I quattro reporter rapiti ieri mattina a Zawiya dai lealisti sono stati liberati. Due giovani libici hanno fatto irruzione nella casa privata a Tripoli in cui erano prigionieri e li hanno salvati. I giornalisti stanno bene e sono stati portati all’hotel Corinthia, dove però nel pomeriggio si sono sentiti spari davanti e dentro l’edificio. A Tripoli, infatti, si continua a combattere e i ribelli hanno annunciato di avere accerchiato Gheddafi, che si troverebbe in un edificio insieme ai figli e ad alcuni militari. Battaglia anche intorno all’aeroporto della capitale. Violenti combattimenti sono in corso, poi, a un centinaio di chilometri da Sirte, la città natale del Rais.

Sul fronte diplomatico, si è tenuto questa mattina il vertice tra il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi e il primo ministro del Cnt, Mahmud Jibril, che ieri aveva già incontrato all’Eliseo Nicolas Sarkozy (leggi la cronaca di ieri). Il Consiglio di transizione ha chiesto aiuti urgenti, per 5 miliardi di dollari, attraverso lo scongelamento dei beni libici. Berlusconi ha deciso di scongelare 350 milioni di euro di fondi libici, in favore del Cnt. Più di 20 mila i morti dall’inizio degli scontri. Intanto metà dei membri del Consiglio sono arrivati a Tripoli, il portavoce, Mahmoud Shamman, ha annunciato che “non saranno date indicazioni su dove si trovi il rais” che secondo fonti dei ribelli è asserragliato nel quartiere di Abu Salim.

La cronaca della giornata ora per ora

22.58 – Al Arabiya: bombardato aeroporto di Tripoli

Le forze lealiste stanno continuando ad attaccare l’aeroporto di Tripoli, da oggi interamente in mano agli insorti, per cercare di riprenderne il controllo: la tv al Arabiya riferisce di bombardamenti da parte delle truppe del colonnello e di quattro aerei distrutti.

22.48 – Onu trova accordo su beni Gheddafi

Il consiglio di sicurezza dell’Onu ha trovato l’accordo sullo sblocco dei beni libici congelati, per un valore di 1,5 miliardi di dollari che saranno destinati alla ricostruzione del Paese. E’ quanto si apprende da fonti diplomatiche.

21.40 – I ribelli: “Pozzi di petrolio ok al 90%”

Ali Tarhouni, il funzionario responsabile delle questioni petrolifere del Cnt fa sapere che “la condizione dei giacimenti è migliore di quello che ci si aspettava” e che sperano in una ripresa dei livelli normali di esportazione di greggio entro due settimane.

21.39 – Tv del regime: “Nato bombarda Sirte”

La televisione filo-gheddafiana Al Orouba diffonde la notizia del bombardamento da parte della Nato su Sirte, città natale del raìs e ultimo baluardo della resistenza del regime.

19.57 – Pentagono: “Armi chimiche del regime sono al sicuro”

Il Pentagono Usa fa sapere che tutte le armi più pericolose presenti in Libia, a partite dalle armi chimiche, sono state messe in sicurezza. Il Dipartimento afferma anche come sia improbabile che i ribelli libici chiedano formalmente la forza di ‘peace keeping’, anche se potrebbero aver bisogno del supporto internazionale e dell’Onu per poter garantire le attività di polizia.

19.18 – Cnt: “Non diremo dove è Gheddafi”

Il portavoce del Consiglio nazionale transitorio del governo-ombra libico, Mahmoud Shamman, arrivando a Tripoli non ha voluto dare indicazioni su dove si trovi Muammar Gheddafi, che secondo fonti insurrezionali sarebbe sempre nella capitale, circondato dai ribelli nel quartiere centro-meridionale di Abu Salim. “Abbiamo imparato la lezione dai nostri stessi errori”, ha dichiarato Shamman “pertanto non diremo proprio nulla”.

