“Gli italiani vogliono la riforma del lavoro”. Il presidente del Consiglio ne è convinto. E rilancia da Tokyo durante una conferenza organizzata dal Nikkei, il colosso dei media economici nipponici. Fa di più e spiega: “il nostro governo ha un alto consenso, i partiti italiani no”. Il premier dunque si mostra ottimista e sembra andare ben oltre i tentennamenti della politica italiana. “La riforma del lavoro – ha proseguito Monti -alla fine promuoverà l’interesse dei lavoratori, sia attuali che futuri, in modo più eficace di quanto non lo faccia l’attuale sistema che, mi spiace, ma scoraggia le imprese italiane dagli investimenti nel Paese, così come quelle straniere”.

Nel suo intervento Monti così ricapitola i punti premianti del pacchetto e sottolinea tra l’altro che “abbiamo ridotto le distanze da un sistema sul modello della Danimarca, quello della cosiddetta flexsecurity, con meno protezione del posto di lavoro, come era tradizione italiana, e più alla persona che perde il lavoro” e che ancora “mancavano protezioni per i giovani che faticano a entrare nel mercato del lavoro e hanno una posizione da precari” anche perché le imprese “spaventate di fronte all’ipotesi di assumere senza la possibilità di licenziare per motivi economici”.