi i capelli. Per un po’, ci può anche riuscire, ma non per sempre.

Ma il problema non è quanto a lungo potremo mascherare il picco: è che con queste risorse stiamo facendoci dei danni enormi. Siamo distruggendo aree immense, avvelenando le falde acquifere e stravolgendo l’agricoltura. E sta succedendo anche di peggio: usando risorse inefficienti stiamo generando più gas serra a parità di energia prodotta. Il cambiamento climatico sta accelerando, come avete visto da quello che è successo ai ghiacci del Polo Nord, questa estate.

Vedete allora che, in un certo senso, il picco del petrolio ci ha deluso. Era una prima apparizione del concetto di ‘decrescita’, quando si cominciò a parlarne, circa 10 anni da. Lo vedevamo come una cosa positiva che ci avrebbe portato energia pulita e che ci avrebbe salvato dal cambiamento climatico. Non è andata proprio così, purtroppo.

Oggi, invece, stiamo parlando di un altro tipo di decrescita; una scelta consapevole. Ma non potrebbe essere che stiamo facendo lo stesso errore che abbiamo fatto con il picco del petrolio? Ovvero di aspettarci troppo dalla decrescita? Vi faccio una domanda: quali problemi pensate che la decrescita possa risolvere? Forse pensate che decrescendo sarete più felici; questo è possibile. Ma può la decrescita contrastare il cambiamento climatico?

E’ vero che se tutti decidessero di ridurre i consumi, ridurremmo anche le emissioni. Ma se non tutti lo fanno, non succederà che le risorse che si liberano verranno usate da qualcun altro? Inoltre, il cambiamento climatico potrebbe ormai essere irreversibile. Con il riscaldamento già in atto potremmo aver scatenato dei meccanismi che faranno si che la Terra continuerà a scaldarsi per decenni, indipendentemente dalle nostre emissioni future. In questo caso, la decrescita sarà del tutto inefficace come soluzione, così come lo è stato il picco del petrolio. Avremo bisogno di misure drastiche come la geoingegneria per salvarci? Forse, ma la geoingegneria è compatibile con la decrescita?

Queste non sono domande retoriche, io stesso non so quali siano le risposte. So solo che siamo di fronte a dei problemi enormemente complessi: non solo non sappiamo quali siano le soluzioni, ma non sappiamo nemmeno se delle soluzioni esistono. L’unica certezza è che è stata la crescita eccessiva che ci ha portato al punto in cui siamo. Smettere di crescere non ci può certamente far male!