Crescita e posti di lavoro sono gli “imperativi” usciti dal summit annuale del G8 a Camp David negli Stati Uniti. I leader del G8, che sostengono la necessità di un’Europa “forte e coesa per la stabilità e la ripresa”, accolgono positivamente le discussioni “su come generare crescita mantenendo un fermo impegno per attuare il rigore fiscale su basi strutturali” e hanno “interesse che la Grecia resti nell’Eurozona e che rispetti i suoi impegni”. Gli Otto ribadiscono l’importanza per i governi di “prendere azioni per ripristinare la fiducia e nutrire la ripresa” che includa “riforme per aumentare la produttività, la crescita e la domanda all’interno di un quadro macroeconomico non inflazionistico e credibile”.

Fonti dell’Eliseo aggiungono che ”c’è una convergenza molto forte tra Francois Hollande e Mario Monti su come promuovere la crescita per uscire dalla crisi” e il Presidente del Consiglio ha spiegato che a giugno, prima delle elezioni legislative francesi, si terrà a Roma una trilaterale con Angela Merkel e Francois Hollande per poter “concertare” le posizioni in vista del Consiglio europeo del prossimo mese. Il premier si è detto inoltre ”fiducioso” perche’l’Italia che ora “è in regola” può chiedere “con forza” di rafforzare la dimensione della crescita ed è “rispettata in Europa e negli Stati Uniti”.

Ieri sera i commensali riuniti per la cena di apertura erano 10, perchè hanno partecipato anche il presidente della commissione Europea, Josè Manuel Barroso, e il presidente del Consiglio Europeo Herman Van Rompuy. E sono stati proprio loro a ribadire in tutti i modi che la Ue farà tutto quanto in suo potere per stabilizzare la Grecia e l’intera eurozona, senza piani su eventuali uscite di Atene dall’euro. “Vorrei riaffermare molto chiaramente che vogliamo che la Grecia rimanga nell’eurozona, la Grecia è parte della famiglia europea”, ha detto Barroso. Mentre Van Rompuy ha sottolineato come la partecipazione di Atene al blocco implica “solidarietà e responsabilità”. “Noi faremo tutto quello che è necessario per garantire la stabilità finanziaria dell’eurozona – ha poi aggiunto – l’abbiamo fatto in passato in difficili circostanze, lo faremo, se necessario, in futuro”.

Per quanto riguarda la questione del prezzo del petrolio, si prevede che Obama proporrà che venga rilasciata parte delle riserve petrolifere strategiche delle diverse nazioni per abbassare i prezzi. Secondo alcune fonti la Gran Bretagna e la Francia sono aperti a questa idea, come del resto ha anche detto Francois Hollande rispondendo ieri ad una domanda durante un incontro a Washington dopo il colloquio con Obama alla Casa Bianca. Ma anche su questo fronte, oltre che su quello del contrasto tra crescita e rigore, Washington potrebbe trovarsi in contrasto con Berlino.

Sul fronte del Medio Oriente, i leader hanno specificato che l’Iran ”ha l’obbligo di fare passi concreti per dimostrare che il proprio programma nucleare è pacifico”. Altrimenti si andrà avanti sulla strada delle sanzioni, soprattutto sul fronte del mercato del petrolio, e dell’ulteriore isolamento del regime di Teheran. Anche sulla Siria – hanno raccontato fonti dell’amministrazione americana – gli otto Grandi hanno concordato sul fatto che – nonostante le mille difficoltà – vada sostenuto il piano Annan e che il regime di Assad lo debba applicare alla lettera favorendo la transizione politica, se non vuole che ci siano delle conseguenze da parte della comunità internazionale. Un punto questo sul quale anche il premier russo Dimitri Medvedev si sarebbe detto d’accordo. A margine del summit potrebbe anche svolgersi un confronto tra i leader europei del G8, nel tentativo di trovare una linea comune sulla strategia anticrisi da seguire. Anche in vista del Consiglio Ue sulla crescita che si svolgerà nei prossimi giorni a Buxelles. Infine, nel corso della cena Obama avrebbe introdotto un argomento imprevisto: quello di promuovere sempre il principio dell’uguaglianza dei diritti per le donne. Argomento che il presidente americano vorrebbe fosse sviluppato in occasione dei prossimi incontri.