Ray Bradbury, autore di “Cronache marziane” e di “Fahrenheit 451” è morto questa mattina a Los Angeles all’età di 91 anni. A dare la notizia, poi confermata dalla famiglia e dal suo biografo Sam Weller, è stato il sito io9.com. Nato nel 1920 in Illinois da genitori di origini svedesi, è stato un innovatore del genere fantascientifico. 

Danny Karapetian, il nipote dello scrittore, ha spiegato che il nonno continuerà a vivere nella “monumentale mole” delle sue opere e “nelle menti e nei cuori” dei suoi lettori. Karapetian ha ricordato come Bradbury abbia “influenzato così tanti artisti, scrittori, insegnanti, scienziati” e che la sua “eredità vivrà in una monumentale quantità di libri, film, programmi televisivi e testi teatrali, ma soprattutto nelle menti e nei cuori di chiunque legga le suo opere, perchè leggerle è come conoscerlo. Era il più grande bambino che io abbia mai conosciuto”.

La sua opera più conosciuta, “Fahrenheit 451”, è un elogio alla lettura ambientato in una città del futuro in cui i libri vengono messi al rogo. Il libro ispirò anche un famoso film di Francois Truffaut. Un’altra opera che lo ha reso celebre, tradotta in moltissime lingue, è una raccolta di ventotto racconti di fantascienza, “Cronache marziane”, legati dal tema comune della futura esplorazione e colonizzazione di Marte. Il libro fu pubblicato nel 1950. Bradbury è stato anche romanziere, sceneggiatore cinematografico e autore di racconti polizieschi e noir.