Senza colpi di scena imprevedibili, a breve, Dominique Strauss-Kahn, ex direttore del Fondo monetario internazionale, accusato di stupro da Nafissatou Diallo, una cameriera del Sofitel di Manhattan, sarà un uomo libero. L’ufficio del procuratore distrettuale Cyrus Vance, con una lettera di 25 pagine, ha infatti informato il giudice che dovrà decidere oggi sul caso, che le accuse contro Dsk sono cadute e non ci sono, dunque, i margini per un processo.

La vicenda di Dsk è una delle più controverse della storia giudiziaria americana, tanto da aver ispirato un episodio di Law and Order che avrà come protagonista, nei panni di un diplomatico italiano accusato di stupro, l’attore Franco Nero. Per gli appassionati della serie, una delle più longeve e apprezzate del panorama televisivo, spesso ispirata a fatti di cronaca, la dismissione del caso, nonostante le prove inconfutabili che un rapporto sessuale fra i due, breve (fra i 7 e i 20 minuti) e burrascoso, sia realmente intercorso e un rapporto medico che parla di segni di violenza e il parere professionale (40 anni di esperienza) della donna che ha assistito la Diallo in ospedale dopo il presunto stupro, non è una sorpresa.

Spesso cavilli burocratici o difetti di procedura possono bloccare casi che sembravano inattaccabili. Più di tutto, poi, conta il fatto che tutto sia credibile “oltre ogni ragionevole dubbio“. Meno di due mesi fa, infatti, l’America assistette attonita all’assoluzione di Casey Anthony, giovane mamma accusata dell’omicidio della sua bambina. Dopo un processo pieno di colpi di scena, in cui, tuttavia, la colpevolezza della donna non era mai stata messa in dubbio, si arrivò a una sentenza di assoluzione perché la giuria non aveva avuto prove che lei fosse colpevole “oltre ogni ragionevole dubbio”. Nessuno tuttavia credeva nemmeno alla sua innocenza.

Nel caso di Dsk, il “ragionevole dubbio” avanzato dal procuratore per dismettere il caso sarebbe stato alimentato in un eventuale processo, dalla credibilità della testimone. Come tutti sanno la signora Diallo, una donna con un passato doloroso, illetterata e madre di una figlia che mantiene con il suo lavoro di cameriera, ha mentito nella sua richiesta di asilo per essere ammessa negli Stati Uniti, ha mentito su alcuni situazioni finanziarie e su altri dettagli relativi ai momenti successivi al presunto stupro (ma non ha mai cambiato versione circa i fatti avvenuti nella suite). In più, in una conversazione con un suo fidanzato, avrebbe (il condizionale è d’obbligo visto che si aspettano ancora i risultati della traduzione) detto di essere a conoscenza del potere di Dsk.

La sua credibilità, dunque, ha spinto il procuratore (in cerca di casi eccellenti per rinsaldare la sua posizione) a dismettere un caso che non rappresentava una facile vittoria nonostante fatti consistenti che proverebbero la versione della donna. La sua credibilità, dunque, pesa più della reputazione di un uomo noto per essere un “donnaiolo“, sul quale pesa un’altra denuncia per tentato stupro e del quale ex amanti, quelle dei 7 minuti, parlano come di un animale. Ma lui è l’ uomo, peraltro potente, con avvocati potenti che hanno giurato immediatamente che avrebbero distrutto la reputazione della donna, e, come sempre, nei casi di stupro, è la vittima, ingiustamente, a dover provare di essere credibile.

Vale la pena sottolineare, poi, che la dismissione del caso non corrisponde a un verdetto di innocenza. Come precisato dal procuratore il problema sta nella credibilità della donna e non nel fatto che lo stupro non sia avvenuto, oltre ogni ragionevole dubbio. Dimenticavo, la signora Diallo ha commesso il grave peccato di aver avuto un rapporto sessuale la sera precedente. Sarà dunque meglio che le donne, preventivamente, si astengano dal fare sesso perché ciò potrebbe essere usato contro di loro se vittime di violenza.