Una scena di BerlusPutin

La vittoria di Putin alle elezioni presidenziali del 4 marzo sembra ormai scontata, ma i sondaggi non scoraggiano l’opposizione, che continua a scendere in piazza, e nemmeno la satira più graffiante. Al Teatr.doc di Mosca, famoso per i suoi spettacoli impegnati, dal 14 febbraio va in scena BerlusPutin. Una rivisitazione in salsa russa de L’Anomalo bicefalo, lo spettacolo che Dario Fo scrisse pensando a Silvio Berlusconi e allo ‘Zar Vladimir’. Nel testo del premio Nobel, Putin e l’ex presidente del Consiglio vengono colpiti da un duplice attentato. Per il primo le conseguenze sono irrimediabili, al secondo va meglio, ma deve subire un intervento chirurgico per reintegrare una parte del cervello.

Arriva così, provvidenziale, la donazione dell’amico sovietico. Silvio si salva, ma non è più lo stesso. Dimentica la sua vita precedente, ogni tanto parla russo e consegna all’oblio anche il rapporto con la moglie, interpretata da Franca Rame. Nella versione russa, firmata dalla regista Varvara Foer, i ruoli, ovviamente, si ribaltano. Putin passa da comparsa a protagonista assoluto, salvato in extremis da Silvio. In scena l’ibrido BerlusPutin è soprannominato Mr. Botox, indossa una maschera da elfo e finti muscoli da body builder, quintessenza del suo atteggiamento machista. Ha sempre bisogno di fare sesso e ha rimosso le inchieste a suo carico, da tempo finite nel nulla. Nevrosi e ‘amnesie’ che sembrano ricordare, anche nella realtà, Berlusconi. “Ho analizzato e tradotto il testo di Dario Fo per adattarlo alla situazione russa, ma ho utilizzato la stessa struttura – spiega la regista in una video intervista a Radio Free Europe – Nel mio spettacolo racconto altri eventi, ma alla fine le similitudini sono tantissime. Si capisce perché Putin e Berlusconi sono così amici, si assomigliano nella vita e nella politica”.

Ad infierire sull’anomalo bicefalo russo c’è anche la moglie Liudmila. Un personaggio che viola il tabù della privacy familiare del primo ministro, poco invasa dai media locali – al punto che le figlie non si sono quasi mai viste – e che ricorda anche le vicende giudiziarie a suo carico, misteriosamente insabbiate. “Negli anni ’90, quando era deputato nella San Pietroburgo di Anatoly Sobchak, Putin fu accusato di aver lasciato i cittadini senza cibo e senza riscaldamento – racconta la Foer – Quando venne eletto presidente si decise che non poteva essere indagato, il caso fu chiuso e da allora nessuno ne ha più parlato”.

Lo spettacolo unisce le vicende politiche del passato a quelle presenti, portando sul palco “la rivolta dei criceti”, epiteto con cui Putin ha etichettato i giovani dissidenti 2.0, e il magnate Khodorkovsky, improvvisamente libero e in corsa per il Cremlino nella pièce, ma ancora in prigione per aver sfidato Putin nella realtà.

La regista ha riscritto la sceneggiatura 18 volte, ma non esclude di modificarla ancora, perché “gli eventi in Russia stanno cambiando molto rapidamente, questo è un work in progress“. In occasione della prima, la Foer ha dichiarato all’Ansa di non aver subito pressioni per la messa in scena, ma ha ammesso di aver avuto difficoltà nel trovare un attore protagonista – alla fine la scelta è caduta su Sergei Epishev – e persino una tipografia disposta a stampare le locandine. Un’ambivalenza di intenti che riflette lo stato d’animo del popolo russo, diviso tra rivoluzione e fedeltà all’eterno presidente. In BerlusPutin questo sentimento è ben rappresentato da Liudmila, interpretata da Evdokia Germanova, che vive sospesa tra l’attrazione per l’opposizione e l’amore per il marito. “La consorte triste rappresenta la nazione – spiega la Foer – e subisce le decisioni del marito senza poter fare nulla”. Ma le foto delle manifestazioni degli ultimi mesi, appese nel foyer del teatro, fanno intendere che, per molti, non sarà più così.