19.13 – Trovati silos di cibo e medicine nascosti dal regime

Ritrovate dagli insorti a Tripoli enormi quantità di cibo, benzina e medicine. Scorte accumulate dal regime e in grado di risollevare le condizioni dell’intera popolazione. “Non ci sono più problemi – ha assicurato un esponente del Cnt – per quanto riguarda le scorte di cibo, medicine e carburante. C’è abbastanza cibo per sfamare una città due volte più grande di Tripoli e abbastanza medicine per l’intero paese per un anno”.

18.54 – Sono arrivati a Tripoli metà dei componenti del CNT

Sono giunti a Tripoli la metà circa dei componenti del Consiglio Nazionale Transitorio, il governo-ombra istituito dai ribelli libici per amministrare le aree liberate: lo ha annunciato il suo portavoce Mahmoud Shamman.

18.47 – Gruppo di Contatto: il rais si consegni

Il Gruppo Internazionale di Contatto sulla Libia riunitosi a Istanbul ha intimato a M.Gheddafi di consegnarsi al più presto, così da risparmiare alla sua stessa patria ulteriori spargimenti di sangue. Il Gruppo ha inoltre sollecitato il Consiglio di Sicurezza dell’Onu a scongelare i beni appartenuti al regime, aggiungendo che è stato concordato di sbloccare “speditamente” quelli che si trovano nei singoli Stati.

18.36 – Secondogenito di Gheddafi avvistato su un blindato a Tripoli

Seif al-Islam Gheddafi, il secondogenito del colonnello Muammar Gheddafi, sarebbe stato visto su un blindato in alcune vie di Tripoli. La notizia è stata divulgata dall’emittente ‘al-Arabiyà, senza aggiungere ulteriori dettagli a riguardo.

18.20 – Uomini del rais cercano di riprendersi l’aeroporto di Tripoli

Battaglia tra lealisti e insorti per la conquista dell’aeroporto di Tripoli, conquistato completamente dai ribelli e che ora i lealisti di Gheddafi cercano di riprendere. Ne da notizia la tv satellitare Al Arabiya. Tre sono state le esplosioni nella zona.

17.39 – Nuovo messaggio di Gheddafi in tv

La tv libica Al Orouba sta trasmettendo un messaggio audio di Gheddafi. Il Rais ha invitato i suoi a contrastare i ribelli: “Correte a distruggerli. La Libia sia dei libici, non della Francia, non dell’Italia, non dei colonialisti. Non permettete che i ratti lascino Tripoli ai colonialisti” . L’emittente libica che ha diffuso il messaggio fa capo al secondogenito ed erede designato del colonnello, Saif al-Islam.

17.28 – Oltre 20mila morti da inizio conflitto

Secondo il capo dei ribelli libici sono almeno 20mila i morti dall’inizio del conflitto. Proseguono gli scontri nel quartiere di Abu Salim: i ribelli credono che Gheddafi si nasconda lì.

17.11 – Fmi pronto a riconoscere Cnt

Il Fondo monetario internazionale è pronto a riconoscere il nuovo governo libico se tale decisione avrà il sostegno dei 187 Paesi membri. Il portavoce David Hawley ha dichiarato: “Quando ci sarà un riconoscimento internazionale chiaro e diffuso di un nuovo Governo in Libia, a quel punto il Fondo si attiverà per il riconoscimento”.

17.04 – Bombe Nato su presunto covo di Gheddafi

Bombardamento della Nato sul quartiere di Abu Salim, dove si suppone sia nascosto il colonnello Muammar Gheddafi. Le immagini fornite da Sky mostrano una colonna di fumo su Tripoli.

17.03 – “Gheddafi è in Libia” dice il suo portavoce

Il portavoce di Muammar Gheddafi ha affermato che il colonnello “si trova in Libia e guida la battaglia contro i ribelli”.

