Ecco una nuova iniziativa che parte da un comune virtuoso, Montechiarugolo (PR), e che speriamo possa suscitare l’interesse di tante altre amministrazioni comunali sparse in tutto il territorio nazionale. L’Associazione Comuni virtuosi ci crede, e proverà a farne un modello replicabile!

Ecco di seguito la presentazione del progetto dalle parole del suo ideatore, l’Assessore all’Ambiente di Montechiarugolo Maurizio Olivieri.

Quello del ‘Fotovoltaico del sindaco‘ cioè un fotovoltaico pubblico e collettivo, è complementare all’acquisto collettivo ed è proposto a quei cittadini che non hanno un tetto di proprietà o per una serie di vincoli diversi (condominio, posizione sfavorevole, presenza di ostacoli etc.) non hanno la possibilità di costruirsi un impianto fotovoltaico sul tetto delle proprie abitazioni. Il progetto vuole rimuovere gli ostacoli che limitano il diritto di tutti di accedere alle risorse rinnovabili ed ai beni comuni (quale è il sole). Per questi cittadini sono messi a disposizione dei tetti di edifici pubblici (per ora da uno a tre tetti del Comune di Montechiarugolo) con annesso progetto definitivo di impianto da circa 50 Kw, (per 15/20 famiglie) cantierabile subito.

E’ un progetto partecipato, quindi le caratteristiche che abbiamo individuato sono passibili di verifica e cambiamento, in accordo coi cittadini che aderiranno.

Il tetto è messo a disposizione con una procedura di evidenza pubblica ovvero con affidamento che si richiami al ‘principio di sussidiarietà‘ (art. 23 del DL 185/2008 poi l. 2/2009), solo per una cooperativa di cittadini in cambio di una piccolo cifra che il Comune utilizzerà per costituire un fondo rotativo della ‘comunità solare’, un vero e proprio ‘conto energia comunale’ da utilizzare per incrementare l’accesso al risparmio energetico.

In alternativa il tetto potrebbe essere fornito anche da aziende agricole, aziende artigianali, secondo quei principi di economia solidale e trasparente già ampiamente praticati dai gruppi GAS,  prevedendo in questo caso anche la cessione del lastrico solare con modalità diverse (affitto, diritto di superficie) da parte dell’azienda, a fronte di un’equa contropartita.

I cittadini finanziano quote della cooperativa (da 0,1 a 4 Kw-quote, per un valore ipotizzabile in 3000-3500 euro a quota, a titolo di esempio) e realizza l’impianto che entra in produzione.

Dovendo immettere l’energia elettrica prodotta nel proprio impianto fotovoltaico nella rete, e non potendo fisicamente distribuirla direttamente ai propri soci, la Cooperativa si appoggerà con convenzione ad un gruppo esterno per garantire la fornitura ai propri associati, un produttore-dispacciatore di energia, che entrerà a questo scopo nella cooperativa, ma che potrà essere cambiato annualmente a seguito di una nuova selezione.

Per fare sì che l’energia scambiata sia sempre energia rinnovabile, la convenzione dovrà prevedere che i soci della cooperativa diventino clienti del dispacciatore, che a sua volta diventa socio della cooperativa acquisendo alcune quote e ritira tutta l’energia prodotta dagli impianti fotovoltaici realizzati dalla Cooperativa  e potrà pertanto applicare in bolletta ai propri clienti degli sconti che sono proporzionali al numero di quote detenute dal singolo cliente ed alla produzione dell’impianto fino al 20° anno. Dal 21esimo anno l’impianto rientrerà nella disponibilità del comune, che deciderà se conservarlo o avviarlo al riciclaggio.

Per questo sono stati presi accordi preliminari con la società Trenta SpA che garantirebbe, oltre buone condizioni di mercato,  il rispetto di alcuni valori etici (trasparenza, certificazione delle produzioni, impegno in progetti ambientali, disponibilità al recesso qualora Trenta assumesse politiche industriali non gradite ai clienti) e che si è dimostrata disponibile anche ad appoggiare come partner questo progetto di fotovoltaico partecipato e collettivo, che speriamo possa affermarsi e anche ispirare iniziative simili.”

Per ulteriori informazioni: www.comune.montechiarugolo.pr.it