Italia e Spagna tornano di nuovo sotto tiro. A dieci giorni di distanza dalla riunione fiume di Bruxelles e dal parziale nulla osta tedesco alle richieste di Mario Monti. Inizia male, insomma, l’ennesima settimana decisiva dell’Europa con i rendimenti sui titoli a lungo termine di Roma e Madrid che sfondano nuovamente al rialzo le rispettive soglie critiche. Lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi arriva in mattinata a 485 punti (per poi chiudere a 478), con il rendimento per i Btp decennali oltre il 6%, mentre lo spread spagnolo arriva 567, per un rendimento dei bonos decennali superiore al 7%. L’Italia, in altre parole, rientra nella zona pericolo mentre la Spagna annaspa nell’area dell’indebitamento insostenibile. In passato, tutti i Paesi che per qualche settimana si sono trovati a pagare un simile premio agli investitori di lungo periodo sono stati costretti a chiedere un aiuto esterno. Già venerdì lo spread aveva mostrato una netta tendenza all’insù, verso i 470 punti, nonostante i buoni risultati del Consiglio europeo di Bruxelles.

Il vertice dei ministri finanziari che si è aperto questo pomeriggio a Bruxelles dovrebbe deliberare il piano di salvataggio delle banche spagnole nonché l’intervento anti default per Cipro, ormai al collasso dopo le pesanti perdite che l’haircut greco ha imposto alle sue banche (dopo quelle francesi le più esposte d’Europa al debito di Atene). Quello che potrebbe non arrivare, tuttavia, è una decisione realmente chiara e definitiva sul meccanismo anti spread che dovrebbe calmierare i tassi di interesse sui debiti di Italia e Spagna. Troppi, si teme, i dettagli da definire. Troppo forte, al momento, la resistenza di Finlandia e Olanda. Inevitabile che in queste condizioni la tensione torni a circondare le obbligazioni dei Paesi periferici.

Sempre nella giornata odierna, intanto, la Germania ha centrato l’ennesimo record storico sui collocamenti a breve termine vendendo in asta quasi 3,3 miliardi di euro in obbligazioni semestrali ad un tasso negativo dello 0,0344%. Come a dire che al momento vi sono investitori che preferiscono andare volontariamente in perdita anche in termini nominali nel safe haven teutonico piuttosto che centrare un rendimento addirittura superiore all’inflazione nella pericolosa Spagna. L’ennesimo segnale di tensione in un mercato nuovamente in subbuglio.

Draghi: “Ripresa zona Euro graduale e più lenta”. Al vertice di Bruxelles di dieci giorni ha fatto riferimento oggi il presidente della Bce Mario Draghi nel suo discorso all’Europarlamento: “Il messaggio centrale del recente summit europeo è che l’euro resterà e la zona euro compierà i passi necessari per garantirlo”. Per creare “un’unione monetaria solida e stabile” non ci sono scorciatoie, ha detto Draghi, secondo cui è necessario “muovere in avanti verso una condivisione di sovranità in materia di bilancio, finanziaria ed economica”. Riguardo alla situazione economica dell’Eurozona, il presidente della Bce ritiene che questa “vedrà una ripresa graduale”, considerato anche che gli indicatori del secondo trimestre 2012 segnalano un rallentamento della crescita. 

Borse europee in calo, Milano in controtendenza. Chiusura mista per le principali borse europee nella prima seduta della settimana. Al termine della seduta Londra lascia sul terreno lo 0,62%, Francoforte lo 0,35% e Parigi perde lo 0,38%. In calo anche Madrid,che cede lo 0,75%. Bene, invece, Milano, con il Ftse Mib in rialzo dello 0,58% a 13.812 punti. Sulla piazza milanese spiccano i rialzi di Impregilo, Telecom Italia e i titoli del comparto bancario.

In ribasso le Borse asiaticheTokyo chiude a -1,37% dopo una seduta debole sulla scia delle perdite di venerdì di Wall Street, dovute anche ai dati deboli sull’occupazione Usa, alle incertezze sull’Eurozona e al rialzo dello yen. La Borsa di Mumbai ha aperto la settimana in leggero ripiego (-0,22%) a causa dei persistenti segnali negativi provenienti dall’Eurozona e, oggi, dai mercati asiatici. Per questo all’inizio delle contrattazioni l’indice Sensex dei 30 principali titoli mostrava una flessione di 40 punti a 17.481,72.