16.58 – Le reazioni internazionali

La Bosnia-Erzegovina ha riconosciuto oggi il Consiglio nazionale di transizione (Cnt) quale sola autorità legittima della Libia e del popolo libico. Intanto sventola la bandiera del Consiglio nazionale di transizione dei ribelli di Bengasi sull’ambasciata libica a Teheran. Il ministro degli esteri Franco Frattini ha dichiarato che una ventina di militari italiani sono da due mesi in Libia per l’addestramento tecnico di alcune unità di forze armate libiche.

16.13 – I ribelli controllano l’aeroporto di Tripoli

Gli insorti libici hanno preso il controllo dell’intero aeroporto di Tripoli e sequestrato veicoli militari e mitragliatrici. Violenti scontri proseguono in altre zone di Tripoli: l’entità degli scontri in corso nei quartieri di Abu Salim e Hadaba farebbe presupporre che nella zona si trovino esponenti del regime di Muammar Gheddafi.

16.02 – Cadaveri a Tripoli

I corpi di oltre 30 uomini, con ogni probabilità soldati lealisti di Gheddafi, sono stati rinvenuti, crivellati da colpi d’arma da fuoco in un accampamento militare nel centro di Tripoli, in una delle aree dove negli ultimi giorni si sono concentrati gli scontri. Mentre ieri sono stati portati all’ospedale di Tripoli, i corpi di 17 civili, probabilmente giustiziati negli ultimi giorni dalle forze fedeli al colonnello Muammar Gheddafi nel compound del rais. L’infermiera britannica Kirsty Cambell, dei Corpi medici internazionali, ha detto: “Ieri è arrivato all’ospedale un camion con a bordo 17 corpi. Sono stati trovati a Bab al Aziziya, quando i ribelli sono entrati lì”.

15.47 – Jalil: “Favorevole a negoziati con i lealisti”

Il presidente del Consiglio nazionale di transizione libico (Cnt), Mustafa Abdel Jalil, ha detto che è favorevole a “qualsiasi negoziato” con gruppi in aree controllate dai pro-Gheddafi per evitare altre uccisioni.

15.14 – I ribelli: “Abbiamo accerchiato Gheddafi”

I ribelli libici hanno annunciato di aver “accerchiato” il colonnello Muammar Gheddafi in un edificio vicino al compound di Bab al-Aziziya, a Tripoli. Lo riferisce la tv araba al-Jazeera, precisando che insieme al colonnello vi sarebbero anche alcuni dei suoi figli, oltre a un gruppo di militanti. “Loro sono assieme, in una piccola buca”, ha detto uno degli insorti coinvolti negli scontri. Il quartiere in cui si troverebbe il Colonnello sarebbe quello di Abu Salim: uno dei due, insieme al vicino al-Hadhba al-Khadra, nei quali ne e’ stata segnalata la presenza in questi giorni, seppure finora senza risultati. Un altro esponente degli insorti, Anis Sharif della ‘Brigata dei Martiti di Tripoli’, ha comunque annunciato che in giornata sara’ lanciata un’offensiva “decisiva” su Abu Salim.

14.27 – Spari davanti all’hotel Corinthia

Intensi scambi di colpi di arma da fuoco sono in corso davanti all’Hotel Corinthia e al suo interno. L’albergo è lo stesso dove sono stati portati i quattro giornalisti italiani liberati in mattinata. Presumibilmente uno o più cecchini hanno preso di mira la struttura: i reporter si sono rifugiati nella hall.

14.15 – Definiti i termini dell’ accordo Eni – Libia

L’Eni fornirà alla Libia benzina e gasolio proveniente dalle raffinerie italiane, in cambio di un pagamento futuro in petrolio. E’ questo il contenuto dell’accordo che sarà firmato ufficialmente lunedì. L’Ad di Eni, Paolo Scarrone, che ha partecipato oggi all’incontro tra Berlusconi e Jibril, ha dichiarato:”Il Comitato transitorio ci ha sottolineato la necessità di carburanti perchè le loro raffinerie sono ferme”.

