Netanyahu: “Contrari all’ingresso delle Forze di stabilizzazione a Gaza. Prima il disarmo di Hamas”
“Contrariamente a quanto riportato, il rango politico non ha approvato l’ingresso della Forza di stabilizzazione internazionale (Isf) nella Striscia di Gaza. Israele ha chiarito che non ci sarà alcuna ricostruzione nella Striscia prima del completo disarmo di Hamas”. Lo comunica il premier Benyamin Netanyahu in una nota. Il mese scorso, alla vigilia dell’incontro di Netanyahu con Trump a Washington, il governo aveva dato il via libera alla partecipazione di soldati ugandesi e marocchini nella Isf, che sono già stati sul luogo a perlustrare l’area.
Presidente parlamento libanese: “Hezbollah pronto al disarmo a sud del Litani se Israele si ritira”
Il presidente del Parlamento libanese, Nabih Berri, ha offerto una garanzia personale sul disarmo di Hezbollah a sud del fiume Litani, subordinandolo però alla fine delle operazioni militari israeliane, al cessate il fuoco e al ritiro delle forze israeliane fino al confine internazionale. Lo riferisce il quotidiano Asharq Al-Awsat. “Gli Stati Uniti sono l’unico Paese, e il presidente Donald Trump è l’unico presidente, in grado di costringere Israele a porre fine alla guerra, a dichiarare un cessate il fuoco e a ritirarsi fino al confine internazionale a sud”, ha affermato Berri.
Iran: “Gli Usa cambiano nome alla sconfitta, la chiamano guerra economica”
Gli Stati Uniti “affermano che l’Iran sia sull’orlo della sconfitta e appeso a un filo, ma allo stesso tempo implorano tutti i loro alleati di aiutarli”. Lo ha scritto in un post su X il vice ministro degli Esteri iraniano, Kazem Gharibabadi, commentando le ultime dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti, che ha annunciato un’”operazione economica devastante” contro la Repubblica islamica. “Il problema sono i calcoli sbagliati che ogni volta, per cercare di nasconderli, li costringono a costruire una sconfitta ancora più grande”, ha proseguito Gharibabadi. Secondo il vice ministro iraniano, “la guerra militare non ha dato risultati” e ora gli Usa avrebbero ribattezzato la nuova fase del confronto come “guerra economica”.
L’Egitto condanna il progetto di insediamento israeliano E1
L’Egitto condanna il progetto di insediamento israeliano E1 e mette in guardia contro la divisione della Cisgiordania e l’isolamento di Gerusalemme Est. “Questo progetto – afferma una nota del ministero degli Esteri – mira a dividere la Cisgiordania e ad accerchiare e isolare Gerusalemme Est dal resto del territorio palestinese, minando così la contiguità geografica dei territori palestinesi e compromettendo le prospettive di creazione di uno Stato palestinese indipendente e vitale. Esso costituisce una flagrante violazione del diritto internazionale e delle pertinenti risoluzioni delle Nazioni Unite”. “L’Egitto – aggiunge la nota – respinge categoricamente qualsiasi tentativo di perpetuare lo status quo attraverso l’espansione illegale degli insediamenti e l’alterazione dello status giuridico e demografico dei territori palestinesi occupati, che compromette le prospettive di attuazione della soluzione dei due Stati” e “invita la comunità internazionale ad assumersi le proprie responsabilità e ad adottare misure concrete per porre fine a queste violazioni”.
Pasdaran: “Houthi troppo forti, l’Arabia Saudita non può sconfiggerli”
“Il regime occupante di Gerusalemme combatte a Gaza da più di due anni e non è ancora riuscito a infliggere danni significativi ad Hamas. Come è possibile, quindi, che l’Arabia Saudita, le cui capacità militari sono inferiori a quelle del regime sionista, possa competere con Ansar Allah (gli Houthi, ndr) e i combattenti yemeniti? È impossibile”. Lo ha affermato il generale di brigata Hossein Mohebi, portavoce delle Guardie Rivoluzionarie, alla tv di Stato iraniana Irib.
Sardar Mohebbi ha sottolineato che ogni nazione si sforza di difendere la propria esistenza e i propri beni e si considera capace di farlo, aggiungendo: “In questo contesto, l’Arabia Saudita non sarà certamente in grado di contenere lo Yemen e Ansar Allah e rimanere al sicuro dai loro attacchi; come abbiamo visto negli ultimi giorni, più l’Arabia Saudita attacca, più viene colpita”. Il portavoce delle Guardie Rivoluzionarie ha concluso affermando: “Le capacità acquisite da Ansar Allah nel corso degli anni aumentano di giorno in giorno e la resistenza yemenita prosegue con forza il suo cammino di progresso”.
