Caro carburanti, prorogato al 5 settembre il mini sconto sulle accise. Protestano i consumatori. Conte: “Hanno coraggio solo quando si parla di soldi per le armi”
Mentre il prezzo dei carburanti vola e chi sta rientrano dalle ferie in auto deve mettere in conto di spendere fino a 45 euro in più rispetto all’anno scorso, il governo Meloni si limita a rinnovare il mini sconto sulle accise in attesa di varare una misura più mirata nella forma di sostegni “selettivi sulla base del reddito”. Il consiglio dei ministri mercoledì ha infatti prorogato fino al 5 settembre il taglio di 14 centesimi al litro (17 contando anche l’Iva) solo sul gasolio. Ancora una volta si è deciso di non intervenire invece sul prezzo della benzina. Il costo della misura si aggira intorno ai 130 milioni. Le coperture? Da “un sistema di anticipi” da parte delle società energetiche. Qualcosa di ben diverso dalla tassa sugli extraprofitti su cui la maggioranza si è spaccata, con Forza Italia contraria su tutta la linea: quello che è stato congegnato “in accordo con i gruppi coinvolti” è una sorta di prestito temporaneo. Le società con ricavi superiori a 20 miliardi di euro che distribuiscono dividendi verseranno all’erario un acconto sulla tassazione di quelle somme, maturando un credito d’imposta equivalente che potrà essere utilizzato in seguito. Per le casse pubbliche significa avere liquidità immediata, ma senza intaccare i profitti straordinari realizzati dalle compagnie.
“Partorito il solito topolino, una mezza pezza per il gasolio e il nulla cosmico per la benzina“, commenta Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, che auspica provvedimenti strutturali per evitare la formazione di rendite straordinarie a vantaggio delle società petrolifere. Le associazioni chiedono poi che gli extraprofitti vengano davvero tassati, come ipotizzato del resto nella lettera inviata nei giorni scorsi dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e da altri cinque omologhi di altri Paesi Ue alla presidenza di turno dell’Unione.
Le reazioni
Le associazioni consumatori lamentano che ritoccare le accise ha efficacia limitata: “Unico aspetto positivo è che almeno nel controesodo si eviterà di pagare il gasolio 2,379 euro al litro in autostrada, scongiurando il pericolo di pagare 8 euro e 54 cent in più per ogni pieno da 50 litri. Ma è una magra consolazione”, prosegue Dona. “Quanto al futuro, dare qualche spicciolo in più a chi ha una Carta dedicata a te sarebbe decisamente troppo poco per chi non riesce nemmeno ad acquistare il cibo e avrebbe un impatto nullo per frenare l’inflazione. Il governo ci ripensi”. E se “non vuole tassare gli extraprofitti delle compagnie petrolifere ed energetiche, al di là dell’evidente e imbarazzante conflitto di interessi, alzi allora la tassazione sul tabacco che uccide ogni anno migliaia di persone”, auspica.
Anche Federconsumatori, che aveva sollecitato uno sconto di almeno 20 centesimi sulla benzina e 25 sul diesel, giudica insufficiente l’intervento e ritiene indispensabili controlli più severi contro eventuali fenomeni speculativi. Critiche anche alla scelta di non intervenire sugli extraprofitti delle compagnie energetiche: il tentativo del governo di spostare il tema sul piano europeo, dopo il mancato via libera della Commissione, equivale a “archiviare qualsiasi politica di equità e sostegno alle famiglie”.
Un’ulteriore proroga dello sconto è “senz’altro utile” secondo Confesercenti, ma il caro carburanti “non può più essere affrontato con provvedimenti di breve durata e a efficacia limitata”, aggiunge il presidente, Nico Gronchi. “Il protrarsi delle tensioni internazionali, e quindi di una fase di elevata volatilità dei prezzi energetici, non può purtroppo essere escluso – prosegue -. I livelli raggiunti oggi alla pompa da benzina e gasolio rischiano già di penalizzare la stagione turistica di settembre e, soprattutto, di trasferirsi sull’intera economia, alimentando nuove pressioni inflazionistiche, un fronte cui fare particolare attenzione questo autunno. Per questo serve un intervento mirato e strutturale sulla fiscalità di carburanti ed energia, capace di attenuare gli shock e di evitare che i rincari si propaghino a catena su imprese, famiglie e consumi”.
Il Codacons a sua volta chiede di affiancare all’attivazione delle accise mobili l’utilizzo di “una quota degli extraprofitti e dei maggiori margini realizzati dalle grandi aziende per finanziare interventi di riduzione dei prezzi alla pompa”.
