“Vidi Berlusconi in ottobre e gli chiesi altri 3 milioni di euro. All’incontro partecipò anche Emilio Fede”: lo ha ribadito questa mattina Lele Mora ai pm del tribunale del Riesame nell’ambito dell’inchiesta che lo ha portato in carcere per bancarotta.

Dopo aver avuto dal premier un prestito di 2,8 milioni per tentare di evitare il fallimento della sua società  il manager delle star gliene chiese altri 3. Soldi che però non ricevette mai, la sua richiesta passò in secondo piano quando, nell’ottobre scorso, scoppiò il caso Ruby. All’incontro, ha raccontato Mora, prese parte anche il direttore del Tg4 Emilio Fede, che invece davanti ai pm aveva negato questa circostanza.

La decisione di chiedere ancora soldi al premier, Mora la prese in seguito ad un consiglio dei suoi legali: poichè la sua società, la LM Management, era in seria difficoltà, gli avevano suggerito di provare la strada del concordato preventivo. Ma, per avviarlo, servivano 3 milioni di euro. L’agente dei vip ha raccontato anche che di fronte alla nuova richiesta Berlusconi gli domandò che fine avevano fatto gli oltre 2,8 milioni di euro del primo prestito. Una somma, questa, di cui, secondo il racconto di Mora, una parte pari a 1,2 milioni di euro, sarebbe stata trattenuta da Fede. Il presidente del consiglio inizialmente prese tempo ma poi, quando venne a galla il caso Ruby, decise di non prestargli il denaro.

La versione dei fatti raccontata da Mora sarebbe in parte confermata da Patrick Albisetti, funzionario di una banca di Lugano, ascoltato per rogatoria lo scorso 8 agosto dai pubblici ministeri di Milano Eugenio Fusco e Massimiliano Carducci: il direttore del Tg4 – che nell’inchiesta è indagato per concorso nella bancarotta – avrebbe preso 300mila euro in contanti in Svizzera. Poi, per lui, sarebbe stato aperto e svuotato anche un altro conto da 200mila euro.

Per Mora, però, la cifra intascata da Fede è più alta: il giornalista avrebbe tenuto per sé 1,2 milioni di euro degli oltre 2,8 che l’agente dei vip avrebbe ricevuto in prestito da Silvio Berlusconi, attraverso il manager Giuseppe Spinelli.

Secondo il racconto di Albisetti, inizialmente fu lo stesso Mora a chiedere di poter prelevare 500mila euro in contanti dal suo conto svizzero per girarli a Fede. Ma quando la banca negò il prelievo, il direttore del Tg4 andò di persona a Lugano, nell’aprile dello scorso anno, dove gli vennero dati 300mila euro in contanti e venne aperto un conto a suo nome con altri 200 mila euro. Conto che fu rapidamente prosciugato.

Per ora gli inquirenti hanno accertato che nelle tasche di Fede sono finiti 350 mila euro: 200mila del conto svizzero e altri 150mila in assegni circolari. Quest’ultimi, secondo la versione di Mora, sarebbero stati dati dal premier all’agente dei vip e da questi girati a Fede, che avrebbe ricevuto anche un’altra somma, di circa 450mila euro, direttamente dalle mani di Mora in un incontro che avvenne negli uffici Mediaset

Il prestito di Berlusconi al manager, secondo le indagini, avvenne in tre tranche: circa un milione di euro nel gennaio 2010, circa 1,5 milioni di euro nel marzo dello stesso anno e altri 300mila euro nell’autunno successivo. Soldi che, secondo l’accusa, il talent scout avrebbe fatto sparire senza metterli nelle casse della sua società per cui era già partita la procedura fallimentare.

La vicenda del giro di soldi tra Mora e Fede era venuta fuori anche da alcune intercettazioni sul caso Ruby, nel quale i due sono imputati per induzione e favoreggiamento della prostituzione. Telefonate trascritte e acquisite ora dai pm Fusco e Carducci nell’inchiesta che ha portato all’arresto del manager. Quest’ultimo, intanto, ha chiesto al Riesame di essere messo ai domiciliari.