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Trump sospende le richieste di visti per immigrati in tutto il mondo: “Escludere chi potrebbe necessitare di assistenza negli Stati Uniti”

Nuova stretta sull'immigrazione negli Stati Uniti. Il dipartimento di Stato ha avviato "un’iniziativa di formazione globale" per "garantire che tutti i funzionari consolari siano pienamente preparati a valutare ogni richiedente visto in modo completo e uniforme"
Trump sospende le richieste di visti per immigrati in tutto il mondo: “Escludere chi potrebbe necessitare di assistenza negli Stati Uniti”
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Ulteriore giro di vite sull’immigrazione per l’amministrazione Trump. Dopo che, la scorsa settimana, un giudice federale ha annullato il divieto imposto dal presidente sulle domande provenienti da immigrati di 75 paesi, la Casa Bianca ha deciso di sospendere a livello globale le richieste di visto per immigrati per consentire una “formazione approfondita” dei funzionari consolari, nell’ottica di escludere i soggetti che potrebbero “necessitare di assistenza negli Stati Uniti“. I richiedenti il visto per immigrati che avevano colloqui programmati presso ambasciate e consolati Usa nel mondo hanno ricevuto nei giorni scorsi un’email che comunicava loro il rinvio del loro appuntamento.

Questo mese il dipartimento di Stato ha avviato “un’iniziativa di formazione globale” per “garantire che tutti i funzionari consolari siano pienamente preparati a valutare ogni richiedente visto in modo completo e uniforme”, ha dichiarato un portavoce al Financial Times che per primo ha dato la notizia dello stop. “Garantire una maggiore prosperità agli americani significa assicurarsi che i richiedenti il visto non rischino di diventare un onere per lo Stato, secondo la definizione prevista dalle leggi e dai regolamenti statunitensi, e che non rischino di dipendere dalle prestazioni sociali statunitensi riservate agli americani aventi diritto che si trovano in condizioni di bisogno”, ha dichiarato un portavoce del Dipartimento di Stato in una email inviata a The Hill. Trump ha fatto del giro di vite contro gli immigrati irregolari un elemento centrale della sua presidenza, imponendo al contempo nuovi limiti a visti e “green card” e ponendo fine a quasi tutti i programmi di ricollocamento dei rifugiati.

E la stretta sull’immigrazione dell’amministrazione Usa è pronta a spingersi oltre. Dopo la proposta di una tassa da oltre 100mila dollari per i visti H-1B, usati soprattutto dalla Silicon Valley per i lavoratori altamente qualificati, l’amministrazione punta a revocare oltre 200mila permessi per turismo o business a stranieri che hanno richiesto l’asilo negli Stati Uniti. Se attuata, la misura rappresenterebbe la più vasta revoca di massa di visti nella storia e americana e andrebbe probabilmente incontro a contestazioni legali. Il dipartimento di Stato dovrebbe annunciare nelle prossime settimane la revoca dei cosiddetti visti B1 e B2, rilasciati tra il 2016 e il 2026 – ai titolari che hanno chiesto o stanno chiedendo asilo. La revoca non comporta l’espulsione immediata ma la maggior parte delle persone subirebbe una riclassificazione della propria posizione e perderebbe lo status di viaggiatore per affari o turista.

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