E’ vero che la “ripresa non la si vede nei numeri, ma io invito a constatare che la ripresa, se riflettiamo un attimo, è dentro di noi ed è una cosa che adesso è alla portata del nostro paese e credo anche che arriverà presto”. Ad assicurarlo è il presidente del Consiglio Mario Monti in un’intervista al direttore del Tg Norba 24 Enzo Magistà che verrà mandata in onda integralmente nel pomeriggio. Venerdì il premier sarà a Bari per l’inaugurazione della 76° edizione della Fiera del Levante che negli anni passati ha rappresentato un momento stagionale di rilancio dell’economia e della politica. Un’iniezione di fiducia che arriva anche dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano: “‘Non c’è dubbio che c’è stata una forte ripresa di fiducia nei confronti dell’Italia, anche per merito della personalità di Mario Monti”. Il Capo dello Stato ha peraltro aggiunto che “il livello attuale del differenziale tra Btp, Btt e Bund tedeschi non è assolutamente spiegabile sulla base dei dati fondamentali dell’economia; c’è un cospicuo sovrappiù che rappresenta un problema non solo per l’Italia ma per l’Euro”. 

Monti: “Rischiavamo di essere travolti fino a un anno fa”. Monti ha ricordato i pericoli corsi dall’Italia fino a pochi mesi fa. “Rischiavamo di essere travolti da una crisi finanziaria come era avvenuto al di là del mare, quest’anno questa prospettiva è decisamente allontanata” ha ricordato il capo del governo, ma ora “siamo ripartiti”. “Io sono molto lieto di questa occasione di intervento a Bari alla Fiera del Levante”, ha proseguito. “Pensiamo a un anno fa, all’inaugurazione della precedente Fiera. Bari guarda alla Grecia, paese che tutti amiamo e dal quale tutti abbiamo preso tanto culturalmente e storicamente. Un anno fa non eravamo ancora ben consapevoli, ma rischiavamo di essere travolti da una crisi finanziaria come era avvenuto al di là del mare”.

“Quest’anno – ha sottolineato il premier – questa prospettiva è decisamente allontanata, siamo tra i paesi che decidono insieme in Europa come risolvere il problema greco, siamo reinseriti in un circuito di decisioni, siamo rispettati. Questo non è piovuto dal cielo, questo è stato il risultato di una presa di coscienza da parte della classe politica, da parte del governo, da parte dei cittadini della necessità di mettere su una base più sicura l’economia italiana, di togliere alcune deviazioni rispetto alla saldezza di lungo periodo. Questo naturalmente ha comportato, ed era inevitabile, dei sacrifici”.

Napolitano: “All’estero fiducia nel sistema bancario italiano”. Dall’altra parte c’è invece il presidente della Repubblia che garantisce come ci sia all’estero una maggiore “fiducia della sostenibilità finanziaria dell’Italia, della sua solidità di base e del sistema bancario, che è maggiore anche di Paesi importanti e virtuosi”. 

E tornando sugli spread Napolitano ha premesso di “non operare sui mercati” quindi di avere difficoltà “a spiegarne i comportamenti”. “Certo che è vero – prosegue – quello che dice anche il recente documento della Banca d’Italia che il livello attuale dello spread tra i titoli italiani e quelli tedeschi, in particolare quelli a dieci anni, non è assolutamente spiegabile sulla base dei dati fondamentali dell’economia italiana. C’è – ha aggiunto il Capo dello Stato – un cospicuo sovrappiù che rappresenta un problema non solo per l’Italia ma per il funzionamento dell’euro”.

Citando poi le parole del governatore della Bce, Mario Draghi, il presidente ha ricordato che “quando i mercati sono frammentati o influenzati da paure irrazionali non può funzionare la politica monetaria”. Anche sulla base di questi fattori la Bce si sta orientato, ha ricordato, a prendere provvedimenti che dovrebbe essere formalizzati nella riunione del board della Bce di domani.