Conte: “Dimostrazione di pavidità”. Schlein: “Lasciano i problemi sulle spalle di famiglie e imprese”
“Secondo Cna, negli ultimi sei mesi il conto energetico per l’Italia ha superato i 12 miliardi. E in base ai calcoli di Confesercenti, il caro carburanti è valso un aggravio di 1,8 miliardi sulle vacanze degli italiani. Di fronte a un salasso simile, con il Cdm di oggi il governo proroga per un’altra manciata di giorni l’ennesimo ‘sconticino’ impercettibile, peraltro già mangiato dai prezzi dei carburanti che hanno raggiunto picchi allucinanti”, scrive sui social il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte. “Un’altra beffa, un’altra dimostrazione di pavidità. Quello che servirebbe a questo governo è il coraggio, lo stesso che non ebbe nell’ultima manovra quando chiamò ‘riallineamento’ un aumento delle accise sul gasolio. In compenso, quello che non gli manca è la faccia di bronzo di festeggiare la propria longevità. Come per incanto, il coraggio torna solo quando si parla di soldi per le armi: a chiedere all’Ue quasi 9 miliardi di prestito Safe ci hanno messo un attimo, senza farsi troppi problemi e in barba alle vere necessità di famiglie e imprese. Tutto chiaro, no?”.
“Noi avevamo fatto una proposta organica che partiva dal tassare chi si è arricchito con la crisi per aiutare famiglie e imprese”, ricorda la segretaria del Pd Elly Schlein. “Ma niente, Giorgia Meloni anche stavolta ha dimostrato scarso coraggio e si è preoccupata più di non scontentare Tajani che della stangata che tutti i giorni subisce chi va a fare rifornimento. Nel governo continuano a litigare fra loro ma il problema del costo dei carburanti rimane tutto, e tutto sulle spalle delle famiglie e delle imprese italiane. È assurdo che questo esecutivo non sia più in grado di affrontare più i problemi delle persone, ma ancora più insopportabile è il fatto che la prossima settimana torneranno a occuparsi dei loro, concentrandosi esclusivamente sulla legge elettorale, così come hanno fatto negli ultimi mesi”.
I prezzi galoppano ovunque
Nel frattempo i prezzi sono aumentati ancora. L’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Mimit ha rilevato per la benzina un prezzo medio in modalità ‘self service’ lungo la rete stradale di 2,017 euro al litro (2,015 il prezzo di ieri) e per il gasolio di 2,137 euro al litro (2,136 il prezzo di ieri). Sulla rete autostradale la media al self è di 2,092 euro al litro per la benzina (2,091 ieri) e 2,208 euro al litro per il gasolio (2,207 ieri). Ma a macchia di leopardo spuntano picchi ben superiori. Sulla A21 Torino-Piacenza, ad esempio, il diesel servito arriva a 2,729 euro al litro. Prezzi altissimi si registrano anche sulle isole minori: a Pantelleria un litro di gasolio arriva a 2,799 euro. Gli aumenti sono stati resi noti dallo stesso Mimit: in base agli ultimi dati rilevati dall’Osservatorio sui prezzi dei carburanti, il costo medio dei carburanti in modalità self service lungo la rete stradale nazionale è pari a 2,017 euro al litro per la benzina (2,015 il prezzo di ieri) e 2,137 euro al litro per il gasolio (2,136 il prezzo di ieri). Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio self è di 2,092 euro al litro per la benzina (2,091 ieri) e 2,208 euro al litro per il gasolio (2,207 ieri).
Il pieno costato agli italiani 1,8 miliardi in più
Cifre che corroborano la stima realizzata dall’Ufficio economico di Confesercenti, secondo cui questa estate fare il pieno è costato agli italiani fino a 1,8 miliardi di euro in più rispetto a luglio ed agosto dello scorso anno. Un aggravio che ha pesato sui bilanci delle famiglie proprio nei due mesi centrali delle vacanze, incidendo sulla mobilità e sui consumi turistici. Nel complesso, a luglio e agosto 2026 gli automobilisti hanno sostenuto una spesa per i rifornimenti superiore del 21% rispetto agli stessi mesi del 2025. Per un pieno da 50 litri, sono circa 14 gli euro in più rispetto a un anno fa per un’auto a benzina e oltre 20 euro in più per una diesel.
Secondo le stime dell’Osservatorio nazionale di Federconsumatori, che considera l’andamento della materia prima, il cambio euro-dollaro e la variazione delle accise, i prezzi praticati sarebbero superiori al livello atteso di 26 centesimi al litro per la benzina e di 19 centesimi per il gasolio, nonostante il taglio delle accise. “Sovrapprezzi intollerabili” che generano per le famiglie oltre 272 euro annui di maggiori costi solo per i pieni, a cui si aggiungono 247,50 euro annui di rincari indiretti sui beni di largo consumo, trasportati in larga parte su gomma.