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Corruzione, chiesto l’arresto dell’ex vicepresidente della Regione Sicilia Armao. Tra gli indagati il nipote di Lombardo

Perquisite casa e ufficio dell'ex assessore, marito di Giusi Bartolozzi, fino a poco tempo fa capo di gabinetto di Nordio. Chi è l'avvocato amministrativista che ha attraversato molte stagioni politiche
Corruzione, chiesto l’arresto dell’ex vicepresidente della Regione Sicilia Armao. Tra gli indagati il nipote di Lombardo
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Corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio e per l’esercizio della funzione: sono i reati ipotizzati dalla Procura di Palermo, coordinata da Maurizio de Lucia, nella richiesta di arresto per l’ex assessore regionale e avvocato Gaetano Armao, marito dell’ex capo di gabinetto del ministero della Giustizia, Giusi Bartolozzi.
La squadra mobile di Palermo ha perquisito l’abitazione e gli studi legali a Palermo e Roma di Armao. I magistrati hanno chiesto l’arresto anche di altri otto persone, a partire dal deputato regionale autonomista Giuseppe Geremia Lombardo, figlio dell’ex senatore Angelo Lombardo e nipote dell’ex governatore Raffaele Lombardo, Giuseppe Argirò, Benedetta Veruska, Pierpaola Costanzo, Mario Lupo, Marco Malacarne Gentile, Pietro Luigi Matta, Sergio Vella e Luigi Zancla.

Le perquisizioni sono un “passaggio” necessario, come si legge in una nota diramata dalla Procura, per “evitare la dispersione delle prove in conseguenza della discovery delle indagini imposta dalla notifica agli indagati dell’invito a rendere interrogatorio preventivo davanti al gip, in presenza della richiesta dell’applicazione di misure cautelari”.

Armao, un uomo per tutte le stagioni

Avvocato amministrativista e docente universitario palermitano, Armao si avvicina alla politica come consulente giuridico, prima con per l’ex governatore della Sicilia, Totò Cuffaro (Udc), e poi l’allora sindaco di Palermo, Diego Cammarata, esponente di Forza Italia. Nel 2009, è nominato assessore all’economia, e ad interim ai beni culturali, nella giunta autonomista targata Raffaele Lombardo (Mpa). Nel 2015 fonda il “Movimento Sicilia Nazione”, puntando alla candidatura nel centrodestra per la tornata elettorale regionale del 2017, ma poi farà un passo indietro. Entrerà quindi nella squadra di governo del neo governatore Nello Musumeci, con la carica di assessore all’economia e vicepresidente della Regione Siciliana. Al termine dell’esperienza, il presidente azzurro Renato Schifani lo sceglie per guidare la Commissione tecnica specialistica (Cts), che rilascia le autorizzazioni ambientali alle imprese. Carica che ha mantenuto fino ad agosto.

I guai giudiziari a Catania

A gennaio 2023, il Gup del Tribunale di Catania, Marina Rizza, ha rinviato a giudizio l’ex assessore Armao, nell’ambito dell’inchiesta sulla gestione del Società degli Interporti Siciliani Spa (SIS), azienda a totale partecipazione pubblica. Secondo le indagini del nucleo Investigativo del comando provinciale di Catania, tra i mesi di settembre 2019 sino al marzo 2021, sarebbero emerse presunte pressioni di Armao sull’amministratore unico della Sis, Rosario Torrisi Rigano, esercitate con la partecipazione dell’ex assessore regionale Marco Falcone (oggi eurodeputato FI), e a Giuseppe Li Volti, ex assistente parlamentare e coordinatore della segreteria particolare di Falcone. A giudizio oltre ad Armao, Falcone, Li Volti, Torrisi; sono finti anche la dipendente dell’Interporto Cristina Sangiorgi e l’imprenditore del settore della logistica Luigi Cozza. Le accuse a vario titolo sono induzione indebita a dare o promettere utilità, peculato, corruzione per un atto contrario ai propri doveri d’ufficio e contraffazione e uso di pubblici sigilli, nell’ambito dell’inchiesta.

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