Dopo l’attivazione dell’Efsf-Esm da parte dei governi dell’area dell’euro, il Consiglio direttivo della Bce “può considerare di attuare ulteriori misure di politica monetaria non convenzionali secondo quanto necessario a ripristinare il meccanismo di trasmissione di tale politica. Nelle prossime settimane l’Eurosistema definirà le modalità adeguate per queste misure”. Lo ha confermato la Bce nel suo bollettino mensile che rileva, tra l’altro, come siano state “soprattutto le banche in Italia, Spagna e Francia a trainare la domanda di rifinanziamento della Bce” nel 2011, con le italiane che hanno superato i 200 miliardi a fine anno. Con scarse ripercussioni sul tessuto imprenditoriale del Paese, però, dato che sempre l’Eurotower rileva un incremento del rischio insolvenza per le aziende italiane.

L’Eurozona,  spiega infatti il documento,  ha visto un “netto deterioramento della valutazione del rischio di credito delle imprese” misurato dai tassi attesi d’insolvenza, con un “incremento che è stato particolarmente pronunciato per le imprese italiane e piuttosto moderato per quelle olandesi e tedesche”. E se per gli imprenditori le previsioni non sono ottimistiche, anche le famiglie non hanno buone prospettive, con il tasso di risparmio della zona euro che “si è stabilizzato su livelli prossimi ai minimi storici” e la crescita annuale del reddito disponibile in termini nominali “è diminuita ulteriormente nel primo trimestre, all’1,7%, dopo il calo considerevole di 1 punto percentuale, all’1,8%, nel trimestre precedente”.  Del resto il tasso di disoccupazione nell’Eurozona “continua ad aumentare”, specie fra i lavoratori più giovani, e gli indicatori “segnalano ulteriori perdite di posti di lavoro, a ritmo sostenuto, sia nell’industria sia nei servizi all’inizio del terzo trimestre del 2012”.

Quanto al futuro, la ripresa per le economie del vecchio continente sarà “solo molto graduale” e “i rischi che circondano le prospettive economiche per l’area euro continuano ad essere orientati verso il basso”. La Bce prevede inflazione in calo nel corso del 2012 con una discesa sotto il 2% nel 2013.