Il “decretone” sanità approda, come previsto, in Consiglio dei ministri, ma restano da sciogliere alcuni nodi, come quello sulla natura stessa del provvedimento che alcuni auspicano diventi, almeno in parte, disegno di legge. Il testo è stato asciugato e svuotato di diverse norme, tra cui quella sulla non autosufficienza, la tassa sulle bibite e la distanza delle slot machine dalle scuole, mentre sono rimaste, con delle modifiche, quelle su cure primarie, governo clinico, responsabilità professionale e intramoenia. Saltano le norme più contestate, dunque: la tassa sulle bibite e la distanza dei giochi d’azzardo dalle scuole. Su questo punto, però, verrà introdotta una normativa più stringente per la pubblicità dei giochi finalizzati alla riscossione di denaro. 

Una bozza che tuttavia non è piaciuta affatto alle Regioni, che chiedono più tempo. E i tecnici del ministero continuano nelle ultime ore disponibili nel lavoro di ulteriore limatura, con l’obiettivo di salvaguardare l’impianto. D’altra parte la genesi di questa che è stata definita anche una “mini riforma” della sanità è stata a dir poco travagliata: sarebbe dovuta approdare al consiglio dei ministri quasi una settimana fa, poi quella riunione fu rinviata perché, nonostante il lavoro certosino dei dirigenti dei vari ministeri, ancora persistevano problemi di varia natura: di costituzionalità, di copertura, di merito.

Giochi: stop alla pubblicità. Salta quindi il vincolo della distanza di almeno 500 metri di slot machine e videopoker da scuole, centri giovanili e altri luoghi in cui si trovano minori. Per contro però sarà vietata tutta la pubblicità di tutti i giochi finalizzate alla riscossione di denaro, quindi anche lotterie e scommesse. Nel nuovo testo resta la stretta sulla vendita di prodotti del tabacco e sui videopoker ma sono inserite misure più pressanti per “prevenire fenomeni di ludopatia”. In particolare “sono vietate le comunicazioni commerciali audiovisive e radiofoniche, dirette o indirette, che inducano all’acquisto di prodotti o alla partecipazione ad attività di gioco, quali lotterie, concorsi a premio, scommesse sportive, newlot o ad attività, anche online, comunque denominate finalizzate alla riscossione di somme di denaro, la cui vincita sia determinata esclusivamente dal caso”.

Il Pd: “Il governo non ascolti le lobby”. Ma sul tema insorge il Partito Democratico.  “Le misure di divieto e regolamentazione della pubblicità dei giochi sono una novità positiva e condivisibile – commenta Margherita Miotto, capogruppo Pd nella Commissione Sanità – Pare tuttavia che la bozza del decreto Balduzzi accantoni la norma sulle distanze delle slot machine dalle scuole, tanto invocata dai Comuni: spero che si possa tornare indietro, il governo non dia ascolto alle lobby. E’ in ballo la salute dei cittadini, soprattutto di quelli più piccoli, occorre non fare mediazioni al ribasso”.

Le altre norme. Il testo presentato oggi alla Conferenza delle Regioni ha subito una “cura dimagrante”, passando da 27 a 18 articoli. Potrebbe però essere ulteriormente rimaneggiato prima del Cdm di domani, che potrebbe dare il via libera “salvo intese” (ovvero su un testo suscettibile di modifiche) oppure stralciare alcune parti del provvedimento.

Per quanto riguarda le bibite il testo del decreto prevede che “a decorrere dal 1 gennaio 2013 le bevande analcoliche devono essere preparate con un contenuto di succo naturale non inferiore al 20%”. Rimangono invece le sanzioni (fino a mille euro) per chi vende tabacchi ai minorenni.

Confermate, ma modificate, le norme su cure primarie, intramoenia, responsabilità professionale, nomine manager e primari, governo clinico e farmaci. Sparita la norma sul Piano nazionale per la non autosufficienza. 

Per l’attività sportiva, non agonistica e amatoriale, rimane l’obbligo di certificazione medica “idonea” (manca la specifica se deve essere redatta da un medico di famiglia o da uno specialista, altro tema che aveva provocato più di una polemica) e viene introdotto l’obbligo per le società sportive, professionistiche e dilettantistiche, di dotarsi di defibrillatori automatici.

Modifiche sono state apportate anche alla norma sulla revisione del prontuario farmaceutico nazionale ed è stata abrogata invece quella sulla distanza di prossimità per l’apertura delle nuove farmacie. Resta l’aggiornamento dei lea (i livelli essenziali di assistenza) per malattie croniche, rare e ludopatie.

Le Regioni protestano. “Sono stati accolti parte dei nostri emendamenti, ma serve ulteriore tempo, serve soprattutto un confronto per arrivare al nuovo patto triennale per la salute”, spiega l’assessore veneto alla Sanità Luca Coletto. Inoltre, secondo la Conferenza delle Regioni, non ci sarebbero in quest’ultima bozza “gli elementi di decretazione d’urgenza”. Ogni possibile aggravio che peserà sulle Regioni dovrà avere la certezza della copertura finanziaria richiesta dalle stesse. Le Regioni, spiega l’assessore lombardo Luciano Bresciani, hanno ripresentato in un documento a parte gli emendamenti non recepiti e per loro “irrinunciabili”, su cui sarebbero disposte a fare ricorso. Il documento è stato dato a Vasco Errani, presidente della Conferenza delle Regioni, per farlo avere al ministro Balduzzi. A chiedere un rinvio è anche la Fp-Cgil, “a fronte di una proposta ministeriale fumosa sull’assistenza della medicina generale h24, una sanatoria della libera professione del medico pubblico nello studio privato, e le richieste delle Regioni anch’esse confuse ed evanescenti”. Più tranquilli i medici di base della Fimmg, secondo cui “il decreto è cambiato nella forma ma poco nella sostanza, e gli elementi ‘pericolosì introdotti dalle regioni non sono stati accolti. Il lavoro parlamentare potrà perfezionare il decreto”.