I partiti vogliono improvvisamente cambiare la legge elettorale perché “con il Porcellum, del quale per tutta una legislatura non è fregato nulla a nessuno, il M5S potrebbe ottenere il premio di maggioranza“. Se accadesse, “per i partiti sarebbe notte. Pece nera. Da qui al 2013 ci sono quindi vari scenari possibili”. Scenari che Beppe Grillo illustra sul suo blog-tribuna e che dipendono da una premessa: “Nessun partito e nessuna istituzione vogliono tra i c… il Movimento 5 Stelle. Il boom dei cittadini offende orecchie disabituate al cambiamento. L’attuale fregola per modificare la legge elettorale (è di oggi la decisione della conferenza dei capigruppo del Senato di avere un testo da discutere in Commissione entro diedci giorni, ndr) deriva dalla paura di mollare le poltrone, e forse anche il governo”.

Primo scenario: “Due coalizioni, Pdl+Lega, Pdmenoelle+Udc+Sel+ ‘chiunque altro ci voglia stare’ si presentano con il Porcellum”. In campagna elettorale si combattono aspramente, “raccattano tutti i voti possibili e, subito dopo, danno vita a un governo di unità nazionale. Unica opposizione in Parlamento il Movimento 5 Stelle”. Ma ecco la grande “controindicazione”, secondo Grillo: “Se il M5S facesse il botto e risultasse primo, il piano fallirebbe”.

Il secondo scenario prevede invece che i partiti, “pungolati da Napolitano“, facciano una nuova legge elettorale “disegnandola sull’esclusione del M5S dal Parlamento o per una sua ridottissima rappresentanza”. Difficile che si avveri, però, “per la mancanza di tempo e la ritrosia dei segretari di partito a mollare il Porcellum che consente di eleggere madri, amanti, figli e cognati”. 

Il terzo scenario prevede il rinvio di un anno delle elezioni a causa dell’aggravarsi della crisi economica, il quarto “una coalizione Pdl, Pdmenoelle, Udc con Rigor Montis come candidato premier”, che “si presenta alle elezioni con il Porcellum. Nessuna controindicazione se non la presenza del Movimento 5 Stelle in Parlamento”.