E nella vicenda P4 spuntano le donne. Erano stati finora tutti maschili i nomi di politici coinvolti, a vario titolo, nell’inchiesta della Procura di Napoli sui presunti condizionamenti e fughe di notizie giudiziarie messi in atto dal deputato Pdl-magistrato Alfonso Papa e l’imprenditore Luigi Bisignani. Nei fascicoli dei magistrati non compaiono solo i nomi di Gianni Letta e di diversi ministri uomini. Ad essere state sentite dagli inquirenti sono anche diverse esponenti femminili della maggioranza che – come emerge dalle loro stesse testimonianze e dalle intercettazioni – avrebbero avuto spesso contatti con Bisignani. Che intanto comparirà lunedì davanti ai magistrati per l’interrogatorio di garanzia. Occasione in cui il suo legale spera di ottenere la revoca degli arresti domiciliari.

Tra le donne della maggioranza la più esposta è forse Michaela Biancofiorela deputata ribelle che nelle ultime settimane ha spesso minacciato la fuoriuscita dal Pdl. Ma che prima stava tra le fila dei fedelissimi. Tanto che il 16 gennaio scorso chiamava al telefono Bisignani per raccontargli una storia: quella del figlio del procuratore aggiunto di Milano, Ilda Boccassini, tra i magistrati che indagano su Silvio Berlusconi per il caso Ruby. Quasi quattordici anni fa il ragazzo era rimasto coinvolto in una rissa a Ischia. Bisignani glissa, frena la Biancofiore dicendo di parlarne “da vicino”. Nemmeno una settimana dopo, la notizia viene pubblicata su ‘Il Giornale’ con un titolo provocatorio, che attacca il magistrato: “Pressioni della Boccassini per salvare il figlio?”. Forse un caso, preceduto però da una riunione ad Arcore, residenza del premier, con i direttori delle testate a lui vicine.

Ma Bisignani avrebbe intrattenuto rapporto con esponenti femminili del Pdl più in alto della deputata. Come il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo, intercettata nell’ufficio dell’imprenditore durante un colloquio e chiamata a riferire su quell’incontro davanti agli investigatori napoletani. A raccontare spontaneamente dei suoi contatti con Bisignani è invece il ministro della Pubblica istruzione Mariastella Gelmini. Contatti “frequenti”, come lei stessa ha confermato ai magistrati. Mistero invece sulla testimonianza resa dal ministro delle Pari opportunità, Mara Carfagna, ascoltata dagli inquirenti. “Si riferiva all’attività di dossieraggio contro l’attuale presidente della regione (Campania, ndr) Stefano Caldoro – spiegano i suoi portavoce – e ai suoi scontri con Nicola Cosentino (coordinatore del Pdl campano, ndr)”.

Ma non tutti i rapporti di Bisignani con le donne della maggioranza sono semplici. Come quello con il sottosegretario Daniela Santanchè. E’ lo stesso imprenditore a raccontare di essersi speso per la sua nomina governativa, cercando di convincere il presidente della Camera Gianfranco Fini a non opporsi. Ma anche la rottura dei rapporti tra la Santanchè e Bisignani sono raccontati direttamente da quest’ultimo. Che riferisce ai magistrati una frase di Papa a proposito de ‘Il Giornale’ e di “soddisfazioni” che i due si sarebbero “potuti levare” nei confronti della testata. “Ciò disse – spiega l’imprenditore – ritengo perché sapeva che io non avevo grandi rapporti con ‘Il Giornale’ e con Sallusti per via della Santanchè e della politica che ‘Il Giornale’ stava facendo contro Fini”.