Idf attaccano nel Sud del Libano
Aerei da guerra israeliani hanno preso di mira il Libano meridionale durante la notte. Secondo quanto riportato dall’Agenzia Nazionale di Stampa libanese Nna, ripresa da Al-Jazeera, aerei da guerra israeliani hanno lanciato una serie di raid aerei nel Libano meridionale durante la notte, prendendo di mira la collina di Ali al-Taher e la vicina area di al-Dabsheh, alla periferia settentrionale di Nabatieh al-Fawqa e Dawhet Kfar Reman. L’agenzia ha inoltre riferito che le aree bersaglio sono state soggette a bombardamenti di artiglieria intermittenti durante le prime ore del mattino. Nel distretto di Tiro, le forze israeliane hanno condotto operazioni di demolizione controllata nelle città di Majdal Zoun e al-Mansouri durante la notte e all’alba, accompagnate da bombardamenti di artiglieria su entrambe le località, ha riferito l’Nna. La Nna riferisce inoltre, questa mattina, di attacchi sulla città di Houla e sulle località di Adi al-Salouqi, al-Hujair e le valli di Qabrikha e Toulene.
Pasdaran: “Nel caso di una nuova guerra le nostre armi saranno più distruttive”
“La potenza distruttiva delle testate utilizzate nei missili delle Guardie Rivoluzionarie supera di gran lunga i modelli impiegati nelle guerre precedenti e, se dovesse scoppiare una guerra, le nostre armi sarebbero completamente diverse da quelle del passato sotto ogni aspetto. Con lo scoppio di una nuova guerra, useremo armi più distruttive”. Lo ha afferma il generale di brigata Hossein Mohebi, portavoce delle Guardie Rivoluzionarie. La notizia è riportata dalla tv di Stato iraniana Irib. “Stiamo facendo progressi giorno dopo giorno nel campo di tutti gli armamenti e stiamo producendo armi più precise, più distruttive e tecnologicamente più avanzate – aggiunge – Se dovesse scoppiare una nuova guerra, le nostre armi sarebbero sicuramente diverse da quelle del passato; questa differenza potrebbe riflettersi nella generazione delle testate, nella precisione del colpo, nella gittata dei missili o in qualsiasi altro campo”. Il portavoce delle Guardie Rivoluzionarie ha dichiarato che la Repubblica Islamica dell’Iran non ha mai smesso di produrre e sviluppare armi, aggiungendo: “Facciamo progressi ogni giorno e qualsiasi possibilità in tal senso è concepibile”.
Araghchi: “Il terrorismo economico di Trump sarà un’altra politica fallimentare”
“Il cosiddetto ‘D-Day economicò è un diversivo per distogliere l’attenzione dalla crisi americana: un debito senza precedenti e tassi d’interesse alle stelle. Insistere su politiche fallimentari non farà altro che portare a ulteriori sconfitte e all’inimicizia degli iraniani. Il terrorismo economico statunitense minaccia l’economia globale e la sovranità mondiale”. Lo scrive su X il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi.
La Gran Bretagna convoca l’incaricato d’affari israeliano per chiedere lo stop a un nuovo insediamento
La Gran Bretagna ha annunciato mercoledì di “aver convocato l’incaricato d’affari israeliano e di aver chiesto l’interruzione di un importante progetto di insediamento in Cisgiordania”. Secondo l’Afp, questo avviene dopo che le autorità israeliane hanno aperto la gara d’appalto per oltre 1.200 abitazioni nella zona. Il progetto E1, approvato da Israele lo scorso anno, ha suscitato la condanna internazionale, con il Segretario generale delle Nazioni Unite che all’epoca dichiarò che rappresentava una “minaccia esistenziale” per uno Stato palestinese contiguo. Il progetto separerebbe ulteriormente Gerusalemme Est, occupata e annessa da Israele e abitata prevalentemente da palestinesi, dalla Cisgiordania. Il ministro degli Esteri britannico Ed Miliband ha definito la mossa “un atto inaccettabile e distruttivo” e ha affermato che “metterebbe in pericolo la fattibilità di una soluzione a due Stati”. “Il governo israeliano deve fermare immediatamente i piani per l’E1, ritirare la gara d’appalto e bloccare ogni espansione degli insediamenti”, ha dichiarato Miliband in un comunicato. Miliband ha aggiunto di aver consegnato il messaggio direttamente al suo omologo israeliano Gideon Saar e che l’incaricato d’affari israeliano è stato convocato al Ministero degli Esteri. Il governo britannico si è inoltre impegnato a presentare nelle prossime settimane “un pacchetto completo di misure”, comprese sanzioni contro le persone coinvolte nell’”espansione degli insediamenti illegali”. “La Gran Bretagna non resterà a guardare e non accetterà la distruzione della soluzione dei due Stati”, ha dichiarato Miliband.