L’agenzia Moody’s ha tagliato il rating della Fiat, che ora è passato da BA1 a BA2. A renderlo noto è stata la stessa agenzia con un comunicato che specifica che l’outlook sul rating è negativo e che la decisione conclude il processo iniziato lo scorso 26 aprile, quando il gruppo torinese era salito in Chrysler (B2, outlook positivo). “La decisione di oggi riflette l’ aspettativa di Moody’s sul merito di credito per Fiat e Chrysler, che col tempo diventerà sempre più allineato”, ha spiegato Falk Frey, capo analista per Fiat di Moody’s.

Dopo il declassamento deciso da Moody’s, il titolo Fiat, che viaggiava intorno alla parità,  ha subito ceduto sui mercati, perdendo velocemente quota; ora è in calo del 3,02% a 4,17 euro. Debole Exor (-0,52%) mentre resta sugli scudi Fiat Industrial (+4,05%). L’indice Ftse Mib di Piazza Affari intanto è invariato.

Dopo aver spiegato che la decisione dipende dal sempre più stretto legame industriale e inevitabilmente anche finanziario con la casa di Detroit, Moody’s ha sottolineato che taglio del rating riflette anche “il rischio del business di Fiat, concentrato su un settore altamente ciclico come quello automobilistico” e “il tasso di rinnovo dei modelli relativamente basso rispetto ai concorrenti diretti. Questo riduce la sua posizione competitiva”. Inoltre il nuovo rating “prende in considerazione un sostanziale aumento della spesa per investimenti (capex) quest’anno e oltre”. Il Lingotto, inoltre, per Moody’s sarà più vulnerabile di fronte “a una pressione competitiva crescente derivante da una domanda più debole, a un pressione sui prezzi in aumento e di una sovracapacità produttiva in crescita in Brasile, il suo mercato più redditizio”. Per quanto riguarda le prospettive di rating negative, sono legate ai rischi dell’integrazione organizzativa e operativa con Chrysler, ma se questa andrà a buon fine l’outlook potrà stabilizzarsi. Lo stesso accadrà se Chrysler riuscirà a migliorare il suo rating.