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Il sindacato Siulp contro la manovra: “Traditi gli impegni sulla previdenza dedicata, pronti a scendere in piazza”

Al centro delle contestazioni ci sono soprattutto l'assenza di risorse certe per la previdenza dedicata: "Il Governo ha tradito la parola data al personale della Polizia di Stato e dell'intero Comparto Sicurezza, Difesa e Soccorso Pubblico"
Il sindacato Siulp contro la manovra: “Traditi gli impegni sulla previdenza dedicata, pronti a scendere in piazza”
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La bozza della manovra 2027 accende un nuovo confronto tra il Governo e le organizzazioni sindacali delle forze di polizia. Al centro delle contestazioni ci sono soprattutto l’assenza di risorse certe per la previdenza dedicata e le disparità di trattamento che, secondo i rappresentanti dei lavoratori, continuerebbero a penalizzare la Polizia di Stato rispetto alle altre forze dell’ordine.

A sollevare con particolare durezza la questione è Felice Romano, segretario generale del Siulp, che, dopo aver esaminato il testo della bozza della manovra, denuncia l’assenza di impegni concreti e delle risorse precedentemente stimate e promesse per la previdenza dedicata. “Il Governo ha tradito la parola data al personale della Polizia di Stato e dell’intero Comparto Sicurezza, Difesa e Soccorso Pubblico”, afferma Romano in una nota. Per il segretario del Siulp, la previdenza dedicata non rappresenta una richiesta di privilegio, ma la necessaria applicazione del principio di specificità del lavoro svolto dal personale in divisa, già riconosciuto dalla legge. Una questione che, sottolinea, costituisce uno dei principali temi del confronto sindacale e negoziale con il governo Meloni che aveva già ricevuto nei giorni scorsi le rimostranze del sindacati di polizia sul tema degli ausiliari nelle forze dell’ordine.

Pur riconoscendo la complessa situazione economica internazionale, segnata da tensioni geopolitiche e scenari di guerra, Romano contesta le scelte di spesa contenute nella bozza della manovra, giudicate incoerenti rispetto agli impegni assunti. Da qui la richiesta di una riconvocazione immediata dei tavoli di confronto e l’appello alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ai ministri e ai leader della maggioranza affinché vengano rispettate le promesse fatte al personale. Il segretario del Siulp avverte inoltre che, in caso di ulteriore chiusura, il sindacato è pronto ad avviare “una stagione di protesta senza precedenti. Stavolta nelle piazze manifesteranno i poliziotti“.

Sulla necessità di dare risposte concrete al comparto ieri era intervenuto anche Domenico Pianese, segretario generale del Coisp, durante il direttivo nazionale dell’organizzazione a Roma, aveva riconosciuto alcuni passi avanti compiuti sul fronte della sicurezza, del rinnovo contrattuale e dell’apertura del tavolo sulla previdenza dedicata ma allo stesse tempo aveva sottolineato la necessità di prevedere risorse adeguate e certe per trasformare il riconoscimento della specificità del lavoro delle forze di polizia in un’effettiva tutela pensionistica.

Alle criticità della manovra si aggiunge il capitolo degli organici, sollevato da Antonio Alletto, segretario del Movimento poliziotti democratici e riformisti (Mp) nei giorni scorsi. La sua denuncia riguarda una presunta disparità di trattamento tra la Polizia di Stato e l’Arma dei carabinieri, in particolare per quanto concerne i tempi delle assunzioni. “Non possiamo accettare che, ancora una volta, si proceda a velocizzare le assunzioni per l’Arma dei carabinieri, mentre per la Polizia di Stato si continuano a registrare ritardi e rinvii”, afferma Alletto, richiamando anche le differenze che riguarderebbero gli arretrati degli straordinari.

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