Grazie, e arrivederci: il sipario sembra ormai calare sulla parabola del sindaco di Parma, Pietro Vignali. Dopo mesi di passione, quindi, “Vignavil” sembra davvero avere le ore contate dopo le pressioni dei partiti, i suoi, che nel tardo pomeriggio si sono sganciati dal “morto che cammina” ritenendo inopportuna una sua permanenza a timoniere del municipio. Dopo l’arresto del 26 settembre dell’assessore ai Servizi educativi di stretto rito Pdl, Giovanni Paolo Bernini,  il coordinatore provinciale del partito ha diramato un comunicato stampa dopo una mattinata passata al telefono con Angelino Alfano.
E, pur parlando a titolo personale, Luigi Giuseppe Villani, coordinatore provinciale del Pdl a Parma, ha lasciato al suo destino la giunta civico-berlusconiana ritenendo “che anche obiettivi a brevissimo termine non siano perseguibili in una situazione di grave precarietà politica” perché “la grave vicenda con accuse di corruzione che riguardano un amministratore appartenente al Pdl creano ulteriore sfiducia nei cittadini di Parma”.
Le avvisaglie del pomeriggio sul repentino cambio di rotta dei partiti che fino a qualche giorno prima sostenevano a oltranza Vignali, hanno avuto ulteriore conferma al termine di un vertice riservato di Parma civica che fa emergere un altro niet al proseguio di quello che è diventato un teatrino delle ombre dove sindaco e giunta si intravedono solamente attraverso le finestre dei loro uffici, dove rimangono asserragliati nonostante la piazza e l’opinione pubblica li vorrebbe presenti, almeno per spiegare ai parmigiani cosa accade nelle stanze dei bottoni dopo la bufera giudiziaria.
La sensazione è che quindi Vignali sia in un vicolo cieco da cui potrà uscire solamente con le dimissioni o con un possibile commissariamento da parte del Prefetto. A gettare benzina sul fuoco sugli strappi della maggioranza, c’è anche un consiglio comunale imminente, calendarizzato per giovedì con la discussione dell’assestamento di bilancio: se la maggioranza di governo ha già anticipato la sua assenza “visti i movimenti di piazza che mettono a repentaglio l’ordine pubblico” l’assemblea di piazza Garibaldi potrebbe non dare il via libera alla manovra che, per legge, dovrebbe essere approvata entro il 30 settembre. Se non fosse cosi, quindi, la giunta avrebbe ancora 20 giorni di deroga per approvare l’assestamento dopo i quali spunterebbe l’ipotesi commissariamento da parte del Prefetto.
È evidente che ormai Vignali abbia le ore contate e si aspetta solamente la convocazione di una conferenza stampa dove “il sindaco – spiega il portavoce – comunicherà le decisioni”.
Decisioni che appaiono inevitabilmente come un passo indietro, ipotesi avvallata anche dall’ex padre politico di Vignali, Elvio Ubaldi, ora presidente dell’assemblea consiliare: “È un’uscita di scena convulsa – spiega l’ex democristiano dopo una riunione dei capigruppo – e la responsabilità della paralisi è non solo del sindaco, ma anche della maggioranza che vuole andare avanti e non amministra”. Una percentuale sulla possibilità di dimissioni? “50 per cento, ed è già tanto”.
Se Pdl e Parma civica sono pronte a scaricare Vignali, c’è però ancora qualcuno che non vuole “lasciare la città ai comunisti” come Sergio Boscarato, consigliere Pdl ed ex generale dei Carabinieri che sotto i portici del Grano, con i pugni chiusi in vita, si trincera con il sindaco nella Caporetto in salsa emiliana. Una disfatta che ormai è questione di ore e che aprirà una fase nuova per Parma, non più la città del “modo di vivere”.