La sospensione di Schengen costa cara all’Italia: anche Finlandia e Svezia rispediscono i richiedenti asilo. Conte: “Capolavoro Meloni, i rimpatri funzionano. Contro di noi”
La decisione dell’Italia di sospendere Schengen e ripristinare i controlli per le persone in arrivo dalla Spagna non ha portato vantaggi tangibili in termini di contrasto all’immigrazione illegale. Ma di conseguenze ce ne sono state e non sono positive per Roma. Dopo la Germania, la Svizzera e l’Austria, adesso altri due Paesi che fanno parte degli Accordi di Dublino, la Finlandia e la Svezia, hanno deciso di rispedire indietro i cosiddetti Dublinanti sbarcati in Italia. Da quando il governo di Giorgia Meloni ha optato per il pugno duro nei confronti di Madrid invece che sulla solidarietà europea, altri Stati del Vecchio Continente si sono adeguati al clima. Così, ricordando che dal 12 giugno è in vigore il nuovo Patto migrazione e asilo, gli Stati europei hanno comunicato a Roma che il loro supporto alla Penisola nella gestione dei richiedenti asilo viene meno. Non è ancora chiara la portata delle espulsioni che verranno effettuate, dato che il ministero non ha fornito dati sulle persone che saranno interessate dai trasferimenti. E non è chiaro anche se la procedura riguarderà esclusivamente i richiedenti asilo arrivati dopo il 12 giugno, o anche quelli già presenti in precedenza. Resta però il dato politico.
Conte: “I rimpatri funzionano: contro di noi”
Un capolavoro targato Meloni, lo definisce il leader del M5s Giuseppe Conte: “I rimpatri funzionano, ma contro di noi“. “L’inutile e dannoso show su Ceuta e delle scelte sui migranti hanno prodotto un bel cortocircuito – continua l’ex premier – dopo la propaganda roboante del Governo contro la Spagna, ora Svezia, Austria, Svizzera, Germania e Finlandia sono in fila per rimandare in Italia i migranti da noi registrati. Un capolavoro targato Meloni: i rimpatri funzionano, ma contro di noi“.
Un “boomerang clamoroso” dice la segretaria del Pd Elly Schlein: “Quando dicevo che su Ceuta Meloni ha creato un precedente pericoloso per l’Europa, ma soprattutto per l’Italia, intendevo esattamente questo – continua la leader dem -. Con l’aggravante che Meloni per la sua cieca ideologia non ha mai portato avanti la più rilevante battaglia da fare a Bruxelles nell’interesse nazionale: quella sulla solidarietà europea, anche sull’accoglienza”. Schlein dice che bisogna superare “l’ingiusto” criterio degli Accordi di Dublino: “Chi entra in Italia, entra in Europa, e ciascun paese Ue deve fare la sua parte nell’accoglienza – continua la segretaria democratica – Stiamo parlando di persone, non di pacchi. E non si possono mandare in giro per cinico calcolo politico. È ridicolo che Meloni racconti di aver cambiato la musica in Europa, quando in realtà stava facendo un favore a quei paesi che non vogliono condividere l’accoglienza di chi entra in Europa dall’Italia e sono ben contenti di discutere solo dei fallimentari centri in Albania: inumani, illegali, e rimasti pure vuoti”.
Finlandia e Svezia: “Col nuovo regolamento Ue i trasferimenti funzionano meglio”
Il ministero dell’Interno finlandese ha così fatto sapere che il nuovo regolamento consente “la ripresa dei trasferimenti di richiedenti asilo verso l’Italia” e fa sapere che “i trasferimenti sono attualmente in fase di preparazione“. Helsinki ha aggiunto che “è importante che le norme sulla responsabilità per l’esame delle domande di asilo siano applicate come previsto e che tutti gli Stati membri dell’Ue rispettino le proprie responsabilità nell’ambito del Patto. Da parte nostra, restiamo impegnati a garantire l’effettiva attuazione delle procedure relative alla determinazione dello Stato responsabile”. Stessi concetti espressi da Stoccolma: “La Svezia ha effettuato trasferimenti di migranti verso l’Italia e intendiamo continuare a farlo, in conformità con le disposizioni del Patto sull’immigrazione e l’asilo”: dichiara all’Ansa Victoria Holmqvist, portavoce del ministro svedese per la migrazione Johan Forssell. “È importante che la nostra collaborazione funzioni bene affinché la migrazione verso l’Europa sia ben gestita e controllata“, ha spiegato la portavoce. “Dal punto di vista svedese – ha aggiunto – non si tratta di una novità, ma da quando è entrato in vigore il patto europeo i trasferimenti ai sensi del regolamento di Dublino funzionano meglio“.