Clamoroso al cinema: la banda del cinepanettone esce malconcia dal primo weekend di programmazione. Vacanze a Cortina, nell’intenzione di De Laurentiis, doveva rinverdire i fasti del primo capitolo della saga datato 1983. Doveva, appunto, perché i primi giorni hanno dato un esito tutt’altro che soddisfacente: 1.623.000 euro di incasso e quarto posto in classifica dietro il secondo capitolo di Sherlock Holmes (3milioni e mezzo), Il gatto con gli stivali (2.270.000) e addirittura il nuovo Pieraccioni (terzo con 1.653.000 euro).

Il crollo è evidente, soprattutto se si considera che lo scorso anno (stessi giorni di programmazione) Natale in Sudafrica aveva incassato 3.396.000 euro. Roba da far tremare la macchina da guerra del cinepanettone, insomma, visto che dopo venticinque anni di successi incontrastati e di egemonia (sotto)culturale è la prima volta che il film natalizio farcito di doppi sensi, sketch e volgarità varie cede lo scettro del box office.

Certo, stiamo parlando dei primi tre giorni di programmazione e le feste sono ancora lunghe. De Laurentiis lo dice chiaramente: “Vacanze di Natale a Cortina gode di un favorevole passaparola del pubblico. Questo è un film che volutamente cerca di rinnovarsi pur mantenendo il forte legame con la tradizione che fin dal 1983 ha costituito il grande successo di questa serie cinematografica. In ogni caso, proprio perché da sempre i migliori risultati di questi nostri titoli natalizi si sono avuti nei giorni canonici delle feste, ci aspettiamo che fin dal prossimo weekend esso raccoglierà i consensi del grande pubblico da sempre affezionato alle nostre proposte”. Parole di circostanza e piene di speranza. E il recupero del filmone di De Sica & co. non è da escludere.

Rimonta o meno, un dato è già chiaro: forse il cinepanettone non è morto, ma il segnale che viene dagli spettatori è lapalissiano. Forse certa comicità un tanto al chilo ha stufato, forse si sente l’usura di un plot narrativo che non si è mai rinnovato, checché ne dicano i produttori o gli attori, e che ha semplicemente goduto del suo status di “rito natalizio nazionalpopolare”.

Rileggendo la classifica del box office di questo weekend, poi, ci sono altre notizie che saltano all’occhio: innanzitutto il primo posto di Sherlock Holmes, riuscitissima versione action comedy delle avventure dell’investigatore di Baker Street, con due cavalli di razza come Robert Downey Jr e Jude Law; poi l’exploit di The Artist, piccolo capolavoro muto in un’epoca dominata dal rumore, più che dal sonoro; il buon risultato di Almanya, commedia turco-tedesca che è ormai un fenomeno continentale.

Forse il cinepanettone non è morto, forse recupererà terreno e si assesterà sui soliti livelli di boom al box office, forse De Sica sarà ancora il re, un po’ cafone, del Natale al cinema. Ma qualcosa sta cambiando nel gusto degli italiani. E questo primo weekend traballante, al di là della lunga e noiosa analisi politico-cultural-sociale, è già un dato nuovo che, comunque vada a finire, merita una riflessione.