L’atmosfera alla fiera di Bergamo è quella delle grandi occasioni. Non manca il proverbiale fantasioso entusiasmo dei militanti leghisti. Mentre va riempendosi il grande spazio in cui è stato allestito il palco, da cui si staglia la foto del presidente del partito Umberto Bossi, non si può fare a meno di notare striscioni e bandiere che vanno nella direzione indicata da Roberto Maroni. Recitano: “Orgoglioso di essere leghista”. Ma anche: “È ora di spazzare via la polvere”.

Tanti i riferimenti alla voglia di pulizia, diversi militanti si sono presentati con le ramazze di saggina in mano. Alcune di queste sono state dipinte di verde, altre addobbate con bandiere leghiste e con il simbolo del sole delle Alpi. Chi non ha portato la scopa regge cartelli con la scritta “pulizia, pulizia, pulizia”. Sul grande schermo che fa da sfondo al palco scorrono immagini dei momenti gloriosi del Carroccio, quelli di Pontida, quelli di Venezia, quelli dei bei tempi andati che qualcuno spera possano tornare.

I militanti accorsi all’evento arrivano da tutto il nord. Non mancano chiaramente bergamaschi e varesini, ma tra il pubblico si scorgono anche bandiere della Serenissima e un paio di vessilli piemontesi, tra gli altri anche dei militanti della sezione di Fano (Ancona). Ma a chiedere conto dello stato d’animo non si ricevono risposte convinte: “Si, va tutto bene”, dice a mezza bocca un militante di Saronno, che poi si lascia scappare: “per quanto possa andare bene oggi”. C’è anche Marco Colombo, il sindaco di Sesto Calende (quello che ha cercato di vietare l’acquisto di un libro politicamente sgradito alla biblioteca della sua città), che ammicca e trasuda ottimismo. Molti cercano di dissimulare, sfuggendo alle domande, tradendo così un certo nervosismo. Sarà la sera della vera svolta leghista? I leghisti stessi non sembrano saper rispondere e aspettano con impazienza l’arrivo di Maroni e Bossi.