“Caro telespettatore, non vorrei che mio figlio fosse gay, è un’aberrazione genetica”. Non una chiacchierata da bar e nemmeno una conversazione tra mamme al parco. A dirlo è stato Fabio Federico, medico e dal 2008 sindaco Pdl del comune aquilano di Sulmona, durante un intervento su una tv privata, rilanciato su Youtube. Parole che hanno indignato i movimenti e le associazioni a difesa dei diritti omosessuali e che hanno incontrato la ferma condanna del ministro delle Pari opportunità, seppur compagna di partito di Federico, Mara Carfagna. La registrazione risale al 2006, quando l’attuale sindaco era consigliere comunale di An. Ma oggi Federico conferma le sue dichiarazioni: “Penso ancora le cose che ho detto”.

Da medico, il primo cittadino chiama la scienza in soccorso delle sue teorie. Tra una spiegazione sugli ormoni, una sui geni e passando per le “composizioni intermedie di assetti”, Federico arriva a formulare la sua diagnosi medica: i casi di omosessualità sono “aberrazioni genetiche – spiega -, descritte sui libri come patologie”. Ma il sindaco ammette anche una teoria più popolare, basata sui “gusti” personali e con una spiegazione semplice: “Se gli piace, gli piace”. Il suò però è un intervento politico sui pax, l’equiparazione giuridica delle coppie conviventi – senza distinzione di orientamento sessuale – a quelle sposate. In quel periodo argomentio di discussione legislativa. “Non posso pensare che una coppia gay possa regolarmente adottare dei bambini”, si sfoga il sindaco. Due mamme? Due papà? “Non s’è capito come funziona”, dice preoccupato. E rincara, in un piccolo extra a fine video: “Emma Bonino, scordateli. Perché se si fanno i pax, qua succede una rivoluzione”. “E voglio vedere come ve la mettete”, conclude.

Adesso però a preoccuparsi è lo stesso sindaco. Su Youtube circolavano due versioni del video, caricate i primi di giugno: una originale e una satirica. Il primo cittadino si è rivolto al giudice chiedendo la rimozione immediata di entrambe le versioni, sostenendo di “non aver mai autorizzato la pubblicazione del video, che non aveva alcun interesse pubblico”. E che, per di più, era lesivo della sua immagine. Richiesta accolta per quanto riguarda la versione manipolata, ma non quella originale, che continua a circolare in rete. Provocando l’indignazione delle associazioni omosessuali, che chiedono le dimissioni di Federico. Anzinché fare il sindaco, suggerisce il segretario nazionale di GayLib, Daniele Priori, farebbe bene “ad aggiornare i suoi studi in medicina, quantomeno approssimativi e certamente datati”, spiega. Priori fa poi appello al segretario politico del Pdl, Angelino Alfano, chiedendo di prendere “provvedimenti disciplinari urgenti” contro il sindaco di Sulmona.

Le cui parole sono “inaccettabili” anchee per il ministro per le Pari opportunità, Mara Carfagna. Secondo cui è sbagliato “confondere il normale dibattito sulle iniziative legislative e le posizioni politiche dei singoli con il rispetto che è dovuto a ciascun uomo e a ciascuna donna”. Garantito dalla Costituzione, ricorda. Tantro più che vengono da un sindaco, sottolinea anche Paola Concia, deputata Pd. “E’ inquietante – commenta – che il rappresentante di una comunità non si faccia scrupolo di offendere gratuitamente una parte dei suoi cittadini”. Proprio oggi, intanto, il Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite ha approvato una risoluzione che afferma l’eguaglianza dei diritti a prescindere dell’orientamento sessuale. Richiedendo anche la creazione di una commissione che studi le leggi discriminatorie nei confronti dei gay e le violenze commesse contro i singoli individui colpiti per il loro orientamento sessuale.