14.02 – Mosca non invitata alla conferenza dell’1 settembre

Mosca non ha ricevuto inviti per partecipare al gruppo di contatto degli amici delle Libia, in programma a Parigi il primo settembre. Lo riferisce il ministero degli esteri russo, dopo l’annuncio di Sarkozy che all’iniziativa sarebbero stati invitati anche Russia, Cina e India. La conferenza sarà presieduta congiuntamente da Gran Bretagna e Francia.

13.42 – A Tripoli nave per evacuare stranieri

Una nave dell’Oim, l’Organizzazione Internazionale per le Migrazione, in grado di trasportare circa trecento persone e destinata a evacuare i cittadini stranieri rimasti intrappolati in Libia, è arrivata nel porto di Tripoli. La stessa nave, così come in precedenza una battente bandiera maltese, lunedì era salpata da Bengasi, ma non era potuta entrare nello scalo tripolino a causa del pericolo di essere presa di mira dai contendenti.

13.20 – Conferenza stampa Berlusconi-Jibril

Terminato il vertice in Prefettura, è iniziata la conferenza stampa. Berlusconi ha detto: “Vogliamo dare vita a un comitato di accordo tra il governo italiano e il Cnt. Già lunedì sarà firmato a Bengasi un accordo con l’Eni per assicurare benzina e gas alla popolazione. Il governo italiano scongelerà 350 milioni di euro, che sono una parte dei fondi libici che erano stati congelati. Questi fondi saranno immediatamente disponibili”. Alle spalle del premier Berlusconi e del primo ministro del Cnt, c’era la bandiera della nuova Libia, accanto a quelle dell’Italia e dell’Ue.

12.35 – Le prime parole di Claudio Monici, giornalista di Avvenire e Giuseppe Sarcina del Corriere della Sera

Claudio Monici ripercorre gli istanti del rapimento: “Siamo finiti in una strada molto silenziosa. Siamo tornati indietro, ma ci siamo dovuti fermare perchè c’era l’esercito libico. Con le pistole puntate ci hanno chiesto da dove venivamo. Erano molto arrabbiati e ci dicevano ‘Siete italiani, siete della Nato e ci state bombardando’. Poi hanno preso l’autista e l’hanno ucciso”. Giuseppe Sarcina dice: “Ci hanno portato in una casa e ci hanno trattato bene. Anche tra i lealisti ci sono persone buone. Credo ci abbiano liberato proprio i miliziani lealisti, non soldati nè civili”.

12.24 – Le reazioni internazionali

L’ambasciatore libico a Berlino, Dschamal al-Barag, che non ha mai preso le distanze da Muammar Gheddafi, avrebbe lasciato la Germania. Per il momento l’ambasciata rimane senza rappresentante. Gli americani ripetono di essere convinti che Gheddafi sia ancora a Tripoli e ricordano vi siano “circa 40 compound dove potrebbe essere nascosto” nella capitale.

12.20 – Iniziato vertice Berlusconi-Jibril

E’ iniziato poco dopo mezzogiorno a Milano l’incontro tra il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e Mahmud Jibril, primo ministro del Consiglio nazionale transitorio libico. Presente anche il ministro degli Esteri Franco Frattini e l’Ad di Eni, Paolo Scaroni. Un gruppo di giovani ragazze libiche ha accolto in festa l’arrivo di Mahmud Jibril a Milano, sventolando le bandiere tricolori della nuova Libia e esponendo cartelli contro Gheddafi: su uno c’era scritto ‘Gheddafi game over’.

12.10 – “Il nostro primo pensiero va all’autista ucciso”

”Il nostro primo pensiero va all’autista ucciso a sangue freddo dai sequestratori”, hanno detto i giornalisti appena liberati in un’intervista all’inviata del GR Rai in Libia.

