Le decisioni del summit europeo non risolveranno la crisi in Europa. Probabilmente la aggraveranno.

1) Non è stato deciso nulla che consenta di affrontare l’emergenza. La Bce non è stata autorizzata a fare… la banca centrale, ossia a intervenire senza limitazioni a sostegno dei titoli di Stato dell’Eurozona.

2) Il potenziamento del Fondo salva-Stati è assolutamente insufficiente per intervenire con efficacia sui paesi di maggiori dimensioni. Oltretutto il Fondo è privo di licenza bancaria e quindi non può essere finanziato dalla Bce. Che potrà invece continuare a finanziare le banche private.

3) Non si fa intervenire la Bce, non si vogliono gli Eurobond, ma si aumentano i finanziamenti degli Stati europei al Fondo Monetario Internazionale. L’unico possibile senso di questa curiosa iniziativa sarebbe quello di potenziare il Fmi in vista di un intervento su Spagna o Italia. Un’idea davvero geniale…

4) Il cosiddetto Patto Fiscale è in realtà solo uno stretto controllo sulle manovre di bilancio nazionali. Questo comporterà manovre di austerity contemporanee in tutti i paesi, ponendo le premesse per una depressione su scala continentale. In compenso non c’è traccia dell’unico vero patto fiscale che avrebbe senso, ossia un accordo per rendere uniforme la tassazione in tutti i paesi europei. E quindi potrà continuare quel dumping fiscale da parte di alcuni Stati (vedi l’Irlanda). Il Titanic-Europa prosegue la sua corsa.

Il Fatto Quotidiano, 10 dicembre 2011