Monti: “Siamo tra Paesi che decidono in Ue”. “Siamo tra i paesi che decidono insieme in Europa come risolvere il problema greco, siamo reinseriti in un circuito di decisioni” ha sottolineato Monti. “Siamo rispettati, questo – ha detto Monti – non è piovuto dal cielo ma è stato il risultato di una presa di coscienza da parte della classe politica, da parte del governo, da parte dei cittadini della necessità di mettere su una base più sicura l’economia italiana, di togliere alcune deviazioni rispetto alla saldezza di lungo periodo. Questo naturalmente ha comportato, ed era inevitabile, dei sacrifici quindi lei – ha detto a Magistà – ha ragione a dire che la ripresa non la si vede nei numeri ma io la invito a constatare che la ripresa se riflettiamo un attimo è dentro di noi ed è una cosa che adesso è alla portata del nostro paese e credo anche che arriverà presto”.

“E’ importante che la Bce rispetti il suo mandato”. E’ ”importantissimo” che la Bce “stia dentro il suo mandato perchè questo interessa la Germania, come all’Italia, come alla Francia” prosegue Monti. “Dentro il mandato della Banca centrale europea – aggiunge Monti – c’è spazio, e lo stanno articolando questo spazio, per contenere gli eccessivi spread. Intanto, si stanno mettendo a punto le modalità perché coloro che ricevono un sostegno da parte del fondo per la stabilità finanziaria o della Bce non disperdano il sostegno ricevuto, come altre volte è avvenuto anche in Italia, ma lo vedano come il riconoscimento da parte dell’Europa del buon lavoro che viene fatto per migliorare le politiche economiche interne in questa casa europea dove l’interesse di ciascuno è interesse di tutti”. “Quindi – conclude il premier – trovo piuttosto positivamente sorprendente, conoscendo i ritmi di lavoro dell’Europa, che è una macchina complessa, e tenendo conto che c’è stato anche il periodo delle vacanze, che già siamo lanciati in un settembre operativo nella attuazione di quelle delibere di fine giugno”.

“Le sorti del Paese è nelle mani delle parti sociali”. Secondo Monti, che tra poche ore incontrerà Confindustria, “molto della sorte dei lavoratori, degli imprenditori e del Paese è nelle mani” delle parti sociali e il governo le aiuterà a “rendersene conto”. “Il Governo – aggiunge il presidente del Consiglio – ha cercato di mettere in ordine la finanza pubblica in buona parte riuscendosi, ha fatto riforme che toccava al governo promuovere o fare come la riforma delle pensioni, la riforma del mercato del lavoro. Ma le parti sociali italiane che sono molto mature e consapevoli si rendono conto e il governo li aiuterà a rendersi veramente conto che molto della sorte dei lavoratori degli imprenditori e del paese è nelle loro mani e non solo e non tanto nelle mani del governo. Ecco perché – ha proseguito il premier – ci sederemo con loro per fare in tempi brevi un ragionamento sul fatto che la produttività italiana non sta andando bene e questo è vero da diversi anni”.

“Serve una legge elettorale, lo chiedono anche all’estero”. All’Italia, poi, urge una legge elettorale che dia stabilità al governo del Paese e questo è un auspicio che viene anche dall’estero, giura Monti. “Io – ha premesso – non sono propriamente un tecnico delle istituzioni politiche, un tecnico di legge elettorale. In Italia e a Roma non mancano, non manca certo il know how per queste cose, anzi se mai ce n’e’ troppo. E’ vero che lei non mi ha mai sentito dire ‘vorrei questa legge elettorale’ però mi avrà sentito spesso dire, echeggiando le parole del Presidente della Repubblica, che vorrei che ci fosse presto una buona legge elettorale e questo, io che sono costretto a dialogare molto anche con gli altri Paesi, lo sento come un’esigenza molto percepita all’estero dove, bontà loro, sono per lo più positivi su quello che in questi mesi si è fatto in Italia, ma non amano avere una totale incertezza su quello che accadrà dopo”. Una legge elettorale che “dia voce ai cittadini, alle scelte dei cittadini e che consenta il formarsi di governi in grado di governare e non necessariamente composti da un numero elevatissimo di forze, poi inconciliabili tra loro nell’azione di governo, sono aspetti che il buon senso italiano e il buon senso straniero vorrebbe vedere in una legge elettorale”.

“No al Monti bis, altri penseranno al dopo”. Di certo c’è, assicura il capo del governo, che non ci sarà un Monti bis. “Mi sembra – dice – che sia meglio che io mi sforzi di contribuire fino all’ultimo minuto al buon andamento del governo Monti, non bis, e poi altri penseranno a cosa vorranno che succeda dopo”.