Mario Monti? Un tecnocrate travestito da riformatore che inguaia Angela Merkel. Da fermare. La riduzione dei tassi d’interesse? Un invito alla decadenza tardoromana. La strada dell’integrazione europea è lastricata da forti sacche tedesche di resistenza, che ancora una volta si sono fatte sentire per mezzo della stampa. Bipartisan. Gli stessi giornali che la settimana scorsa avevano dato al presidente della Bce, Mario Draghi, dell’incosciente che guida a 220 all’ora in autostrada senza accorgersene e che ci riporterà alla Repubblica di Weimar, infatti, oggi hanno preso di mira Monti reduce dal vertice di Berlino durante il quale il cancelliere Angela Merkel aveva appoggiato la linea dei due Mario.

In un duro editoriale, la progressista Sueddeutsche Zeitung scrive nel dettaglio che, “anche se si pensa che la crisi non sia superabile senza un forte intervento della Bce, bisogna sbarrare la strada a Monti. Chi sostiene i governi che chiedono una riduzione artificiale dei tassi di interesse, senza pretendere da essi l’eliminazione dei problemi che ne sono alla base, lancia davvero un invito alla decadenza tardoromana“. Anche perché, “l’Italia stessa lo ha già dimostrato: quando la Bce nel 2011 ha annunciato l’acquisto di bond per la prima volta, Berlusconi si è rimangiato subito i suoi propositi di riforme. Perché rendersi poco amato presso il popolo quando si ha accesso a credito a basso costo? Berlusconi potrebbe tornare al potere nel 2013. Che cosa fa allora la Bce? Interrompe gli acquisti con cui voleva sostenere Monti e le sue riforme? E quali sarebbero le conseguenze di questa azione? Inizierebbe subito un dibattito su come a Francoforte un piccolo gruppo di uomini grigi e non eletti da nessuno decida a suo piacimento di togliere il sostegno a singoli governi?”

Il quotidiano bavarese sottolinea poi che “probabilmente ha ragione il presidente della Bundesbank, Jens Weidmann, quando esprime la preoccupazione che la Bce si privi poco a poco della sua indipendenza e pone la questione della sua legittimazione democratica. Se adesso Monti riesce ad imporsi la Bce imboccherebbe definitivamente e in maniera irreversibile un piano inclinato. La Bce di domani non avrebbe più niente a che fare con la Bundesbank di ieri. La presunta soluzione sarebbe l’inizio della fine della moneta unica”.

Duro anche l’attacco del conservatore Frankfurter Allgemeine Zeitung (Faz) che con un fondo del suo condirettore, Guenther Nonnenmacher, ricorda che Monti è arrivato al potere “come un riformatore sul modello tedesco, ma nel frattempo si è trasformato nel capofila dei Paesi del Sudeuropa e ha messo più volte nei pasticci la Merkel. In Italia si sente parlare parecchio di aumenti delle tasse, ma pochissimo ormai di riforme”, sottolinea il direttore della Faz, secondo il quale “dire in continuazione alla gente di stringere ancora di più la cinghia non rende popolari, soprattutto quando si vuole continuare a svolgere un ruolo politico ed è questo che vuole fare anche il tecnocrate Monti”.