“Stare a Palazzo Chigi mi ha danneggiato”. E’ una delle tante massime del presidente Berlusconi raccolte dagli sceneggiatori di Silvio Forever. Danneggiato a tal punto che come lo stesso film riporta nel cartello finale, il premier, secondo la rivista Forbes, dalla sua discesa in campo nel 1994 ad oggi ha quintuplicato la sua ricchezza…

Ieri ho rivisto con attenzione questa autobiografia non autorizzata diretta da Roberto Faenza e Filippo Macelloni e sceneggiata dagli autori de La Casta Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo. Il film che La7 ha avuto l’ardire di trasmettere in prima serata altro non è che un mosaico della storia pubblica e privata di Silvio Berlusconi, dai primi vagiti alle leggi ad personam.

Come ci insegna la psicoanalisi, scavare nell’infanzia e nell’adolescenza può aiutarci a comprendere la personalità dell’uomo adulto; e il film ci offre numerosi spunti interessanti attraverso i racconti dello stesso Berlusconi, che evidenziano come l’arte della speculazione e della truffa si impari già in tenera età: “A scuola – racconta Berlusconi – mi facevo pagare per aiutare i compagni nei compiti salvo poi rimborsarli (dice lui) se non ottenevano almeno un 6-“.

“Alla fine dell’Università mio padre acquistò un terreno e costruimmo le prime quattro case. Ma il mercato si bloccò. Allora andai a Roma al fondo di previdenza e convinsi gli ispettori a venire a vedere le case. Arrivò la Commissione ma bisognava fargli vedere che c’era già un interesse del mercato all’affitto degli appartamenti. Allora telefonai a tutti i miei parenti per farli venire. Ma scoprirono l’inghippo…”

Il lato privato di Silvio Berlusconi che traspare dal film è ancora più inquietante e arricchisce il materiale per lo studio della schizofrenia patologica del premier: “Tutti mi amano, perchè sono simpatico e divertente, per il mio incredibile charm”. Poi, come in ogni sindrome bipolare, l’affermazione contraria: “Ho avuto sempre la sinistra contro: a 12 anni mentre sulla scala attaccavo i manifesti della Democrazia Cristiana alcuni ragazzi comunisti cominciarono a scuotere violentemente la scala e a strattonarmi…”

Un’esistenza vissuta tra delirio di onnipotenza e manie di persecuzione. Dall’Italia “paese che amo“, all’Italiapaese di m…. Silvio forever, speriamo di no…

Ps: Il film è stato accompagnato da un dibattito interessante sulla figura di Silvio Berlusconi tra Enrico Mentana, Eugenio Scalfari, Giuliano Ferrara e Paolo Mieli. Se venisse ripristinata, e non solo su La7, l’abitudine a trasmettere un film o un documentario per poi svilupparne una discussione sarebbe un modo intelligente di fare televisione.