Stop agli aumenti di retribuzione, anche accessori, per il personale delle pubbliche amministrazioni, fino alla fine del 2014. La modifica del ‘Patto di stabilità’ come richiesto dalla Lega. Pensioni a 61 anni per le donne, a partire dal 2014. Sono questi alcuni dei passaggi principali previsti nella bozza della manovra finanziaria presentata dal ministro Giulio Tremonti al vertice di maggioranza. Un’operazione stimata intorno ai 43 miliardi di euro, secondo quanto riferito dal titolare della Farnesina, Franco Frattini, e che sarà analizzata e (forse) varata giovedì pomeriggio, durante il Consiglio dei ministri. Un cifra più alta, sui 47 miliardi, invece, secondo altre fonti. L’intervento previsto per il 2011 sarà di 1,8 miliardi di euro e per il prossimo anno da 5,5 miliardi. Il grosso della manovra sarà invece investito negli ultimi due anni. La spesa prevista per l’anno in corso per la sanità è di 486,5 milioni di euro, che serviranno ad evitare l’introduzione di ticket sulle prestazioni specialistiche e sul pronto soccorso. Ma “a decorrere dal primo gennaio 2012 sono confermate le disposizioni” della Finanziaria per il 2007 che istituiva un ticket di 10 euro per le prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale e di 25 euro per i ‘codici bianchi’ di pronto soccorso. Voluta dall’allora governo Prodi, questa disposizione era stata duramente attaccata dall’attuale maggioranza, che ora ha deciso di ricorrervi. In tema, anche la prevista privatizzazione della Croce Rossa a partire dal 2012.

Da quanto si apprende, la bozza prevede di abbandonare i tagli lineari: parte dal 2012 il processo di spending review “mirata alla definizione dei fabbisogni standard propri dei programmi di spesa delle amministrazioni centrali dello Stato”. E’ quanto si legge nella bozza della manovra, in cui si sottolinea che “in caso di omessa trasmissione dei dati” relativi alla revisione della spesa degli enti interessati, “senza motivata giustificazione entro il termine previsto, l’amministrazione competente riduce la retribuzione di risultato dei dirigenti responsabili nella misura del 2 per cento”. Il leader della Lega Umberto Bossi, all’uscita dal vertice, ha annunciato intanto una vittoria del Carroccio: “Siamo riusciti a ottenere la modifica del ‘Patto di stabilità’, in maniera da permettere ai comuni virtuosi che hanno un sacco di miliardi di poterli spendere”. E’ giallo invece sulla norma che aumenta di un anno l’età pensionabile delle donne, a partire dal 2014. E incrementa ancora i requisiti anagrafici “di un ulteriore anno per ogni biennio successivo, fino al raggiungimento dell’età di 65 anni”. “Le ipotesi indicate sono semplicemente infondate”, smentisce il ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, guidato da Maurizio Sacconi, in una nota. Ancora più vago è il titolare della Giustizia, Angelino Alfano, negando interventi massicci sulle pensioni previsti dalla manovra. Prevista nella bozza, però, l’anticipazione di un anno, al 2014, dell’aggancio dell’età pensionabile alle aspettative di vita. Per quanto riguarda l’Inps, invece, nel testo è indicato che vengano estinti in automatico a favore del ricorrente alcuni processi in materia previdenziale nei quali l’istituto sia parte. Nella fattispecie si tratta di provvedimento che al 31 dicembre 2010 non si siano ancora risolti con una sentenza e il cui valore non superi complessivamente i 500 euro.

Pubblica amministrazione. Sono inoltre abrogate, “a decorrere dal primo gennaio 2012, tutte le norme che dispongono la conservazione nel conto dei residui”, cioè le somme stanziate ma non spese dalla Pubblica amministrazione, “per essere utilizzate nell’esercizio successivo, di somme iscritte negli stati di previsione dei ministeri”. Vengono esclusi dalle nuove norme i fondi “del personale, occupazione, opere strategiche e per le aree sottoutilizzate”. Oggi la Corte dei Conti ha quantificato in 108 miliardi l’ammontare dei residui passivi dell’intera amministrazione pubblica. Regioni, provincie e comuni – consorziati tra loro o attraverso le società partecipate – avranno però uno strumento in più. “Fondi d’investimento immobiliari chiusi – si legge nella bozza -, al fine di valorizzare o dismettere il proprio patrimonio immobiliare disponibile”. Il ministero dell’Economia ha così previsto la creazione di una società di gestione del risparmio con capitale sociale pari a 2 milioni di euro per “l’istituzione di uno o più” di questi fondi immobiliari pubblici.