12.05 – I giornalisti sono stati portati all’hotel Corinthia

Elisabetta Rosaspina, Giuseppe Sarcina, Domenico Quirico e Claudio Monici sono stati portati all’hotel Corinthia. “Sono vivo, vegeto e libero”: sono queste le prime parole di Domenico Quirico, che si è messo in contatto con la redazione della Stampa da Tripoli. “Adesso sto bene, fino a un’ora fa pensavo di essere morto”. Uno dei quattro giornalisti appena liberati a Tripoli avrebbe segni di percosse sul viso.

11.49 – Liberati i quattro giornalisti

I quattro giornalisti italiani, rapiti ieri dalle truppe lealiste, sono stati liberati dopo un blitz nell’appartamento in cui erano rinchiusi. A confermarlo è il sito del Corriere della Sera. Il direttore, Ferruccio De Bortoli, ha parlato al telefono con l’ inviata Elisabetta Rosaspina che ha assicurato che stanno tutti bene. La Farnesina ha confermato la notizia della liberazione.

11.26 – Mattinata calma a Tripoli

Nessun combattimento si è sentito questa mattina nel centro di Tripoli, ma si è udito solo qualche colpo d’arma da fuoco. Secondo fonti dei ribelli, le forze pro-Gheddafi sono ormai concentrate nei quartieri di Abu Salim e Hatba Charkia. La maggior parte delle truppe, dotate di armi pesanti, si trovano nel primo quartiere, mentre nel secondo si nascondono i cecchini. In queste ore gli insorti cercano soprattutto di trovare Muammar Gheddafi e i suoi figli.

11.13 – Bandiere di Gheddafi all’ambasciata libica a Mosca

L’ambasciata libica a Mosca ha ammainato le bandiere del regime di Gheddafi. “Abbiamo ammainato oggi le vecchie bandiere. Per ora non si sa quando ne isseremo una nuova”, ha riferito l’ambasciata all’agenzia Interfax. La Russia è uno dei pochi stati a non aver ancora riconosciuto il Cnt come unica autorità libica.

11.12 – Insorti respinti a Sirte

Bloccata dalle truppe di Gheddafi l’avanzata dei ribelli verso Sirte. Lo riferisce Al Jazira, precisando che gli insorti sono stati costretti a indietreggiare di 20 km.

11.04 – Ribelli usano drone per controllare i lealisti

I ribelli hanno acquistato in Canada un drone per controllare i movimenti delle truppe lealiste. Lo ha reso noto la Aeryob Labs, la ditta canadese che a luglio ha consegnato alle forze di Bengasi il piccolo aereo senza pilota usato per ricognizioni.

10.25 – Cnt: “Democrazia nella nuova Libia”

“La nuova Libia sarà uno Stato unitario, democratico, pluralista, protagonista di una politica di pace e cooperazione nel Mediterraneo”. Lo assicura Abdul Hafiz Ghoga, vicepresidente del Consiglio Nazionale di Transizione (Cnt), che esclude la possibilità di una deriva intregralista nel Paese.”Non abbiamo combattuto una dittatura per veder poi realizzato un regime teocratico, jiihadista”.

10.04 – Violenti scontri a Sirte

Sono in corso violenti combattimenti a un centinaio di chilometri da Sirte, la città natale di Muammar Gheddafi. Stando alla Bbc, dopo il lancio di alcuni razzi, dalla zona degli scontri tra lealisti e ribelli si vedono levarsi colonne di fumo.

09.51 – Nessuna richiesta dai rapitori dei giornalisti

“Non abbiamo sentito la voce di chi li ha in custodia, non sappiamo cosa vogliono” ha detto il console italiano a Bengasi, Guido De Sanctis, che conferma che i quattro giornalisti italiani si trovano in un appartamento di Tripoli.

09.30 – Il ministro della sanità abbandona Gheddafi

Un’altra defezione importante nella notte: il ministro della sanità, Mohammed Hijazi, si è unito ai ribelli. La decisione arriva dopo quella del collega Khalifa Mohammed Ali, numero due dell’intelligence libica.