Sul ritocco delle pensioni resta il veto di Umberto Bossi, che ieri sera ha assicurato che sul tema non c’è alcuna apertura della Lega e che “tagliare le pensioni vuol dire tagliare la gente del nord’’. In un comizio a Schio, in provincia di Vicenza, il leader della Lega Nord ha anche sostenuto di aver “bloccato l’aumento dell’Iva”, come lo voleva “il partito di Berlusconi”, perché – ha spiegato – rischierebbe di far aumentare i prezzi e la colpa ricadrebbe sul governo.

Due temi, le pensioni e l’Iva, che Bossi ha usato anche per accattivarsi una platea di militanti veneti numerosa ma non particolarmente prodiga di applausi. I sacrifici imposti dalla manovra anti-crisi sono “un boccone amaro”, ha ammesso Bossi, tuttavia sono nella prospettiva di una “Padania libera”, che il segretario leghista ha riportato in auge come un toccasana per lo spirito della base. “Questa è una svolta storica – ha detto dal palco, riferendosi alla crisi economica in atto – dobbiamo prepararci non per domani ma per dopodomani, che la Padania arriva: l’Italia hanno capito tutti che va giù, sta finendo male, dobbiamo prepararci e organizzare la Padania, se si vuole che il futuro sia dei migliori”.

Ma in attesa di questo dopodomani c’è da “salvare il salvabile” e chiudere la manovra. Ai due no su pensioni ed Iva, il ministro delle Riforme ha aggiunto anche lo scetticismo sul tema del taglio delle Province. Ha infatti avvertito che “le Province sono ormai un problema di identità”, che tagliarle “non fa risparmiare”, e che se dunque lo si vuole fare almeno “non si tocchino le Province storiche”. In settimana Bossi ha assicurato che sarà a Roma per “aiutare gli enti locali” con apposite modifiche alla manovra.

Tutta una serie di impegni che richiedono però anzitutto grande compattezza della Lega, che “tiene duro” al governo, ma che lunedì alla segreteria politica dovrà trovare una sintesi. “La Lega è una forza politica popolare, che deve essere unita e forte – ha avvertito Bossi dal palco, con accanto il governatore del Veneto Luca Zaia e il capo della Liga Gian Paolo Gobbo – il sindaco di Verona dice le sue cose, qualcun altro dice le sue, ma noi abbiamo un compito storico: fare l’interesse della gente del nord’’.