Ogni manifestazione esterna è lo specchio di una realtà interna. Ci sono voluti cento anni di psicologia per capirlo. Il mondo è in  mano alle banche. La crisi economica l’hanno creata loro. Stiamo vivendo un problema grave di democrazia, ma non possiamo farci nulla. Il giornalismo ha fallito il suo compito di denuncia. Le magistrature non riescono a mettere in galera i banchieri criminali, gli speculatori usurai, i manovratori dello spread e dei governi.

La politica – intesa come arte di governare  la polis – è scomparsa. Ovunque, nel mondo, i politici sono asserviti alle lobby bancarie e finanziarie. Fanno le leggi per i ricchi. Studiano comunicazione per manipolare la verità in televisione. Mentono in continuazione. Manipolano. Anche loro sono diventati un grave problema di democrazia.

Questo processo diabolico ha messo il mondo nelle mani dell’industria finanziaria ingorda, ed ora – nel 2012 – saremo raggiunti dalla miseria. Saremo poveri nella società dell’abbondanza. Questo paradosso nasconde un messaggio. Ogni cosa che viviamo all’esterno la creiamo partendo da dentro. Milton Erickson, psicoterapeuta e padre della moderna ipnositerapia, diceva che i nostri sintomi sono funzionali a qualcosa. Rispecchiano sempre un problema irrisolto.

La crisi economica scatenata dalle banche ingorde e dalla poltica arricchita è lo specchio della miseria umana che ha dimenticato ogni valore spirituale: il linguaggio dell’anima, il rispetto per la vita sulla Terra, l’uso sacro delle risorse naturali che ci sono date in prestito. Ci siamo dimenticati che l’uomo ricco è colui che non possiede nulla. Perché, in fondo, niente ci appartiene veramente. Siamo di passaggio, su questo pianeta. Quello che troviamo, poi lo lasceremo. Nessuno è riuscito mai a portare nella tomba il proprio conto corrente.

La ricchezza finanziaria illimitata, costruita sulla pelle e sul sangue della povera gente,  è un grave incantesimo della mente. E’ un delirio di onnipotenza da cui ci sveglieremo con dolore. Ormai, giunti alla situzione in cui siamo – con l’industria finanziaria impazzita e il consumo delle risorse senza sosta – non si può fare nulla per invertire la rotta. Bisogna solo aspettare il Grande Crollo, ormai imminente. Ogni giorno leggo notizie di arricchimenti illeciti, banche che frodano i risparmiatori, ferrovie trasformate in mezzi di trasporto per ricchi, manager che incassano bonus miliardari mentre nel mondo milioni di individui piangono il futuro senza lavoro. Secondo voi, si può cambiare?

La psicologia insegna che i sintomi ignorati ci fanno sbattere contro un muro. La malattia, il dolore, la miseria, il fallimento, diventano occasioni per riconsiderare il nostro operato. Nel nostro futuro c’è la necessità di rifondare una società basata su parametri completamente diversi. Un esempio sono i monaci: lavorare, pregare, aiutare gli altri, possedere l’essenziale e rispettare la Terra.

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