Norme anti-casta. Previsto nel testo un taglio dei doppi incarichi per i parlamentari, delle indennità ministeriali e dei gettoni di presenza all’interno delle società pubbliche. Tra le ipotesi in corso di valutazione anche un tetto a benefit e bonus per i dipendenti della pubblica amministrazione. Le misure sarebbero state fortemente caldeggiate dal gruppo dei Responsabili che avrebbe chiesto anche “un maggiore coordinamento nell’utilizzo dei fondi europei con la nascita di un Comitato ad hoc”. Sul fronte dei tagli, a quanto si apprende, si sta studiando l’opzione che a lavorarvi siano i capigruppo di maggioranza.

Scuola. L’organico degli insegnati di sostegno dovrà prevedere in media un docente ogni due alunni disabili. E comunque non più di uno per studente. Per ogni singola scuola o per ‘reti di istituti’. Questa una delle norme contenute nell’articolo sulla “razionalizzazione della spesa relativa all’organizzazione scolastica” previsto dalla bozza della manovra. Le scuole – materne, elementari e medie – saranno inoltre riunite in istituti unici. “Per garantire un processo di continuità didattica – si legge nel testo – nell’ambito dello stesso ciclo di istruzione, la scuola dell’infanzia, la scuola primaria e la scuola secondaria di primo grado sono aggregate in istituti comprensivi”. Per acquisire l’autonomia, gli istituti dovranno essere costituiti da almeno mille alunni. Ridotti a 500 per le scuole nelle piccole isole, nei comuni montani e nelle aree geografiche caratterizzate da specificità linguistiche.

Proroga per le missioni internazionali. Contenuti nella bozza di manovra finanziaria sono anche 700 milioni, pronti per proseguire le missioni internazionali nel 2011. Prorogato inoltre fino al 31 dicembre, a partire dal primo luglio, il piano di impiego del contingente di personale militare appartenente alle Forze armate nel controllo del territorio. Per gli agenti utilizzati nel controllo del territorio sono stati previsti 36,4 milioni di euro per il 2011 e 2,9 milioni andranno invece per l’indennità del personale delle forze di polizia impiegato.

Alta velocità e autostrade. Maggiorato il canone dovuto per l’esercizio di servizi di trasporto ferroviario dell’alta velocità. “Al fine di consentire uno sviluppo dei processi concorrenziali nel settore dei trasporti ferroviari”, si legge nel testo. Il sovrapprezzo sarà determinato con decreto del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti “tenuto conto degli effetti che i servizi di trasporto di media e lunga percorrenza comportano sull’equilibrio economico dei servizi forniti nell’ambito di contratti di servizio pubblico”. Un piano che sarà aggiornato ogni tre anni e che non dovrà compromettere la redditività economica del servizio di trasporto su rotaie. A partire dal primo gennaio 2012, inoltre, sarà istituita presso il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti l’Agenzia per le infrastrutture stradali e autostradali. Il potere di vigilanza e controllo sul nuovo ente sarà esercitato dal ministro insieme al collega titolare dell’Economia. Il nuovo ente delimiterà così i compiti dell’Anas.

Fondi per le vittime dei crack finanziari. “La dotazione è ridotta dell’importo di 100 milioni per l’anno 2011”. Ma “la medesima dotazione è incrementata di 100 milioni di euro nell’anno 2015”. Una piccola parte della manovra riguarderà così il fondo in favore delle vittime dei crack finanziari. Istituito con una legge del 2005, serve a indennizzare i risparmiatori che hanno subito danni da investimenti sul mercato finanziario, stabilendo che lo stesso fondo sia alimentato con i conti correnti e dai rapporti bancari definiti come ‘dormienti’.

Norma anti-badante. Arriva dal 2012 la norma anti-badante, che mira a porre un freno ai matrimoni di interesse fra la colf e il pensionato. Dal primo gennaio del prossimo anno, la pensione di reversibilità “è ridotta, nei casi in cui il matrimonio con il dante causa sia stato contratto ad età del medesimo superiori a settanta anni e la differenza di età tra i coniugi sia superiore a venti anni, del 10 per cento in ragione di ogni anno di matrimonio con il dante causa mancante rispetto al numero di 10″.