E’ noto come il potere si serva di mistificazioni linguistiche, corrompendo e degradando perfino il linguaggio. Uno degli esempi più noti di operazioni di confusione ideologica e concettuale è quello delle famose “operazioni di pace” o degli “interventi umanitari” a suon di bombe. Un altro è quello dell’utilizzo della parola “mercati” per indicare le forze della speculazione finanziaria.

Questo pugno di imprese, in maggioranza banche,  che, secondo un recente studio scientifico pubblicato in Svizzera, controllano l’economia mondiale, andrebbe messo in condizione di non nuocere, espropriandone i beni e introducendo una nuova norma penale relativa ai crimini economici contro l’umanità, che consenta di disporre l’adozione delle relative sanzioni contro coloro che, in veste di manager o altro, commettono tali crimini.

L’attuale dittatura del capitale finanziario è contraria anche alla libera impresa, intesa come concreta produzione di beni e servizi dotata di un’effettiva utilità sociale, come ben sanno coloro che coraggiosamente si mettono su questa strada, specialmente nell’Italia decadente ed oligarchica di oggi.

La situazione è grave. Berlusconi che afferma che in Italia in fondo si sta bene perché gli alberghi sono pieni ricorda Maria Antonietta, la quale disse che se il pane era finito, il popolo avrebbe potuto mangiare brioches. Si sa come andò a finire.

Sempre più il governo ricorre alla repressione per arginare il movimento di protesta. E non solo in Italia. Ma anche nella potenza-guida del mondo capitalistico, gli Stati Uniti, dove la repressione violenta, da New York a Oakland, tenta di arginare un movimento di massa senza precedenti .

Alexander Cockburn, intellettuale statunitense, editorialista della nota rivista The Nation, ha affermato che “se la sinistra in Grecia riuscirà oggi a sloggiare gli agenti politici delle banche internazionali non passerà molto tempo prima che la Nato intervenga, in modo coperto e poi aperto, con il solito arsenale di omicidi, droni e sostegno armato alle forze di sicurezza di turno” (da il manifesto di ieri 5 novembre).

E’ del resto significativo l’accanimento delle potenze europee dominanti, Germania in testa, nel voler a tutti i costi impedire che il popolo greco si pronunci sul piano di salvataggio. I potenti della Terra ripropongono la “finta democrazia” che ha portato all’attuale disastro economico.

Perfino l’Economist ha riconosciuto che “la globalizzazione ha chiaramente cominciato a minare la legittimità delle democrazie occidentali”. Per dirla con Slavoj Žižek, “dovremmo cominciare a riflettere su come espandere la democrazia oltre la sua forma attuale – basata su stati-nazione multipartitici – evidentemente incapace di gestire le conseguenze distruttive dell’economia” (da Internazionale del 4 novembre 2011).

Parole su cui riflettere, perché alla democrazia non c’è alternativa, all’attuale capitalismo finanziario invece, per fortuna sì…