Venticinque aprile 2010, Arcore, villa San Martino. Nella casa di Silvio Berlusconi è in corso una ‘cena elegante’. Michelle Conceicao c’era. E ha raccontato cosa è successo a l’Espresso, in un’intervista pubblicata sull’edizione di domani. “Quella notte, come sempre, Berlusconi ha scelto con chi andare in camera. Tra le ragazze in quei momenti c’è molta competizione. Anche perché quelle che si fermano per la notte prendono cinquemila euro o anche di più, le altre mille o duemila al massimo. Ruby era già stata ad Arcore e ci sperava molto. Invece quella notte il presidente ha voluto solo Barbara Guerra. La porta della camera era socchiusa. Io ero nella stanza vicina, con altre ragazze. C’era anche Ruby, era riuscita a inserirsi anche lei. Sbirciavamo di nascosto. E ridevamo tra di noi: guarda lei come finge… A un certo punto non si sente più niente. La Barbara esce: “Si è addormentato”. Io scoppio a ridere. E intanto Ruby, più veloce delle altre, s’infila dentro e chiude la porta”.

Cosa è successo dopo? Michelle Conceicao non ha dubbi: la ragazza, allora minorenne, è riuscita a far ‘risvegliare’ il Cavaliere. “Ha fatto tutto lei” ha detto Michelle riferendosi a Ruby. E poi? Come è finita la ‘nottata’? “Come sempre. Il presidente Berlusconi ha dato i soldi alle ragazze. Ruby ha avuto una busta con cinquemila euro”. Testimonianza de relato? No. Michelle ha aggiunto un altro particolare. Non di poco conto. “L’ho visto io” ha detto la ragazza brasiliana, che ha raccontato di aver ripercorso quanto accaduto per paura di ripercussioni. E che, soprattutto, ripeterà tutto durante la sua testimonianza al processo. Parole forti, dure. E soprattutto in grado di far tremare l’ex presidente del Consiglio. La brasiliana parla anche di Iris Berardi, anche lei poco più che diciottenne ospiti delle cene eleganti di Arcore,  dicendo  a Villa Sammartino era ospite sin dal 2009 e cioè quando non era ancora maggiorenne. E racconta la brasiliana, che davanti alla telecamere del programma Exit si era vantava di non aver detto tutto al procuratore aggiunto Ilda Boccassini, che anche Iris ha avuto rapporti con lui. “Tutte le ragazze che prendono i soldi devono andare da lui … Quelle che si fermano per la notte prendono cinquemila euro o anche di più, le altre mille o duemila al massimo”. Michelle accenna anche a due “molto famose” che una volta erano le sue favorite e di cui è pronta a fare i nomi ai giudici “se me li chiederanno”.

La sua testimonianza è fissata per il 25 giugno. Inizialmente doveva essere il 25 maggio e prima di quella data, quando era in Brasile, Berlusconi le ha telefonato. “Mi ha fatto un discorso – racconta -. Mi ha ripetuto una frase che usa spesso: quando il mare è in tempesta non si butta nessuno giù dalla nave”. Lei da quello sostiene di aver capito che Berlusconi non vuole che dica la verità. Dice di avere paura che le succeda qualcosa. “Io non posso restare fino al 25 giugno l’unica persona che è disposta a dire al tribunale tutta la verità – commenta -. Rischio troppo”. 

Michelle è un personaggio chiave dell’inchiesta e lo sarà anche del processo. E’ lei che la notte tra il 27 e il 28 maggio del 2010 accorre in via Fatebenefratelli a Milano insieme alla consigliera regionale Nicole Minetti, imputata nel processo Ruby, per ottenere il rilascio della marocchina fermata perché denunciata per furto. Una volta che alla Minetti sarà affidata la ragazzina, anche se ancora non compiutamente identificata come poi ha dichiarato un poliziotto testimone nel processo, è alla cittadina brasiliana che viene consegnata Ruby. Ma la bella brasiliana è anche testimone del processo e doveva rendere le sue dichiarazioni la scorsa udienza quella in cui Silvio Berlusconi ha chiesto e ottenuto il riconoscimento del legittimo impedimento perché indaffarato con una riunione del Pdl a Roma.  Pochi giorni il rilascio di Ruby, grazie a quello che il procuratore aggiunto Ilda Boccassini definì un “accerchiamento militare” il 5 giugno 2010 Ruby e Michelle litigano. Ed è così che la ragazzina, invano spacciata per la nipotina dell’ex presidente egiziano Hosni Mubarak, si ritrova nuovamente di fronte ai poliziotti. E dopo quell’intervento a casa della brasiliana che la giovane marocchina, ora mamma di una bimba, comincia a parlare con un assistente capo della Polizia. A lui racconta di essere stata costretta “ad avere rapporti sessuali con degli uomini, senza precisare ulteriormente il contenuto della suddetta informazione”, cercando di mettere nei guai la Conceicao che l’aveva denunciata per il furto di soldi e di una borsa. 

Il racconto della brasiliana, per ora solo all’Espresso, andrebbe così a confermare le testimonianze anche di altre ragazze. Quelle che, come le due ex miss piemontesi, lasciarono la residenze dell’ex presidente del Consiglio indignate.Non “cene eleganti” come ha sempre dichiarato il Cavaliere per difendersi, dicendo che balletti ed esibizioni erano solo spettacoli di burlesque, ma serate ad alto tasso erotico. All’ultima udienza celebrata invece un’altra cittadina straniera aveva testimoniato a favore di Mister B., oltre il ragionier Giuseppe Spinelli – ufficiale pagatore delle Olgettine e gestore del portafoglio personale di Berlusconi – era stata sentita Marystelle Polanco, soubrette molto vicina all’ex premier, che ha dichiarato che per lui si travestiva da Obama e Boccassini, negando il pagamento di soldi in cambio di sesso da parte dell’ex premier alle ragazze.