L’odio politico è un mostro che, scatenato, risulta molto difficile da domare. Anche se non è armato da un’ideologia sistematica (come accade con il terrorismo vero e proprio), anche se incendia una mente isolata (e, a quanto sembra, malata) come è accaduto con l’aggressione a Berlusconi ieri sera dietro il Duomo a Milano, l’odio politico si deposita come un veleno che intossica la discussione pubblica. Riduce l’avversario a un bersaglio da annichilire. Da distruggere: in effigie, ma anche fisicamente.” (Pierluigi Battista, 14 dicembre 2009)

Non so se chi ha ammazzato ieri a Firenze due senegalesi, ne ha feriti altri tre e si è ucciso fosse uno psicolabile. Probabile.
Due anni fa, però, ricordo editoriali, interviste e filmati in cui politici e giornalisti (o presunti tali) si scagliavano contro i mandanti morali, che avevano armato la mano di Massimo Tartaglia, il 13 dicembre 2009. Un certo Vittorio Feltri si sentì addirittura in diritto di titolare, sulla prima pagina del giornale che dirigeva: “Era tutto organizzato”.

Oggi, a due anni di distanza, vorrei chiedere, alle solerti preficae, servili a comando o per vocazione, se si sentirebbero di additare come mandanti morali di questa tragedia coloro che urlano di voler “eliminare tutti i bambini dei zingari”. Se rammenterebbero, oggi ai loro lettori, che chi ha pubblicamente respinto l’idea di un’Italia multietnica, possa magari aver dato qualche convinzione in più a quanto andava già pensando Gianluca Casseri. Se sarebbero capaci di raccontarci che non è da escludere che quelli di Casapound (per cui scriveva Casseri), coccolati da molte amministrazioni, attraverso il continuo inneggiare ad una politica che vede nel manganello e nella difesa della razza la via obbligata della nazione, possano avere avuto qualche peso nella mente dell’assassino.

Chissà se il moderato Pigi Battista spenderà domani il suo tempo per ammonire sugli effetti dell’odio politico che “riduce l’avversario a un bersaglio da annichilire. Da distruggere: in effigie, ma anche fisicamente”. Chissà se Sallusti elencherà i cattivi maestri in tv, se Feltri immaginerà improbabili complotti e Cicchitto condannerà alla Camera la campagna di odio, stavolta contro gli immigrati.

Chissà. Mi sbaglierò, ma ho come l’impressione che, stavolta, la nutrita schiera di liberi pensatori si fermerà alla nota di cronaca, perché, in fondo, mi par di sentirli, Gianluca Casseri non era altro che uno psicolabile.